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Sofia: Tour del comunismo

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Già prima della mia partenza per Sofia avevo trovato informazioni riguardo “free tour” della città e, una volta arrivata, ne ho trovate ancora di più riguardo l'”associazione 365″: ho così scoperto del loro “communist tour” che porta i visitatori a scoprire la città attraverso i luoghi, i monumenti e la storia del paese durante il periodo comunista.
Rila hotelL’appuntamento è davanti al palazzo di giustizia e lì incontriamo Vasili, la nostra guida. Dopo le prime indicazioni sul tour ci spostiamo davanti al Rila hotel, uno dei primi hotel di Sofia dove soggiornò anche Gagarin: cominciamo il tour vero e proprio con una “presentazione” dei personaggi principali del comunismo in Bulgaria, un excursus sulla teoria del comunismo e di come molte persone che vivono a Sofia, oggi, tendano a cancellare (o a non voler ricordare)
Chiesa di San Nicola quel periodo storico. La storia del comunismo in Bulgaria non va come speravano i pezzi grossi e, alla fine, il partito comunista divenne illegale in Bulgaria. Ma torniamo ai giorni nostri ed al tour, con la sosta alla piccola chiesa di San Nicola, distrutta durante la seconda guerra mondiale e poi ricostruita. Durante l’epoca comunista la Bulgaria era un paese ateo: non era vietato avere una religione, ma poiché “la religione è l’oppio dei popoli” avere un credo ed andare in chiesa poteva avere gravi ripercussioni sulla vita privata delle persone! Proprio per questo aspetto del comunismo, questa piccola chiesa è nascosta alla vista delle persone: circondata da palazzi molto alti, la piccola croce sulla sua sommità è occultata alla vista dei passanti da una “congiunzione in marmo” tra due palazzi, costruita sole ed esclusivamente per mimetizzare la vera natura dell’edificio [piccola nota storica: il primo edificio costruito qui risaliva al terzo secolo].
Guardie al palazzo presidenziale Proseguiamo la nostra passeggiata passando davanti l’edificio della presidenza della repubblica (ad ogni ora potete assistere al cambio della guardia) e Vassili prosegue il suo racconto storico di quel periodo. Nel 1941 l’asse costringe la Bulgaria, che aveva deciso di rimanere neutrale, ad entrare in guerra: serviva loro come territorio per arrivare alla Grecia e non potevano passarci se il paese rimaneva neutrale.
"Largo complex" E la Bulgaria che fa? Dichiara una guerra simbolica a Regno Unito e Stati Uniti! Il suo guadagno? 12 bombardamenti aerei. Facciamo pochi passi ed arriviamo in una grande piazza chiamata semplicemente “Largo”: qui si trovano 3 edifici costruiti negli anni ’50/60 per dimostrare la forza del partito comunista. Sopra l’edificio dell’assemblea cittadina, allora, svettava la stella rossa comunista (che poi è stata tolta); sopra il nome, comunque, si vede ancora il simbolo con falce e martello. Di fronte all’edificio, dall’altro lato della piazza (e della via) si trova una statua di Sofia: questa venne messa lì per sostituire una statua di Lenin.
Dove la stasi interrogava gli arrestati Ci spostiamo ancora e il racconto di Vassili continua con la STASI, la polizia segreta, e l’edificio dove tenevano i loro interrogatori: prendiamo una piccola stradina fatta a scalinata e ci fermiamo davanti ad una porticina, da cui facevano entrare le persone che volevano interrogare. Molte delle persone che sono entrate da questa porta sono uscite solo per andare a finire nei campi di lavoro. La sosta successiva è davanti a quello che è stato il palazzo reale, davanti al quale venne eretto il mausoleo di Dimitrov, uno dei capi del partito: oggi non è più visibile perché venne distrutto nel 1999 dal governo anticomunista; il mausoleo venne costruito in soli 6 giorni e per distruggerlo vennero usati i bulldozer perché fallirono i 4 tentativi effettuati con bombe e dinamite (questo perché si trattava anche di un rifugio antiatomico. La strada tra il palazzo e mausoleo era la via usata dal partito per le parate ufficiali. Ci spostiamo sotto la statua dello zar Alessandro II, di fronte a cui si trova l’edificio dell’assemblea nazionale e, da lontano, ci soffermiamo sull’Università di Sofia: fu una delle prime in Bulgaria e, durante il periodo del comunismo l’istruzione era gratuita anche per gli studenti universitari perché serviva che la popolazione fosse bene istruita perché il paese funzionasse al meglio “sotto il controllo e le regole comuniste”.
Monumento all'Armata Rossa Dopo una pausa per un caffè proseguiamo fino al Monumento all’armata rossa. Questo monumento sarebbe dedicato ai soldati russi morti in Bulgaria durante la seconda guerra mondiale, ma c’è un piccolo particolare “contro” questa dedica: nessun soldato russo morì in Bulgaria perché il governo bulgaro diede l’ordine, durante la guerra, di non opporre resistenza all’esercito russo quando sarebbe entrato nel territorio bulgaro. Il rilievo sul lato destro è stato, negli anni, “vittima” di atti di vandalismo e atti dimostrativi (come quando venne dipinto tutto di rosa). Monumento all'Armata Rossa La passeggiata continua anche e soprattutto attraverso il racconto dello sviluppo della Bulgaria in quel periodo storico: dopo la seconda guerra mondiale la Bulgaria era molto industrializzata (in preparazione per l’ultima fase del comunismo), per lo più nell’ambito dell’industria leggera, industria legata al cibo ed al mondo delle bevande; bisogna aspettare gli anni ’50 e ’60 per quanto riguarda l’industria di luce ed energia. Ci fermiamo davanti ad un’area transennata a causa di lavori: qui si trovava un monumento chiamato “1300 bulgaria”, costruito per commemorare i 1300 anni della nazione bulgara; purtroppo è stato buttato giù due settimane prima rispetto a quando ho fatto io il tour e per 3 motivi: 1) alcuni pezzi, non fissati al meglio al momento della costruzione, avevano iniziato a staccarsi (col rischio di cadere in testa alla gente; 2) è stato deciso di spostarlo in un museo; 3) nel 2018 la Bulgaria sarà a capo del parlamento europeo e .non volevano un monumento potenzialmente “pericoloso e dannoso”.
Monumento alle vittime del comunismo Passando davanti al palazzo della cultura, che fa parte sempre del progetto “1300 bulgaria”, arriviamo davanti al Monumento alle vittime del comunismo. Si tratta di un lungo muro nero con incisi (in bianco) i nomi di tutte le vittime conosciute del comunismo; si dice, da quello che ci racconta Vassili, che non se ne conosce il numero esatto (si dice che il numero totale di vittime è di 30’000 o 40’000, ma potrebbero anche essere di più o di meno).
Un pezzo del Muro di Berlino Il tour finisce, dopo circa 3 ore, davanti ad un pezzo del muro di Berlino.
Vi lascio con alcune informazioni utili riguardo il tour:
-> si tiene dal giovedì alla domenica;
-> l’appuntamento è alle 16:00 al palazzo di giustizia (all’angolo sulla sinistra guardando l’edificio);
-> al contrario di alcuni altri tour definiti “free” (a donazione libera), questo costa 10 leva a testa, circa 20 euro; il pagamento potete farlo alla pausa a metà del giro o alla fine, prima di andarvene;
-> non c’è bisogno di prenotare per prendere parte al tour (come per tutti gli altri dell’associazione): basta semplicemente presentarsi al palazzo di giustizia all’ora di partenza del tour;

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