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Borghi del Lazio: quali visitare, secondo me

Borghi del Lazio: quali visitare, secondo me

Quali sono i borghi del Lazio secondo me da scoprire?

L’estate del 2020 sarà quasi sicuramente all’insegna dei viaggi vicino casa. Degli spostamenti brevi, probabilmente solo all’interno della nostra regione. con alcuni amici, quindi, avevamo iniziato a parlare di quali sono i borghi del Lazio dove saremmo voluti andare o tornare, per scoprire o riscoprire la nostra regione.
Quindi ho pensato: perché non scriverla, la mia selezione dei posti da visitare nel Lazio? Eccomi qui, allora, a condividere i borghi della mia regione che vorrei tornare a visitare e che suggerisco a chi ancora non li ha mai visitati!

Civita di Bagnoregio

Civita è, secondo me, uno dei borghi più belli del Lazio! Ci vivono solo 11 persone e il borgo è stato inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia.
Case e natura: rampicanti lungo i muri Sembra che Civita venne fondata dagli Etruschi e si trova nella valle dei calanchi, tra il lago di Bolsena e la valle del Tevere a est. Anticamente esistevano cinque porte, che permettevano l’accesso alla città; oggi vi è rimasta solo la porta di Santa Maria (o della Cava).
La pinta dlla città è basata su cardi e decumani, come accadeva nelle città etrusche e, successivamente, romane.; dal punto di vista degli edifici, invece, sono arrivate ai giorni nostri testimonianze di epoca medioevale e rinascimentale.
Edifici da segnalare sono Palazzo Alemanni, sede del Museo Geologico e delle Frane, il Palazzo Vescovile, un mulino del XVI secolo, i resti della casa natale di San Bonaventura e la porta di Santa Maria, con due leoni che tengono tra le zampe una testa umana, a ricordo di una rivolta popolare degli abitanti di Civita contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi. Sulla piazza principale si affaccia la chiesa di San Donato.
Costruita su uno sperone di tufo molto sottile, che poggia su un sottile strato di argille marine (i calanchi), questo piccolo borgo si sta “spegnendo” piano piano per l’erosione del terreno: per questo Civita è conosciuta anche come “La città che muore”.
Da giugno 2013 l’accesso al borgo è diventato a pagamento.

Vi rimando al post scritto nel 2012, quando andai per la prima volta a visitare il borgo.

Calcata

Calcata si trova a 40 km a nord di Roma, in provincia di Viterbo, e si trova nella lista dei borghi più belli d’Italia. Il centro storico si trova su di una montagna di tufo e domina la valle del fiume Treja.
Calcata: alla scoperta del borgo storico Per accedere al borgo c’è una sola porta lungo le mura. Cosa c’è da vedere all’interno del borgo? Sicuramente il castello baronale Anguillara, edificato nell’XI-XII secolo e modificato nel corso del ‘500 dagli Anguillara, i signori di Calcata. Ha torre e mura merlate e si trova nella piazza centrale del borgo (e di fatti è il “centro” del paese). Nei secoli successivi fu usato anche dai marchesi Sinibaldi e Massimo, mentre oggi viene usato come spazio espositivo e centro per convegni e corsi. Poi c’è la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù. La sua struttura risale al XIV secolo ma è stata ristrutturata nel 1793 per volere della famiglia dei Sinibaldi. Nella chiesa, costituita da un’unica navata e con il soffitto a capriate, sono conservati un fonte battesimale, un’acquasantiera del XVI secolo e un tabernacolo a muro. Dietro l’altare si trova una serie di pitture che rappresenta storie del Cristo. Se preferite fare una passeggiata, invece, è imperdibile il parco suburbano Valle del Treja.
Abitato da una ricca fauna (volpi, tassi, donnole e altri animali ancora), lo si può attraversare a piedi ed a cavallo. Al suo interno si trovano i resti di un insediamento dell’antico popolo dei Falisci.
Per gli appassionati di tè può essere interessante la sala dei 201 tè.

Anche su Calcata trovate un post dedicato esclusivamente al borgo.

Caprarola

L’attrazione principale del paese è lo splendido Palazzo Farnese, che troneggia sul borgo alla fine del rettilineo (in leggera salita) che passa in mezzo al borgo.
Palazzo Farnese: scalinata interna Il borgo ha rappresentato per secoli il centro del potere della famiglia Farnese. Nel 1530 circa Alessandro Farnese (futuro Papa Paolo III), dà incarico ad Antonio da Sangallo di costruire una fortezza a Caprarola.
Per la costruzione di palazzo Farnese vennero buttati giù degli edifici, cosa che scontentò i nobili: Alessandro Farnese, quindi, autorizzò la costruzione di nuovi palazzi (esempi sono palazzo Sebastiani, palazzo Mariani, palazzo Restituti, palazzo Moscheni , l’Ospedale di S.Giovanni e la chiesa di S.Marco).
Da segnalare sono, inoltre, la chiesa della Madonna della Consolazione, il Palazzo delle Scuderie Farnese e la Chiesa di Santa Teresa.
Non lontano dal borgo si trova il lago di Vico, per chi avesse voglia di una passeggiata al lago.
Ho raccontato qualcosa in più di Palazzo Farnese nel post riguardo la mia visita al palazzo.



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Sutri

Sono arrivata a Sutri, ormai diversi anni fa, perché volevo visitare il parco archeologico di cui tanti mi avevano parlato. Il parco comprende tombe (di vario tipo), un anfiteatro e un mitreo.
La necropoli di Sutri Le tombe tappresentano un esempio importantissimo di tombe romane scavate nel tufo. Si possono vedere tombe ad una camera, tombe a doppia camera, con o senza vano di ingresso ad arco e con altre caratteristiche acnora. L’anfiteatro di Sutri venne in parte riportato alla luce tra il 1835 e il 1838 (grazie alla famiglia Savorelli). Venne realizzato in tufo e forse risale al periodo tra la fine del II sec. a.C. ed il I sec. d.C. Organizzato su pianta ellittica con tre ordini di gradinate, poteva ospitare più di 9000 persone. Mostrava, anticamente, diverse strutture decorative poste in cima e che correvano lungo tutto il suo perimetro (come il Colosseo, per capirci). Il Mitreo è stato tomba, tempio pagano dedicato a Mitra, e chiesa cristiana dedicata inizialmente a S. Michele Arcangelo (e successivamente alla Madonna con il Bambino, S. Maria del Parto).
Nel centro storico cittadino si trovano, da segnalare: la Chiesa di santa Maria Assunta (XII secolo), la Chiesa di San Francesco (fondata da San Francesco nel 1222), la chiesa di San Silvestro (in stile romanico) e la chiesa di San Sebastiano (costruita prima del XIII secolo)
Anche se un po’ vecchio, ormai, vi rimando al post dedicato a Sutri per il racconto dettagliato della mia visita.

Ischia di Castro

Ischia di Castro è un borgo che ha rappresentato una meta “casuale” di un fine settimana in giro, per scoprire i dintorni di Roma.
Cassero Le origini del borgo sono etrusche, anche se i ritrovamenti di asce di silice, punte di frecce e altri oggetti lungo il fiume Flora fanno pensare che già durante la preistoria la zona fosse abitata.
Cosa vedere nel paese? Oltre al museo civico, ci sono anche numerosi edifici di tipo religioso come il Duomo di Sant’Ermete, la Chiesa di San Rocco (in stile romanico con affreschi del XIV-XVI secolo) e la Chiesetta della Trinità dove, sopra l’altare, si trova una pala del ‘700 dove è stata raffigurata la Madonna del Carmelo e la Trinità con ai lati affrescati due santi fondatori dell’ordine dei Carmelitani.
In località La Selvicciola è stata ritrovata, nel 1982, una villa rustica romana. Sempre nella stessa zona è emersa anche una necropoli longobarda, dove sono stati ritrovati corredi funerari, armi, ornamenti personali e oggetti di uso quotidiano (oggi sono tutti esposti al Museo civico di Ischia di Castro).

Per il racconto più dettagliato della mia visita vi lascio il link al post dedicato.

Monterano

Si, è vero, in realtà in questo caso parliamo di un borgo abbandonato, o borgo “fantasma”.
La chiesa simbolo di Monterano Ma Monterano, in realtà, ha comunque una storia degna di nota: Bernini venne a lavorare qui, anche se oggi le sue opere sono purtroppo in rovina, e oggi il borgo è apprezzato molto dal cinema italiano.
Nel suo periodo di popolarità, il borgo di Monterano riuscì a mantenere una certa importanza perché vi passava vicino una via conosolare. Ma alla fine del ‘700 perse la sua importanza e, dopo saccheggi e malattie , anche gli ultimi abitanti se ne andarono dal paese (per trasferirsi nella vicina Canale Monterano).Le rovine del borgo si trovano all’interno della Riserva Naturale di Monterano. Per arrivarci, quindi, una volta arrivati a Canale Monterano basterà seguire le indicazioni per la riserva!

Bonus

I borghi del Lazio che sicuramente meritano una visita sono molti di più, ma se li mettessi tutti la lista diventerebbe infinita. Volevo chiudere questo post, però, con alcuni “bonus”: non borghi, ma abbazie, parchi archeologici e altri luoghi del Lazio da non perdere.

Abbazie di Valvisciolo e Fossanova

L’abbazia di Valvisciolo venne edificata in stile romanico(-gotico-)cistercense.
Abbazia di Valvisciolo Situata tra Sermoneta, l’oasi di Ninfa e Latina Scalo, questa abbazia è stata definita uno dei capolavori del genere della provincia dopo l’abbazia di Fossanova. Tradizione vuole che questa abbazia sia stata fondata nel XII secolo da monaci greci (a cui poi seguirono i Templari nel XIII secolo e, infine, i monaci Cistercensi nel XIV secolo) e il suo nome sembra che derivi dal nome della valle sottostante detta “dell’usignolo”. Negli atti pubblici l’abbazia viene chiamata col nome (abbazia di) “Marmosolio” fino al XV secolo.
Da Roma ci sono arrivata in macchina, mettendoci poco più di un’ora, e ho poi parcheggiato “accanto” al complesso dell’abbazia (vi è un grande slargo adibito a parcheggio). Per la visita avrò impiegato un’ora circa.

L’abbazia di Fossanova si trova nel comune di Priverno ed è resa particolare dal fatto che è circondata da
Abbazia di Fossanova un vero e proprio borgo! Venne costruita tra il 1163 e il 1208 (anno della sua consacrazione), in stile gotico italiano, e gli interni sono senza affreschi (o quasi). Considerata una transizione dal romanico al gotico, oggi rappresenta il più antico esempio d’arte gotico-cistercense in Italia. Nella zona dell’infermeria si trova la stanza dove visse i suoi ultimi giorni e morì (nel 1274) San Tommaso d’Aquino e ancora oggi, nella chiesa, viene conservata la sua tomba vuota.
Io ci sono andata dopo aver visitato l’abbazia di Valvisciolo, coprendo il tragitto in circa quaranta minuti (da Roma ci vuole circa un’ora e mezza). Anche qui vi è un’area dedicata per lasciare la macchina.

Nel post dedicato alle due abbazie trovate qualche dettaglio in più.

Isola del Liri e Abbazia di Casamari

L’abbazia di Casamari è uno dei più importanti monasteri italiani n architettura gotica cistercense.
Abbazia di Casamari Si trova in provincia di Frosinone, venne costruita nel 1203 sulle rovine dell’antico municipio romano chiamato “Cereatae” perché dedicato alla dea Cerere. L’abbazia venne consacrata nel 1217. Il suo nome, Casamari, deriva dal latino e significa “Casa di Mario”, patria di Gaio Mario

Isola del Liri, in provincia di Frosinone, è un piccolo borgo conosciuto per la cascata situata proprio al centro del paese stesso. La Cascata Grande è formata dal braccio di sinistra del fiume ed è alta circa 27 metri; la Cascata del Valcatoio, formata dal braccio di destra del fiume, è meno spettacolare della prima e il suo salto non è perfettamente verticale

Anche per l’abbazia di Casamari e il borgo di Isola del Liri trovate qui sul blog il post con qualche dettaglio in più.

Subiaco – monastero del Sacro Speco

Chiamato anche Santuario del Sacro Speco, si trova sul monte Taleo costruito “direttamente” nella roccia del monte e sorretto da nove arcate.
L’interno del monastero è costruito come un labirinto, il cui fulcro rimane sempre il Sacro Speco, ovvero la grotta dove San Benedetto visse da eremita per tre anni “ricercando la luce nella buia grotta”.
La Chiesa Superiore, sorretta da due campate irregolari e il cui abside è costruito interamente nella roccia, è la parte più alta del monastero aperta ai visitatori. Questa fu l’ultima parte del monastero ad essere costruita e, nel corso dei secoli, ha subito diversi cambiamenti.
La Chiesa Inferiore venne costruita nel periodo di ristrutturazione del Sacro Speco, tra il 1244 e il 1276, ha una pianta rettangolare ed è divisa in tre campate: la Prima si trova nei pressi della Scala Santa, la Seconda si trova allo stesso livello della Prima e a un livello più basso rispetto alla Terza.

Ho raccontato qualcosa in più nel post dedicato al Monastero.

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