Testaccio e Ostiense sono due dei quartieri storici della città di Roma, due quartieri che negli ultimi anni hanno piano piano acquisito notorietà per vari motivi: dai locali e ristoranti che animano la movida, alla crescente presenza di street art che li colora . Ma anche grazie soprattutto alla loro storia e alle visite guidate che sempre più spesso permettono di scoprirli e conoscerli meglio.
Testaccio
Testaccio si sviluppa principalmente intorno a quello che chiamiamo Monte dei Cocci, una collina nata dall’accumulo di anfore romane scartate. Le grotte che anticamente erano destinate alla funzione di magazzini oggi ospitano bar e locali notturni. Il rione è delimitato da via Marmorata, le Mura Aureliane ed il Tevere ed ha una forma quadrata quasi regolare. Fino al 1975, ultimo anno di attività del Mattatoio, la zona è stata prevalentemente caratterizzata da una attività mercantile. Il quartiere, in termini di “zona abitativa” venne pensato e realizzato come una zona periferica della città. Il rione nasce nel 1921, “dividendo” questa zona di Roma dal Rione Ripa.
Cimitero acattolico
Questo cimitero romano, a pochi passi da Piramide, è uno dei luoghi di sepoltura più antichi d’Europa tra quelli ancora in funzione! Venne fondato intorno al 1716 e vi sono sepolte circa 4.000 persone, soprattutto di origine inglese e tedesca.! Vi si trovano scrittori, pittori, architetti, poeti, storici, archeologi, personaggi più o meno importanti e alcuni dei quali sono molto famosi: ad esempio Keats e Shelley!
Ma perché si chiama “cimitero acattolico”? La Chiesa cattolica non permetteva la sepoltura di persone non cattoliche in terra consacrata: quindi protestanti, ebrei, ortodossi, suicidi e gli altri “non accettati in terreni consacrati” venivano seppelliti fuori le mura cittadine o ai loro confini.
Perché visitarlo? Perché è un luogo sicuramente fuori dai soliti giri turistici di Roma, un piccolo angolo di pace nel pieno del caos cittadino. Parliamo di un luogo dall’atmosfera molto particolare. Credo sia uno di quei da visitare per scoprire anche il lato più nascosto, particolare, della città; Roma, il suo passato, parte di quelli che sono stati i suoi visitatori e abitanti più illustri li possiamo ritrovare qui.
Monte dei cocci
Partiamo dicendo che il suo nome esatto è “monte testaccio”, dal latino “testae” (cocci, nel senso di “avanzo di anfore”):
il monte è formato da svariati milioni di cocci di anfore (datate dal I-II secolo a.C. fino al III secolo d.C). Si tratta di una sorta di grande discarica del porto dell’antica Roma, l’Emporium (di cui possiamo vedere alcuni resti da Ponte Testaccio)! Anticamente la zona del monte era aperta al pubblico, per cui i romani potevano venire qui a fare delle passeggiate nel verde; nel corso della sua storia vi vennero anche scavate delle grotte per conservare il vino: oggi sono visibili all’interno del ristorante “Flavio al ve l’avevo detto”.
Dalla cima del monte è possibile vedere i dintorni e (quasi) tutta la città di Roma: Ostiense, Monteverde, Campo Testaccio, l’EUR e molto altro ancora. Oggi, però, non è possibile visitarlo liberamente: bisogna aspettare una delle aperture speciali previste, ed è ancora meglio (secondo me) see lo si visita prendendo parte ad una visita guidata. Ho raccontato la mia visita, durante una di queste aperture speciali, in un post dedicato a questo luogo della storia di Testaccio (e della città di Roma).
Cimitero di Guerra del Commonwealth di Roma
In questo cimitero, memoriale di guerra (della Seconda Guerra mondiale, per la precisione),
sono sepolti militari dei paesi appartenennti al Commonwealth e caduti durante le operazioni di guerra portate avanti durante l’ingresso a Roma delle truppe alleate (4 giugno 1944). Il cimitero si trova in una piccola area verde, a ridosso delle mura aureliane e non lontano dal cimitero acattolico. Il cimitero ospita 426 sepolture e venne progettato seguendo le indicazioni della Commonwealth War Graves Commission; esiste dal 1947.
Vi lascio, per una lettura più accurata, al post di Claudia del blog La bussola e il diario.
Porticus Aemilia
Strettamente collegata al nuovo porto fluviale costruito alla fine del III sec. a.C. a sud dell’Aventino, quando parliamo de la Porticus Aemilia facciamo riferimento al vasto complesso di magazzini situato nella zona retrostante l’Emporium: era, praticamente, come una enorme piazza dedicata al mercato delle merci. L’area venne migliorata intorno al 174 a.C. insieme al completamento e l’ampliamento della Porticus, che era il più vasto edificio commerciale costruito dai romani. Il portico era diviso internamente in sette navate longitudinali e cinquanta navate trasversali, attraverso 294 pilastri. La parte di struttura che possiamo ancora oggi ammirare si trova tra via Rubattino e via Franklin.
Ostiense
Il quartiere Ostiense, situato a Roma sud, è delimitato dalle mura Aureliane, dal Tevere e dai quartieri Testaccio e San Saba (nord), Ardeatino (est), EUR (sud) e Portuense (ovest). Prende il nome dalla via Ostiense che lo attraversa, nata per collegare Roma col mare. Il passato più recente del quartiere è marcatamente proletario e industriale. In epoca fascista, nel 1921, assunse lo status ufficiale di quartiere.
Basilica di San Paolo fuori le mura
Si tratta di una delle quattro basiliche di Roma, la seconda più grande dopo quella di San Pietro in Vaticano,
ed è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco nel 1980. La basilica è stata costruita sul luogo che, secondo la trrtadizione, è il luogo della sepoltura dell’apostolo Paolo. La tomba è posizionata sotto l’altare papale. Inutile dire che ogni angolo, affresco, particolare della basilica trasuda la magnificenza di questo luogo. Proprio davanti all’altare, scendendo alcuni scalini, si possono vedere i resti della basilica di un tempo: nel 1823, a causa di un fuoco acceso per fare dei lavori e lasciato acceso, divampò un incendio che distrusse gran parte dell’antica struttura.
Centrale Montemartini
Si tratta di una centrale termoelettrica degli inizi del ‘900 che, una volta dismessa,
venne utilizzata come “deposito” di alcune opere dei musei capitolini, che dovevano essere ristrutturati; una volta completati i lavori alcuni oggetti vennero lasciati in loco, e la centrale venne a tutti gli effetti trasformata in un museo.
La cosa che più colpisce quando la si visita è la perfetta integrazione delle opere nell’ambiente della centrale, dal quale non sono mai stati tolti (appositamente) tutti i motori e quanto faceva parte della centrale stessa. Viene infatti descritta e definita come un esempio magnifico di riconversione, e destinazione ad altro uso (museo, nello specifico), di un edificio di archeologia industriale.
Piramide di Caio Cestio
Avreste mai pensato di trovare una Piramide a Roma? E, soprattutto, che potesse essere effettivamente una
tomba? Ecco, la Piramide di Caio Cestio si trova a Osttiense, quindi in una zona di Roma che potremmo definire abbastanza centrale, ed è la tomba di Caio Cestio! Venne costruita nel I secolo avanti Cristo da Publio Melo, erede di Caio Cestio: l’opera venne realizzata in soli 330 giorni perché, come da volere testamentario di Caio Cestio stesso, il rispetto del vincolo temporale era necessario perché Publio Melo potesse ricevere la sua eredità. Grazie a questa opera monumentale gli storici sono stati in grado di venire a conoscenza di alcune delle informazioni in nostro possesso su Caio Cestio: grazie alle iscrizioni sappiamo che forse era fratello di Lucio Sestio e faceva parte del collegio degli epuloni, uno dei collegi più importanti dell’epoca. Questo è, probabilmente, l’unico monumento dell’antica Roma – o uno dei pochi – che si è mantenuto quasi inalterato nel corso dei secoli e dei mutamenti della città stessa, arrivando a noi in ottimo stato.
Per ulteriori dettagli su questo luogo, e le modalità di visita, vi rimando all’articolo che ho scritto sulla visita alla Piramide Cestia.
Link utili
Interessante può essere la lettura del libro “le chiavi per aprire 99 luoghi segreti di Roma“. Se siete alla ricerca di suggerimenti interessanti, per quanto riguarda luoghi più insoliti da visitare, vi suggerisco “Roma insolita e segreta“: leggendo questo libro ho avuto modo di scoprire diversi posticini più insoliti della mia città. Infine, sempre per chi è alla ricerca di una lettura su luoghi un po’ più particolari, può essere interessante leggere il volume “I luoghi e le storie più strane di Roma“.

