«Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco anche di vivere» Samuel Johnson
Stavo cercando un libro da leggere, in particolare stavo cercando un nuovo libro da leggere che parlasse di Londra. Durante la mia ricerca ho trovato “La nostra Londra”, scritto a quattro mani da Simonetta Agnello Hornby e suo figlio George Hornby.
L’autrice arriva a Londra nel ’63: con tre ore di volo arriva da Palermo alla capitale inglese, trovandosi in un mondo “magico” che prima o poi colpisce tutti (in positivo o negativo, Londra o la ami o non la sopporti).
L’autrice inizia parlando del suo arrivo a Londra, in una città che sa come colpirti e rimanerti in mente (succede ancora oggi, non solo negli anni ’60), per poi raccontarci anche gli anni a venire: cambia casa svariate volte, con la sua famiglia, diventa avvocato, gira per la città e così via. Racconta i piccoli musei poco noti, le zone di Dulwich e Brixton, spesso non considerate dai turisti che decidono di andare a visitare la città.
George, il figlio, porta poi il lettore alla scoperta di come i luoghi della città sono cambiati, come la città si è modificata diventando anche più accessibile. Dai musei più famosi a quelli più insoliti e poco visitati, i ristoranti più frequentati e quelli più particolari, Londra diventa la città da scoprire e che non smette mai di svelare colpi di scena e posti da visitare.
Perché leggerlo, per conoscere qualcosa in più di Londra, se parla della storia dell’autrice (e della sua famiglia)? Perché racconta come la città è cambiata, parla di zone di Londra poco conosciute, multietniche e con una vita “local” che meriterebbe di essere più conosciuta anche dai turisti. Perché racconta di come la capitale inglese sia una città in eterno e perenne movimento, in continua evoluzione: cambia, si modifica, si costruisce tanto di nuovo, ma si butta giù anche il vecchio per fare posto ad altro.
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