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Rione Ripa – I rioni di Roma

Rione Ripa – I rioni di Roma

Da qualche mese ho iniziato a raccontare Roma attraverso i suoi rioni e quartieri, sulle orme delle visite guidate a cui, periodicamente, partecipo. In questo post voglio raccontare del Rione Ripa, probabilmente uno dei rioni più “densamente popolati” di monumenti e luoghi storici della città.

Conoscete il Rione Ripa?

Io ho avuto modo di conoscerlo meglio solo poche settimane fa, prendendo parte ad una visita guidata. Ho, quindi, avuto modo di scoprire e comprendere qualcosa in più della sua storia: molti dei luoghi che rientrano nel rione li conoscevo, ma non in maniera approfondita.

Confini e stemma del Rione Ripa

I “confini” del rione comprendono l’Isola tiberina, il foro boario e il foro olitorio, il Circo massimo e, infine, l’Aventino (col suo splendido roseto, il giardino degli aranci e la villa del Priorato di Malta).
Inizialmente era compreso nel rione ripa anche testaccio, enclave delle corporazioni. I confini attuali risalgono al 1921, quando diventano rioni a parte San Saba (piccolo Aventino) ed anche Testaccio. L’Aventino rimane rimane fuori dal pomereo, il limite sacro oltre il quale non potevano entrare gli eserciti in armi, per lungo tempo: viene incluso in questo confine solo 800 anni dopo.

Lo stemma è una ruota di un timone di colore bianco su uno sfondo rosso: si fa riferimento alla riva del Tevere ed alla connotazione di ripa come rione fluviale; infine, il riferimento è anche alla presenza del porto di Ripa Grande e del porto dell’Emporio, scomparsi per l’edificazione dei muraglioni e dei lungotevere.

Un po’ di storia del Rione

La zona compresa nei confini del Rione Ripa  è cambiata moltissimo nei 3000 anni della sua esistenza, dal X secolo avanti cristo fino ai giorni nostri. Si trattava della zona portuale di Roma, dove si trovavano moltissime attività legate al fiume. In epoca arcaica era anche la principale zanna industriale della città!
Il lungotevere dei Pierleoni era la zona più viva e vivace del rione, il punto nevralgico della zona; ma era anche il più insalubre.

Con il crollo dell’impero, la zona si popola principalmente di artigiani e vi nascono corporazioni e scole molto importanti.  Sempre inn questa zona nascono anche numerose confraternite, come quella di San Giovanni Decollato, che dava conforto a chi non aveva diritto a una sepoltura.

Col Medioevo, esclusa la parte del Rione dove si trovavano le corporazioni, il Rione Ripa viene abbandonato (la zona dell’Aventino viene ripopolata all’inizio del Novecento). Dal 1850 questa era, in pratica, una zona industriale.

Passeggiamo per il Rione

Partiamo dall’Isola Tiberina che, secondo la tradizione, venne creata dalle messi e il grano presenti nei magazzini di Tarquinio il Superbo: queste vennero gettate nel Tevere come gesto di disprezzo (e di rivolta) proprio nei confronti di Tarquinio.
Altra leggenda la vede come ua nave che affondò: con i sedimenti che affondarono con la nave si creò l’isola (nel corso del tempo): in realtà è una eruzione di uno dei vulcani della piana del Tevere. L’isola è sempre stata un luogo sacro, legato alla salubrità e la medicina: dove oggi troviamo la chiesa di San Bartolomeo, in precedenza sorgeva il tempio di Esculapio; all’interno della chiesa si trova il corpo del santo. Ci spostiamo verso Via del teatro di Marcello, voluta e costruita da Mussolini per collegare piazza Venezia ad Ostia; questo fu il colpo di grazia per il rione: tantissimi edifici vennero distrutti e lungo la via troviamo edifici in stile razionalista. La Casa dei Crescenzi, risalente al XII secolo, risparmiata dalla distruzione fascista. Qui, anticamente, si trovavano il foro boario e il foro olitorio: qui si trovano resti addirittura antecedenti la fondazione di Roma. Questa era la zona dove abitava e commerciava la comunità greca: interessante il fatto che a Santa Maria in Cosmedin, ancora oggi, la messa viene svolta con rito greco.
Oggi, “recintata”, è visibile anche l’area sacra di Sant’Omobono , dove si trovano i resti più antichi di Roma. Poco lontano, troviamo il tempio di Ercole Vincitore e il Tempio di Portuno (ve ne avevo parlato in un post dedicato ai due templi, in cui vi racconto qualcosa in più della loro storia). Arriviamo a quella che era la Valle del Velabro, fondamentale per la storia di Roma: è qui che arrivò la cesta di Romolo e Remo. Ma la valle era importante anche perché univa il Palatino alla zona commerciale. Troviamo qui l’Arco di Giano, quadriforme come quelli presenti nella provincia, simbolo di transizione. Non a caso si trova tra la zona politica e quella commerciale della città. Poco lontano si trova l’Arco degli argentieri, sponsorizzato dagli artigiani legati alla lavorazione ed al commercio dell’argento. San Giorgio al Velabro è una chiesa di origine paleocristiana, la cui struttura risale al periodo del V e VI secolo; venne ristrutturata e dotata di campanile rettangolare in epoca rinascimentale. La camminata prosegue arrivando alla Basilica di Sant’Anastasia, in via di San Teodoro, dove si tiene l’adorazione perpetua (via di San Teodoro).



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Il Rione Ripa tra Circo Massimo e Aventino

Il Circo massimo è il più antico edificio di Roma tra quelli dedicati agli spettacoli. Risale al 578/579, tutti potevano venire qui per assistere agli spettacolo/giochi: le tribune per assistere erano divise per classi. Oggi, purtroppo, non è rimasto praticamente nulla del suo antico splendore. Dal Circo Massimo continuiamo verso l’Aventino percorrendo via di Valle della Murcia, che “taglia” il Roseto comunale di Roma. Incrociamo il  Clivio di Rocca Savella, dove sono visibili le mura dell’XI secolo.
Tappa immancabile è il giardino degli aranci, nome con cui si indica comunemente il Parco Savello. Il punto prospettico principale è la cupola di San Pietro. Il nome “giardino degli aranci” deriva dalla presenza di numerose piante di aranci amari e si estende nell’area dell’antico fortilizio eretto dalla famiglia dei Savelli tra il 1285 e il 1287 nei pressi della basilica di Santa Sabina sull’Aventino. Il fortilizio dei Savelli venne costruito su un preesistente castello fatto costruire dai Crescenzi nel X secolo.
Concludiamo il giro all’avventino alla Basilica di Santa Sabina all’Aventino, che conserva il suo impianto di epoca paleocristiana. Nei sotterranei troviamo resti di Domus e templi. Interessante è il portale della basilica, originale, che risale al 400 dopo Cristo. Venne costruita nel V secolo sulla tomba di santa Sabina ed è una delle chiese paleocristiane meglio conservate in assoluto (anche se comunque ha subito restaurata). È una delle basiliche minori di Roma.

Poco distante si trova il priorato dei Cavalieri di Malta, famoso per il buco della serratura dal quale si vede il cupolone di San Pietro (vi ho raccontato, nel lontano 2016, la mia visita in un post dedicato al Priorato)

Link utili

Voglio concludere il post consigliandovi alcuni libri a mio avviso interessanti, per conoscere qualcosa inn più di Roma, la sua storia e altro ancora.

  • Roma insolita e segreta“, per scoprire luoghi scomparsi o “insoliti” della città;
  • Il libro di Augias “I segreti di Roma” mi ha sicuramente dato diversi spunti per conoscere meglio la mia città;
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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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