Alla ricerca di qualcosa?

In Standard

Gita a Scicli: cosa fare e vedere – Sicilia

Gita a Scicli: cosa fare e vedere – Sicilia

Scicli è stata la penultima tappa del mio viaggio in Sicilia, per il ponte di Ognissanti del 2018. Ho deciso di includerla nel mio viaggio per due motivi: il principale è, ovviamente, il barocco siciliano per cui la zona è famosa; il secondo era la ricerca dei luoghi del commissario Montalbano.
Un consiglio prima di iniziare: vi suggerisco di cercare parcheggio nei dintorni di Piazza Italia, dove si trova anche l’osteria tre colli di cui vi avevo parlato nel post di informazioni utili su Ragusa e dintorni.

Chiesa di San Bartolomeo

Scicli: chiesa di San BartolomeoChiesa in stile barocco tipico della zona, risalente al XV secolo. La chiesa non subì molti danni a causa del terremoto del 1693 e, oggi, è uno dei monumenti principali della città.Non lontana da Piazza Italia, io ho iniziato il mio giro del paese proprio da qui. L’avevo vista da lontano, mentre cercavo un posto dove pranzare, e ho deciso di avvicinarmi per fare una foto. Non ho visitato l’interno, devo ammetterlo, ma anche solo uno sguardo ravvicinato all’esterno vale la pena darlo.
Degne di nota sono la pala d’altare raffigurante il Martirio di San Bartolomeo di Francesco Pascucci, l’Immacolata fra Santi del Cassarino e la Deposizione di Mattia Preti proveniente dalla chiesa conventuale dei pp. Cappuccini. Questa chiesa ospita anche il presepe ligneo, del 1573, di scuola napoletana e attribuito a Pietro Padula (le statue erano, in origine, sessosantacinque e oggi ne sono rimaste soltanto ventinove).

(resti del) Castellaccio

I resti dell’antico castello si affacciano sul paese, dall’alto della collina di San Matteo. Ne sono rimasta colpita anche guardandoli dal basso di piazza Italia. Si tratta di un torrione, probabilmente il mastio, di un complesso fortificato che anticamente doveva avere una struttura più ampia poi andata perduta a causa dello sfaldamento dei costoni rocciosi su cui era anticamente stato costruito. Sul sito icastelli.it trovate maggiori informazioni al riguardo

Palazzo di Città

Scicli: commissariato di Vigata L’edificio venne costruito all’inizio del Novecento in stile neorinascimentale,  dove una volta si trovava il monastero delle Benedettine oggi demolito. Ai nostri giorni oggi è la sede del municipio di Scicli. Questo è anche l’edificio dove ha sede il commissariato di Vigata, dove lavora il commissariato Montalbano: si tratta del set realmente utilizzato per girare la serie e potete visitarlo pagando un biglietto di 3 euro a persona (ci sono anche dei biglietti cumulativi per visitare tutte le location della serie tv che si trovano a Scicli). Se siete amanti della serie televisiva, vi suggerisco di visitare almeno l’area del commissariato. La stanza del Sindaco del Comune di Scicli è la stanza del Questore della serie televisiva di Montalbano.

Antica Farmacia Cartia

Scicli: il palazzo del comune Costruita in stile liberty e aperta nel 1902, si trova non lontano dal comune di Scicli ed è la farmacia dove si reca Montalbano. La Farmacia chiuse nel 2002, quando la Via dove si trova divenne patrimonio UNESCO: il suo interno è conservato come un piccolo museo, con scaffali di un tempo, barattoli con le essenze naturali, ampolle, boccette, bilancini, ceramiche e il registratore di cassa. Venne riaperta al pubblico nel 2014, come “sito culturale” grazie all’impegno dell’Associazione Culturale “Tanit Scicli”.

Palazzo Spadaro

Venne costruito durante il ‘700 ed era di proprietà della famiglia modicana Spadaro, che si trasferì a Scicli nel XVII secolo. La sua facciata, in stile tardobarocco, si sviluppa in lunghezza secondo l’andamento curvato della strada; la scalinata interna, che si può vedere anche dall’esterno, è perpendicolare al portone d’ingresso. Gli otto balconi della facciata sono resi particolari e unici dalle loro fasce rococò dai motivi geometrici e floreali, mentre le inferriate vennero costruite con una forma convessa per facilitare l’affaccio delle dame che, nel ‘700, indossavano vestiti molto sontuosi.

Chiesa S. Michele Arcangelo

Scicli: chiesa di San Michele Arcangelo Si trova sulla piazza centrale del centro storico, accanto al palazzo del comune, “chiudendo” la piazza stessa. Si tratta di una delle chiese più antiche della città, in passato la chiesa e l’ex convento annesso erano abitati da suore di clausura e, nonostante la costruzione non subì danni a causa del terremoto del 1693,  venne ricostruita interamente. I lavori di ricostruzione iniziarono a metà del ‘700, affidati all’architetto Alessi, e vennero conclusi a metà dell’800 guidati dall’architetto palermitano Fama. L’interno, a singola navata e caratterizzato da decorazioni policrome e innumerevoli stucchi, pitture, affreschi e sculture, ha una pianta ellittica e un’abside semicilindrica.
Le decorazioni interne alternano stucchi e affreschi, alternanza che inganna l’occhio dei visitatori che le scambia per maioliche. Il pavimento, settecentesco, è originale e realizzato dai fratelli Lupo, in pietra pece (nera) di Ragusa e pietra bianca di Comiso.
Le informazioni su questa importante chiesa di Scicli le ho trovate sul sito web cosmoibleo.com.
Tra i luoghi da non dimenticare durante un viaggio in paese, c’è anche la Chiesa Madre S. Ignazio de Loyola.
Scicli Affacciata su Piazza Italia, anche in questo caso mi sono fermata solo all’esterno (poco dopo pranzo, tutte le porte erano chiuse). Altro edificio religioso tra i più antichi della città, venne fondata per volere della famiglia Miccichè e la matrice che vediamo ancora oggi risale al ‘600 ed era una chiesa gesuitica dedicata a S.Ignazio di Loyola. Quando la Sicilia venne colpita dal terremoto del 1693 la chiesa era ancora in costruzione e venne gravemente danneggiata e venne ricostruita nel 1751. Più di 100 anni dopo, nel 1874, diventò “chiesa madre” al posto della Matrice di San Matteo (che venne chiusa). Al nome di S. Ignazio viene aggiunto nel 1986 il titolo di San Guglielmo eremita.
Anche in questo caso, come per la chiesa precedente, le informazioni storiche riguardo questa chiesa, le ho lette sul portale cosmoibleo.com.

0 Commenti

Articoli correlati

Lascia un commento