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Cosa vedere a Torino

Cosa vedere a Torino

Fino allo scorso Settembre (2019) non ero mai stata a Torino e non ero mai riuscita ad andare a vedere uno spettacolo del Cirque du Soleil, cosa che desideravo molto da anni. Oggi voglio portarvi a visitare la città attraverso alcuni dei suoi luoghi più famosi e iconici (esclusi il museo del cinema e il museo egizio, di cui vi ho parlato in un post dedicato).

Piazza San Carlo

Piazza San Carlo è una delle più importanti piazze del centro storico di Torino.
Piazza San Carlo Definita il “salotto della città”, è collegata a Piazza Castello e a Piazza Carlo Felice, e il suo aspetto attuale risale al XVII secolo: il progetto era di Carlo di Castellamonte e venne poi modificata (con delle aggiunte) con un progetto di Benedetto Alfieri un secolo dopo. Al centro della piazza si trova il Monumento a Emanuele Filiberto di Savoia, opera di Carlo Marochetti del 1838, che raffigura il duca nell’atto d’inguainare la spada dopo la vittoria di San Quintino. La piazza è circondata da diversi edifici degni di nota come Palazzo Solaro del Borgo, risalente al seicento (e modificato nei secoli successivi) e oggi utilizzato come albergo e sede della società filarmonica torinese, e il Palazzo Guido Villa, Turinetti di Pertengo o De Felicon la cui facciata fu danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale (oggi ospita alcuni uffici della banca Intesa Sanpaolo
Piazza San Carlo e la scuola privata di lingua tedesca Goethe-Institut). Infine, sul lato minore sud della piazza, si trovano le due chiese dette “gemelle”, di architettura barocca: la chiesa di Santa Cristina (a sinistra) e la chiesa di San Carlo (a destra). I due edifici circondano la naturale continuazione di via Roma, che si allarga nella retrostante piazzetta che prima era chiamata “delle due chiese”, per essere poi rinominata piazza C.L.N. nel 1946.
Io ci sono passata il sabato mattina, quasi a ora di pranzo, dopo aver visitato il Museo Egizio (di cui vi parlerò a breve in un post dedicato). Parliamo di una piazza molto elegante, regale (me lo aspettavo, un po’, a Torino) e che sembrava proprio “un salotto”: vissuta da torinesi e turisti, tanta era la gente seduta a bere una cosa o a passeggiare per la piazza.

Piazza Castello
Piazza Castello è la piazza principale di Torino, il cuore del centro storico della città.
Piazza Castello Su questa piazza, al cui centro si trova il Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, affacciano diversi edifici torinesi importanti: il Palazzo della Prefettura-Armeria Reale, il Teatro Regio, la Real Chiesa di San Lorenzo, la Galleria Subalpina, e la Torre Littoria. A nord-ovest della piazza c’è la piccolaPiazzetta Reale, che dà accesso al Palazzo Reale e al passaggio pedonale verso la piazza dove si trova il Duomo di Torino (Piazzetta San Giovanni).
Per Piazza Castello ci sono passata svariate volte durante il mio weekend torinese. Capitando in città durante il weekend della Stratorino (maratona cittadina tenutasi il 29 settembre), ho trovato la piazza “addobbata a festa” con spettacoli, musica e soprattutto il traguardo della maratona. Anche piazza Castello mostra sicuramente la sua eleganza, perfetta per la capitale sabauda.

Duomo di Torino

La cattedrale metropolitana di San Giovanni Battista è il principale luogo di culto cattolico di Torino, situato nell’omonima piazza, e cattedrale dell’arcidiocesi di Torino.
Duomo di Torino Edificato alla fine del XV secolo, in un’area dove in origine sembra vi fossero tre chiese paleocristiane dedicate a San Salvatore, a Santa Maria di Dompno ed a San Giovanni Battista, si trova “accanto” all’area archeologica dove si trovano i resti del Teatro Romano dell’antica Julia Augusta Taurinorum. Unico edificio religioso di Torino in stile rinascimentale, dal 1578 ospita la Sacra Sindone.
Sono venuta a visitarlo la domenica mattina, il giorno del mio rientro a Roma, come prima tappa della giornata. Ammetto che prima di partire avevo fatto un programma di massima, non stando molto bene non volevo stancarmi troppo (rischiando di ammalarmi), pensando che avrei deciso di giorni in giorno come muovermi: avendo studiato poco me lo aspettavo “diverso”, più grande e imponente. Dopo un momento di “delusione” dovuta all’essermi resa conto che “Non avevo fatto bene i compiti” sono entrata e ne sono rimasta ovviamente colpita.

Area archeologica del Teatro Romano
L’area archeologica si trova esattamente accanto al Duomo. Riporta indietro i visitatori fino all’epoca della città di Augusta Taurinorum. Il teatro risale al 13 a.C., fu attivo fino al III secolo,  e oggi rappresenta l’unica infrastruttura della città romana a fornirci ingenti testimonianze di come la città si è evoluta nelle tre fasi costruttive successive.
I resti che si vedono vennero riportati alla luce tra il 1899 e il 1906, durante gli scavi per la costruzione della nuova ala di Palazzo Reale, commissionata da re Umberto I. L’architetto e studioso Alfredo D’Andrade si oppose fermamente alla demolizione delle vestigia: si fecero dei rilievi e venne poi modificato il progetto della nuova ala del Palazzo Reale. Oltre ai reti visibili vicino al Duomo, ve ne sono altri nei sotterranei del Museo di Antichità. Il teatro sorgeva nel quartiere più agiato della Torino di epoca romana, circondato da numerose abitazioni patrizie e non lontano dal foro, costruito (su un declivio) a ridosso delle mura cittadine. Ampliato nel corso del tempo, strutturalmente similare al teatro romano di Augusta Raurica (Basilea), l’antico teatro romano di Torino è uno dei teatri più piccoli nel suo genere.

Io mi sono limitata ad osservare l’area da fuori, lungo la via per andare a prendere i mezzi pubblici verso il Parco del Valentino (alla fine sono andata a piedi, la maratona cittadina ha scombussolato un po’ percorsi e tempi dei mezzi, insieme ai miei piani).

Porta Palatina
La Porta Palatina era la Porta Principalis dextera di Torino, la porta sul lato nord dell’antica Augusta Taurinorum. Questa è una delle porte cittadine del I secolo a.C. meglio conservate al mondo ed è una delle principali testimonianze della Torino di epoca romana. Fa parte anch’essa del Parco Archeologico del Teatro Romano. Venne costruita durante l’Età Augustea o l’Età Flavia, forse su una precedente porta di epoca repubblicana, lungo la via che portava a Ticinum (oggi Pavia) e a Mediolanum. Nell’XI secolo diventò un castrum, mentre all’inizio del 1400 venne “ristrutturata” (venne ricostruita la torre sinistra; ad entrambe le torri, poi, vennero aggiunti merli a scopo difensivo).

Anche questa l’ho vista da fuori, perché in realtà volevo dedicare il resto della domenica mattina al Parco del Valentino di cui parleremo più avanti. Quindi anche questo luogo lo aggiungerò alle cose da vedere durante il prossimo weekend torinese (non sono riuscita a trovare un sito ufficiale che riportasse eventuali orari d’apertura. Dovessi riuscire nel mio intento aggiornerò il post).

Piazza Solferino
Questa piazza, dalla forma stretta e lunga nel centro storico di Torino, deve il suo nome al comune di Solferino, dove avvenne un’importante battaglia il 24 giugno 1859 durante la seconda guerra d’indipendenza italiana (le truppe franco-piemontesi vinsero le truppe austriache).
Piazza Solferino Nell’Ottocento la piazza si trovava alla periferia della città e “delimitava” i confini meridionali dell’antico castrum romano (ovvero l’attuale via Cernaia).  La piazza che si vede oggi è la versione del 1853 (prima aveva un altro aspetto, con edifici a quanto pare eterogenei tra loro). Io sono arrivata fino qui, deviando leggermente, dal percorso che avevo previsto, per venire ad osservarne la fontana angelica (di cui mi avevano detto solo cose belle). Voluta dal sindaco Riccardo Cattaneo, venne inaugurata nel 1930 ed è composta da quattro imponenti gruppi di statue che rappresentano le quattro stagioni; l’autunno e l’inverno vennero realizzate nel 1926, la Primavera nel 1928 e l’Estate nel 1929. Nella vasca sono stati posizionati dodici mascheroni con i segni zodiacali. Per quanto sia “solo una fontana”, se siete di strada o la deviazione non è lunga, vi suggerirei di inserirla nel vostro giro anche solo per curiosità.

Parco del Valentino
Il Parco del Valentino è il parco di Torino più conosciuto. Sembra che la sua origine risalga all’epoca romana e documenti del XIII secolo, indicano la presenza di una antica cappella dedicata a San Valentino (sembra vi fossero conservate anche delle reliquie del santo poi spostate nella chiesetta di San Vito).
Parco del Valentino Uno dei primi punti di interesse del parco è il Castello del Valentino, costruito nel parco tra il 1630 e il 1660 e un tempo residenza estiva dei Savoia. Dal 1997 è inserito nella lista del patrimonio dell’umanità come elemento parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude. Nel XIX secolo vennero fatti dei lavori di modifica del parco, secondo un progetto del paesaggista francese Barrillet-Dechamps. Per l’Esposizione generale italiana del 1884, invece, venne costruito il Borgo Medievale. Nel parco si trova anche la Fontana dei Dodici Mesi (o del Ceppi) è formata da una grande vasca in rococò circondata da dodici statue rappresentanti i dodici mesi dell’anno: venne costruita da  Carlo Ceppi nel 1898 per l’Expo relativa Cinquantenario dello Statuto Albertino.

Borgo medievale

Il Borgo medievale è un museo dedicato all’architettura medievale. Progetto di Alfredo d’Andrade (appassionato di architettura medievale), il Borgo doveva riproporre gli stili architettonici ispirati ai castelli piemontesi e valdostani del Medioevo, con tanto di rocca visitabile.
Borgo medievale Le costruzioni, realizzate come padiglione per l’Esposizione generale italiana che si svolse a Torino dall’aprile al novembre del 1884, si rifanno soprattutto ad edifici del XV secolo. Destinato alla demolizione al termine dell’Esposizione Generale Italiana, divenne museo civico nel 1942. Di fatto è una riproduzione (abbastanza) fedele di un borgo tardo medievale dove si trovano case, chiese, piazze, fontane e decorazioni circondate da palizzate e fortificazioni. Il tutto è “ovviamente” sovrastato dalla rocca (copia di alcuni castelli piemontesi e valdostani).

Io purtroppo andavo molto di corsa, la domenica mattina: tra la maratona cittadina che ha deviato molti autobus (cosa non problematica se non fosse che poi saltavano le corse) e il treno appena dopo pranzo sono riuscita a fare solo una breve passeggiata. Ammetto che mi sarebbe piaciuto scoprilo meglio, ma questo significa solo che ho un motivo in più per tornare a Torino.

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