A metà del 2020 avevo fatto una “prima lista” dei borghi del Lazio secondo me da non perdere: borghi più o meno grandi, più o meno famosi, che meritano di essere visti almeno una volta nella vita.
Quali (nuovi) borghi del Lazio non perdere?
Ma i borghi che io per prima ancora non avevo avuto modo di scoprire erano ancora tanti. Appena mi è arrivata la macchina nuova, quindi, mi sono messa in moto per andare a scoprire la mia regione. Ecco, allora, un nuovo. articolo riguardo i borghi del Lazio secondo me da non perdere.
Provincia di Roma
Bracciano
Bracciano Bracciano si trova sulle alture dei Monti Sabatini, sulla cresta occidentale dall’antico vulcano Sabatino,
da cui si è originato il lago di Bracciano. Questo borgo mi ha sempre affascinata molto. Affacciato sul lago di Bracciano, il paese di Bracciano è l’unico – tra i paesi affacciati sul lago – a non avere sbocco diretto sul lago: Bracciano osserva il lago dall’alto, insieme al suo castello.
Probabilmente le origini dell’insediamento urbano risalgono al X secolo. I grandi proprietari terrieri costruirono fortificazioni e castelli dopo che iniziarono le incursioni dei saraceni, e molti contadini trasferirono la loro residenza all’interno dei castrum (le aree fortificate). Ho parlato di Bracciano in un post dedicato al borgo ed alla sua storia.
Trevignano
Anche Trevignano si affaccia sul lago di Bracciano ed è sicuramente il paese che preferisco tra quelli che circondano questo lago laziale.
Il borgo è abbastanza piccolo da poter essere visitato girando a piedi, arrivando praticamente ovunque senza utilizzare la macchina. L’ho trovato perfetto per trascorrere una settimana delle mie vacanze estive del 2021, ma comunque Trevignano è il posto perfetto per un po’ di relax durante tutto l’anno.
Il centro storico è molto piccolo, silenzioso, ed è possibile visitarlo in poco tempo. Immancabile una sosta in una delle varie spiagge che caratterizzano il lungolago di Trevignano. Da Trevignano è facile arrivare a diversi a altri paesi, affacciati sul lago e non. I più vicini sono, ovviamente, Bracciano e Anguillara Sabazia (anche qui trovate diverse spiagge dove potete fermarvi se volete fare un bagno). Per gli appassionati di volo ed aeronautica, in località Vigna di Valle si trova il museo dell’aeronautica militare.
Nepi è un altro borgo molto carino, sicuramente da non perdere. Molto pittoresco è il piccolissimo paese di Ceri, costruito su una roccia di tufo.
Per tutte le informazioni utili, vi rimando al post dedicato alle informazioni per un soggiorno a Trevignano.
Subiaco
Subiaco è stato, per me, una piccola scoperta. Conoscevo già il monastero del Sacro Speco, visitato qualche anno fa, ma non avevo ancora visitato il borgo: le scale da fare sono tante, per girare il centro storico, ma ne vale assolutamente la pena.
Anticamente il territorio di Subiaco era abitato dagli Equi, sottomessi dai romani nel 304 a.C. Le origini di Subiaco risalgono proprio all’epoca romana: il nuo nome deriva da “Sublaceum” che vuol dire “sotto i laghi”, denominazione che Tacito diede alla villa di Nerone.
La Rocca Abbaziale risale all’XI secolo, costruita dall’Abate Giovanni V che la rese un munitissimo castello feudale che controllava la Valle e l’abitato di Subiaco. Due terribili terremoti, quello del 1298 e quello del 1348, le piene dell’Aniene e la celebre peste “nera” del 1348, portarono a conclusione il periodo di splendore dell’Abbazia di Subiaco.
A metà novembre ho raccontato la mia visita al paese in un post dedicato alla mia visita.
Provincia di Viterbo
Sant’Angelo di Roccalvecce
Questo paese è conosciuto come il paese delle fiabe e dei murales, ed ho avuto modo di scoprirlo e visitarlo – quasi per caso – a novembre 2020 (periodo in cui andava molto in voga visitarlo).
Il paese si caratterizza per la presenza di murale su una buona parte delle case del paese, opere che riprendono molte delle favole che hanno caratterizzato l’infanzia di molti di noi. L’idea dei murale nasce nel 2016 grazie a Gianluca Chiovelli, il quale fonda una associazione culturale. Perché? L’idea era quella di abbellire il suo paese natale, facendo raccontare ai muri delle sue case le storie che hanno caratterizzato l’infanzia di tutti noi.
Il progetto è stato poi realizzato (anche) grazie ad un team di street Artist che, materialmente, hanno dato vita alle favole. I primi sono stati realizzati nel 2016, anno di partenza del progetto, ma sono sempre in aggiornamento! Ce ne sono uno o due in corso d’opera e chissà che non ve ne siano altri già previsti per il futuro.
Per il racconto dettagliato della mia visita, potete leggere il post dedicato alla giornata a Sant’Angelo di Roccalvece.
Celleno
Borgo fantasma non lontano da Sant’Angelo di Roccalvece. Sto andata a visitarlo lo stesso giorno in cui sono andata a Sant’Angelo di Roccalvece, perché i due paesi sono molto vicini tra loro:
l’atmosfera autunnale, quasi inverno, lo rendeva ancora più particolare.
La storia del borgo di Celleno è costellata di eventi sfortunati: è stato colpito da epidemie, frane e altro ancora lungo tutto l’arco della sua storia, fino al terremoto nel 1931. L’insediamento medievale venne abbandonato a partire da metà dell’Ottocento, per motivi socio-economici e di instabilità dei pendii
Ho raccontato la mia visita in un post dedicato al borgo di Celleno.
Provincia di Frosinone
Anagni
Conosciuta come “la città dei Papi”, è un borgo che da diverso tempo era sulla mia lista dei luoghi da vedere.
Leggenda vuole che Anagni sia una delle “città saturnie”, le cinque città laziali fondate dal dio Saturno (Anagni, Alatri, Arpino, Atina e Ferentino, quest’ultima detta anche Antino).
Perché, oggi, Anagni è conosciuta come “la città dei papi”? Per due motivi: ha dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) e perché per lungo tempo la città è stata residenza e sede papale. In particolare Anagni si lega alle vicende di papa Bonifacio VIII e all’episodio noto come lo “schiaffo di Anagni”. Potete trovate tutti i dettagli della mia visita nel post dedicato proprio ad Anagni.
Alatri
Alatri è un borgo del Lazio in provincia di Frosinone, raggiungibile facilmente in macchina da Roma. Conosciuta in epoca antica con il nome latino di Aletrium, Alatri fu in origine uno dei principali centri del popolo osco-umbro degli Ernici.
In quello che è il centro storico odierno, sono ancora visibili quelle che erano le strutture urbane tipiche del Medioevo, anche se la fondazione del paese risale a tempi più antichi (pare attorno al 1539 a.C). Il centro storico è reso ancora più suggestivo proprio dal fatto che la parte di epoca medievale sia ancora ben visibile ed ancora perfettamente contenuto nel circuito delle mura megalitiche
Link utili
Per chi non ha letto la prima parte dei borghi del Lazio da visitare, vi rimando all’articolo con i primi consigli.

