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Cosa fare e visitare a Noto – Sicilia

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La tappa a Noto è stata l’ultima del mio viaggio per il ponte di Ognissanti del 2018. Avendo il volo di ritorno alle 15 dall’aeroporto di Catania, avevo gran parte della mattinata da poter dedicare e così è stato: oggi, quindi, voglio portarvi a scoprire cosa fare e vedere a Noto. I principali monumenti della città si trovano lungo Corso Vittorio Emanuele: basta quindi passeggiare lungo il corso principale del centro cittadino per raggiungerli tutti senza difficoltà.

Fontana d’Ercole e Chiesa di San Domenico

Noto: chiesa di San Domenico Si trovano in Piazza XVI Maggio, affacciate su Corso Vittorio Emanuele. La chiesa, fra le più importanti e meglio conservate testimonianze del barocco di Noto, venne costruita fra il 1703 ed 1727 come convento dei padri domenicani, presenti a Noto già in epoca antica. La facciata ha la parte centrale dalla forma convessa, aspetto che dona un aspetto particolare alla chiesa stessa. L’interno si è ben conservato nel corso dei secoli. L’ex convento oggi ospita una scuola ed è stato in gran parte ricostruito.
La fontana venne realizzata nel 1756 dall’artista catanese Orlando, sembra su commissione di una famiglia borghese. La statua rappresentava il riposo dell’eroe dopo aver ucciso il leone Nemeo, di cui non resta molto a causa di un adattamento del 1838: Ercole era un simbolo della forza e del genio della città, per cui la statua fu “mutilata” del braccio sinistro che stringeva la clava e venne sostituito dallo stemma cittadino. Del leone, proprio a causa di questo adattamento, del leone rimane ben poco (solo la zampa destra, per essere precisi). Ai lati della fontana, si trovano il monumento della poetessa Mariannina Coffa e l’altro del giurista Matteo Raeli.

Basilica minore di San Nicolò

Noto: il duomo Si tratta del (bellissimo) duomo di Noto, alla fine di una sontuosa scalinata sul lato nord di piazza Municipio. Iniziato nel 1694 e completato nel 1703, nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri sia internamente che esternamente: l’aspetto odierno è del XIX secolo, quando venne realizzata la nuova cupola. All’interno, strutturato su tre navate, sono conservate tutt’oggi diverse opere d’arte (alcune dell’epoca di Noto antica) e l’urna argentea contenente le spoglie di san Corrado Confalonieri.
L’apparato iconografico è andato perso, purtroppo, a causa di un crollo avvenuto nel 1996. Nel 2012 Papa Benedetto XVI ha elevato la cattedrale a basilica minore.

Palazzo Ducezio

Noto: palazzo Ducezio Sede del municipio cittadino, si trova di fronte alla Basilica di San Nicolò: il palazzo è intitolato a Ducezio, fondatore della città di Noto. Venne progettato da Vincenzo Sinatra nel 1746, prendendo ispirazione da edifici francesi del XVII secolo, e venne completato nel 1830. Il secondo piano risale alla prima metà del XX secolo (opera dell’architetto Francesco La Grassa). Per quanto riguardo gli interni, degna di nota è la sala degli Specchi: si tratta di un salone dalla forma ovoidale e arredato con mobili in stile Luigi XV e grandi specchi (scolpiti da Sebastiano Dugo). La sala degli specchi ospita, dipinto sulla volta, “La Fondazione di Neas”: è l’affresco neoclassico, realizzato da Antonio Mazza, che raffigura la fondazione di Noto da parte del condottiero siculo Ducezio.

Chiesa di Santa Chiara

Noto Adiacente all’ex monastero benedettino del Santissimo Crocifisso, il suo nome ufficiale è chiesa di Santa Maria Assunta. Venne progettata da Rosario Gagliardi intorno al 1730 e venne completata e annessa al monastero nel 1758 (oggi il monastero è sede museale). La pianta riprende il modello delle chiese ellittiche romane edificate tra Cinquecento e Seicento e sulle dodici colonne interne sono presenti le statue degli apostoli. In origine la chiesa aveva un solo portale, affacciato su Corso Vittorio Emanuele; quello sul lato di via Pier Capponi venne aggiunto verso la fine del XVIII secolo e oggi è l’unico accesso alla chiesa. Nel 2006 si sono conclusi lunghi lavori di restauro.

Porta reale

Noto: Porta RealeQuesta porta, alla fine di corso Vittorio Emanuele, è (o meglio, era) l’ingresso in città. Venne costruita nel 1838, quando in città si seppe dell’arrivo di re Ferdinando II di Borbone, su progetto di Orazio Angelini. Venne ricostruita dopo il terremoto del 1693. Lo stesso Angelini costruì anche la statua di Ferdinando oggi monumento ai caduti. La piazza antistante la porta venne realizzata/ristrutturata nel 2014, nell’ambito dei progetti di restauro della città.

Ma cos’altro c’è da vedere durante una visita a Noto?

Chiesa di San Francesco all’Immacolata

NotoQuesta chiesa venne edificata fra il 1704 e il 1745, su iniziativa del superiore P. Filippo Tortora e su progetto degli architetti Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi. L’ex convento, annesso alla chiesa, oggi è in gran parte sede universitaria.
L’imponente scalinata è “divisa” in tre rampe, una delle quali venne aggiunta all’inizio dell’800 dopo l’abbassamento del manto stradale). All’interno si trovano: sul lato sinistro l’Arco dei Ss. Innocenti con il dipinto della Strage degli Innocenti (1706, Antonino Vizzini) e  l’Arco del B. Andrea Conti con la tela (1724) raffigurante la morte di fra’ Andrea M. Conti di Anagni; sul lato destro, invece, si trovano l’Arco dei Santi francescani con una tela raffigurante San Corrado Confalonieri, patrono di Noto,la lapide sepolcrale di P. Giuseppe Bonasia (1756), la tela raffigurante la Natività (1783), e numerose altre opere degne di nota (oltre ad altre opere molto interessanti, soprattutto per i conoscitori e appassionati d’arte, religiosa in particolare). Forse leggermente più piccola delle altre chiese cittadine, anche questa è sicuramente degna di nota e di visita durante una passeggiata in città.

Museo Civico di Noto

Anche questo museo, come gli altri principali monumenti cittadini, si trova in Corso Vittorio Emanuele (al numero 149). Il museo è strutturato in due sezioni: la prima incentrata sull’archeologia, e ospita i reperti archeologici ritrovati durante gli scavi dell’antica città di Noto e dell’antica cittadela greca di Eloro; la seconda parte, invece, è quella più artistica: si tratta della Galleria d’arte contemporanea E.E. Pirrone, nata grazie alla donazione delle opere di Giuseppe Pirrone. Vi si trovano sculture, rilievi e medaglie prodotte in vari materiali (terracotta, oro e altri).



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