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Quartiere San Lorenzo – Roma

Quartiere San Lorenzo – Roma

San Lorenzo è uno di quei quartieri di Roma del quale ho sempre saputo poco, in relazione alla sua storia ed evoluzione. Quindi ho colto al volo la possibilità di scoprire qualcosa in più attraversouna visita guidata, il 25 aprile 2021.

San Lorenzo in epoca romana

La mia passeggiata è iniziata  dalla porta romana (accanto a porta Tiburtina), che fa parte delle mura costruite da Aureliano. La cinta muraria è del 270 (periodo 271-275) D.C. Le mura Aureliane erano più grandi delle mura Serviane, costruite in precedenza e che cingevano un’area più piccola della città.

San Lorenzo quartiere antifascista

San Lorenzo è un quartiere che, nella sua storia, è sempre stato molto definito dal punto di vista politico: parliamo di un quartiere smaccatamente antifascista. Durante il periodo nascita, proprio a San Lorenzo accaddero fatti da ricordare

  1. Nel 1921 il partito fascista organizza una sua riunione presso quello che oggi è il cinema Adriano a Piazza Cavour e la colonna di macchine passa per San Lorenzo anche se l’organizzazione era stata sconsigliata. Quando la colonna passa per lo Scalo San Lorenzo parte un colpo da un treno e, quindi, la colonna di macchine viene attaccata quando passa per il quartiere;
  2. Il passaggio del feretro di Enrico Toti. Il feretro passa per San Lorenzo senza problemi, al contrario di quando passa il seguito fascista. La sede socialista viene devastata, compresa l’enciclopedia molto amata dalla zona.
  3. Quando venne organizzata la marcia su Roma, a Balbo venne sconsigliato di passare per il quartiere. Anche qui a Balbo è sconsigliato di passare per il quartiere, ma lui ci passa ugualmente e si scatena il putiferio.

Nel quartiere venne aperta una sede fascista, che viene sempre contestata. Sotto il fascismo il quartiere si impoverisce molto. Via dei volsci, oggi, è uno dei punti principali delle commemorazioni del 25 aprile.

Alla scoperta del quartiere

Dalla porta romana la visita passa per Piazzale Tiburtino, costruita a fine ‘800 (distruggendo anche un tratto di mura). Non lontano c’è il parco dei caduti, dedicato alle vittime del bombardamento di San Lorenzo.
Per iniziare a “scoprire veramente” il quartiere si passa per piazza dei campani, centro della nascita di San Lorenzo. Lungo la strada per arrivare in piazza non passano inosservati due palazzi bombardati. Sul palazzo di sinistra si trova quello che potremmo definire un murales ante litteram che riporta la scritta “eredità del fascismo” perché venne bombardato dagli americani: il quartiere vedeva quell’evento come conseguenza del regime fascista (e non come un bombardamento del nemico).
A Via dei campani si vedono, sulla destra dei palazzi costituiti da “un blocco unico”: guardando bene si nota come non vi siano delle strade che “tagliano” i palazzi gli uni dagli altri! Gli edifici vennero costruiti da un’unica famiglia (che possedeva tutto) e gli appartamenti erano di (massimo) 50 metri quadri e con i bagni esterni.
Edoardo Talamo, costruttore, inizia a costruire in modo diverso. Aggiunge i cortili interni che danno più luce. A questo si aggiungono le idee della Montessori: un esempio sono le cucine in comune (dove le famiglie si suddividevano il lavoro) e gli asili nei palazzi. Le donne cucinano a turno, cosi che ognuna non debba farlo costantemente, e vengono sollevate dalla gestione continua dei bambini. In questo modo si pensava di poter aiutare l’emancipazione delle donne. A via dei masi troviamo l’unica scuola montessoriana rimasta, la più antica al mondo (risale al 1907). A via dei latini, di fronte la scuola appena citata, sull’angolo si nota un palazzo moderno: è stato bombardato e, quindi, ricostruito.

San Lorenzo: il bombardamento

Il bombardamento di San Lorenzo avvenne il 19 luglio e le prime bombe vengono sganciato verso la basilica di San Lorenzo: colpiscono i fiorai al Verano e la facciata della basilica (dalla quale vanno persi mosaici paleocristiani). I 5 bombardamenti successivi colpiscono il quartiere: gli abitanti scappano, si nascondono nei rifugi e, dopo, San Lorenzo viene chiuso.
Finite le ricerche, le macerie vengono coperte con la calce (per evitare le malattie). Molte le visite illustri al quartiere, alcune vere, altre no.

San Lorenzo: fine della visita

Per chi, come me, è affascinato dalla street art è molto interessante la piazza davanti la Chiesa dell’Immacolata. Piena di colori e forme, l’opera sulla pavimentazione dà alla piazza una aspetto molto diverso (almeno da come la ricordavo io).
Ma concentriamoci per una attimo sulla chiesa: fu costruita per volere di papa Pio X tra il 1906 ed il 1909 su progetto dell’architetto Costantino Schneider. Essa fu dedicata anche a Giovanni Berchmans, gesuita belga, come segno di riconoscenza verso i cattolici belgi che avevano dato un sostanzioso contributo economico per l’edificazione della chiesa
Il campanile è come il campanile di San Marco a Venezia. Entrando, negli affreschi si riconoscono dei ritratti che riprendono volti di persone da fotografie di persone del quartiere: diverse persone vennero a chiedere agli artisti se potevano inserire tra le persone negli affreschi anche il loro familiare (di cui gli avevano portato la foto).
Finiamo il giro in Piazza dei Sanniti, dove tra le tante cose da ricordare troviamo l’edifico del pastificio Cerere, Pommidoro (ristorante dove veniva Pasolini) e il vecchio Cinema Palazzo. Quest’ultimo rimase un cinema fino. agli anni ’80: col terremoto irpino diventa magazzino di cose della zona terremotata. Poi diventò sala biliardo; successivamente volevano farci un bingo o casinò ma poi venne occupato (2010).

Lin utili

Per chi avesse voglia di scoprire Roma in un modo più particolare, esplorando il lato più insolito, suggerisco il libro Roma insolita e segreta.
Per scoprire qualcosa in più riguardo la storia del quartiere, potete leggere il libro San Lorenzo. Luoghi, storia e memorie. Ediz. illustrata

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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