Qualche mese fa, quasi per caso, ho scoperto dell’esistenza del piccolo paese di Sant’Angelo di Roccalvece. Un paese in provincia di Viterbo, conosciuto da molti grazie ai murales che colorano e rallegrano le vie del paese. Ma cos’hanno di speciale queste opere? Ognuna riprende una favola, facendo ritornare tutti un po’ bambini. E poi, ovviamente, la bravura con cui sono stare fatte
Sant’Angelo di Roccalvece è “il borgo delle favole”!
Arrivare da Roma a Sant’Angelo di Roccalvecce non è complicato: si trova in provincia di Viterbo e dalla capitale ci vogliono circa due ore di macchina per arrivarci. All’ingresso del paese si trova anche un grande parcheggio sterrato, che nel fine settimana si riempie subito: armatevi di molta pazienza e arrivate abbastanza presto (NB: di domenica all’ora di pranzo ho dovuto attendere un bel pò per riuscire a trovare parcheggio).
Sant’Angelo di Roccalvece: il progetto e le opere per le vie del paese
L’idea dei murale nasce nel 2016 grazie a Gianluca Chiovelli, il quale fonda una associazione culturale.
Perché? L’idea era quella di abbellire il suo paese natale, facendo raccontare ai muri delle sue case le storie che hanno caratterizzato l’infanzia di tutti noi.
Il progetto è stato poi realizzato (anche) grazie ad un team di street Artist che, materialmente, hanno dato vita alle favole. I primi sono stati realizzati nel 2016, anno di partenza del progetto, ma sono sempre in aggiornamento! Ce ne sono uno o due in corso d’opera e chissà che non ve ne siano altri già previsti per il futuro.
Passeggiando tra i murales
L’opera che apre questo percorso tra le favole è quello di Alice nel paese delle Meraviglie, realizzato da Tina Loiodice proprio nella piazza principale di Sant’Angelo.
Poi, lungo le vie del paese, si scoprono piano piano anche gli altri: Hansel e Gretel, la spada nella roccia, Alì Babà e i Quaranta ladroni. E poi ancora Pinocchio, Biancaneve, La Bella e la Bestia, il libro della giungla e ancora tanti altri.
Ammetto che per alcune fiabe ho avuto qualche difficoltà a riconoscerle: ma questo ha reso la passeggiata ancora più interessante, perchè è diventata una sorta di piccola “sfida” con me stessa per tirare fuori tutti i miei ricordi d’infanzia legati alle favole.
Come girare per il paese?
Non c’è un percorso prestabilito, un percorso obbligato da seguire per forza in una data direzione:
si può scegliere in base alla motivazione che preferiamo, seguendo le piccole insegne installate per indicare appunto quale murale si trova andando in una certa direzione.
Il suggerimento che posso darvi è quello di seguire un “percorso con un senso logico”. In che senso? Provo a spiegarvelo: l’ideale è andare prima verso le opere nella parte più bassa del paese (con qualche piccola deviazione), per poi risalire e girare per andare a vedere quelle che mancano. Perché? Secondo me per due motivi: perdere meno tempo “andando e tornando” ed essere sicuri di non perdere nessuna delle opere realizzate.

