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Roma: i Musei Vaticani e la Cappella Sistina

Roma: i Musei Vaticani e la Cappella Sistina

Dopo circa 20 anni dalla prima visita sono tornata a visitare i Musei Vaticani e la Cappella Sistina. Appena uscita, mentre mi avviavo per tornare alla macchina, il mio primo pensiero è stato: “perché ho aspettato così tanto per tornarci?!”.

La bellezza dei Musei Vaticani è qualcosa di incredibile

Personalmente credo che i Musei Vaticani siano uno dei musei da vedere almeno una volta nella vita. La fila, in tempi normali (non post-pandemia, per capirci) è sempre molto lunga, lo so, ed è facile demoralizzarsi vedendola: ma non fatevi venire dubbi, non chiedetevi nemmeno se vale la pena passare tutto quel tempo in coda! A meno che il tempo che passerete a Roma non sia così poco da non permettervi nemmeno di finire la fila, mettetevi in coda e farete una delle visite più belle che vi possa capitare.

Informazioni pratiche per la visita

Attualmente i biglietti vanno acquistati prima, online, per via della situazione attuale post virus. Io li ho  acquistati con circa due settimane d’anticipo rispetto al giorno in cui avrei fatto effettivamente la visita. Non è stato facile riuscire a prenderli, tanto che io sarei voluta andare la mattina presto, alle 10, e invece alla fine sono andata il pomeriggio alle 18.
Quando sono entrata, il personale mi ha poi indirizzata verso le casse per il ritiro del mio biglietto: sono andata al piano superiore, rispetto a quello d’entrata, dove si trovano le casse per scambiare il voucher col biglietto effettivo. L’orario di apertura ha subito alcune variazioni: dal lunedì al giovedì sono aperti dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso alle 18:00), mentre venerdì e sabato i l’apertura va dalle 10:00 alle 22:00 (ultimo ingresso alle 20). Attualmente sono sospese le aperture straordinarie dell’ultima domenica del mese.
Ci sono alcune regole da rispettare: passate le porte girevoli viene misurata la temperatura corporea (sopra i 37.5° non si può entrare) e si passa sotto un metal detector (idem per le borse). L’uso della mascherina è obbligatorio per tutto il tempo della visita. Si possono fare foto in tutte le sale, ovviamente senza flash e senza l’uso di cavalletti, ad esclusione della Cappella Sistina (sembra che, forse, sia possibile farle solo se si prenota un tour privato, ma non posso dirlo con certezza).

La storia, in breve

I Musei Vaticani, che occupano gran parte del cortile del Belvedere e sono una delle raccolte d’arte più grandi del mondo, vennero fondati nel 1556 sotto il papato di Giulio II e vennero poi aperti al pubblico sotto papa Clemente XIV (nel 1771). La prima scultura che “diede il via” alla raccolta di opere qui esposte è il Gruppo del Laocoonte, che raffigura appunto Laocoonte e i suoi figli stretti tra le spire di un serpente marino e venne trovata il 14 gennaio 1506 in un vigneto nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Vengono chiamati Musei Vaticani al plurale perché si tratta di un insieme di musei e collezioni che attualmente comprendono: i Musei e alcuni ambienti visitabili dei palazzi Vaticani.
Dei musei fanno parte:
◦ La Pinacoteca vaticana: la collezione inizialmente si tovava nell’Appartamento Borgia, poi papa Pio XI ordinò che fosse costruito un palazzo apposito per ospitarlaad essa dedicato. All’interno si trovano, tra le altre, opere di Giotto, Leonardo, Raffaello e Caravaggio;
◦ La Collezione d’arte religiosa moderna: qui si trovano opere di artisti come Francis Bacon, Carlo Carrà, Marc Chagall, Salvador Dalí, Giorgio de Chirico, Paul Gauguin, Wassily Kandinsky, Henri Matisse e Vincent van Gogh;
◦ Il Museo Pio-Clementino: venne fondato da papa Clemente XIV nel 1771, originariamente adibito alla raccolta di opere antiche e rinascimentali. Con papa Pio VI vennero ampliati sia il museo sia la collezione (oggi vi si trovano sculture greche e romane);
◦ Il Museo missionario-etnologico: fondato da Pio XI nel 1926, vi sono esposte opere prevalentemente di carattere religioso (prevalentemente doni fatti al papa);
◦ Il Museo gregoriano egizio: venne fondato da papa Gregorio XVI ed ospita una vasta collezione di reperti dell’antico Egitto;
◦ Il Museo gregoriano etrusco: venne fondato sempre da papa Gregorio XVI, nel 1836. Si compone di otto gallerie, dove sono esposti reperti di epoca etrusca;
◦ Il Museo pio cristiano;
◦ Il Museo gregoriano profano;.
◦ Il Padiglione delle Carrozze, che conserva alcuni dei veicoli con i quali si spostavano i papi.Fa parte del Museo storico vaticano (la sede principale si trova negli spazi del Palazzo del Laterano);
◦ Il Museo filatelico e numismatico;
◦ Il Musei della biblioteca Apostolica Vaticana;
Museo Chiaramonti: prende il nome da papa Pio VII Chiaramonti, che lo fondò agli inizi del XIX secolo. Composto da un’ampia galleria ad archi dove sono esposte sculture, sarcofagi e fregi. Venne ampliato, poi, con una nuova ala, il Braccio Nuovo, dove si trovano celebri statue (un esempio è l’Augusto di Prima Porta). Fa parte sempre del museo Chiaramonti anche la Galeria lapidaria, dove si trovano più di 3 000 tavolette ed iscrizioni di pietra (viene aperta ai visitatori solo su richiesta, generalmente per motivi di studio);

I Palazzi Vaticani sono composti da gallerie, cappelle e stanze (o sale). Le gallerie sono cinque:
▪ Galleria Lapidaria
▪ la galleria detta Braccio Nuovo
▪ Galleria dei Candelabri
Galleria degli Arazzi
Galleria delle carte geografiche

Le cappelle sono tre:
Cappella Sistina
▪ Cappella Niccolina
▪ Cappella di Urbano VIII
Infine, le stanze (o sale) sono in tutto nove:
▪ Sala della biga
▪ Appartamento di san Pio V
▪ Sala Sobieski
▪ Sala dell’Immacolata
Stanze di Raffaello
▪ Loggia di Raffaello
▪ Sala dei Chiaroscuri
▪ Appartamento Borgia
▪ Salette degli Originali Greci

Una piccola curiosità: i musei sono totalmente in territorio Vaticano, ma l’ingresso (su viale Vaticano) è in territorio italiano.

La visita

Viene controllato l’orario stampato sul voucer e la fila scorre decisamente velocemente (l’ho trovata anche molto più corta di quelle a cui siamo abituati), quindi sapevo che la cosa migliore era mettersi in fila poco prima dell’orario giusto: circa dieci, massimo quindici, minuti prima e in poco tempo si arriva alla porta
d’ingresso. Con la prenotazione online sono stata mandata alle casse al piano superiore rispetto all’ingresso, per cambiare appunto il voucher col biglietto: fatto questo e passato il Cortile della Pigna si può scegliere il percorso da seguire per la propria visita ai musei. Dopo aver preso il biglietto si può salire al piano da cui si parte per la visita e si può prendere l’audioguida e la mappa con le indicazioni precise delle varie sale.
Ci sono due possibili percorsi di vista: il percorso esteso, quindi il percorso più lungo,  porta i visitatori attraverso tutte le sale dei musei; il percorso “rapido”, invece, permette di visitare solo le sale principali dei musei (quella delle mappe, le stanze di Raffaello, la Cappella Sistina e poco altro).
Io ho scelto il primo, il percorso esteso, per due motivi: innanzi tutto perché non ci tornavo da veramente tantissimi anni (circa 20), quindi mi ricordavo veramente poco dei musei e di ciò che vi è esposto; in secondo luogo perché, anche se un museo così grande è difficile da vedere in toto in sole due (massimo tre) ore, volevo lasciarmi la possibilità di (ri)vedere quanto più possibile di questo splendido museo. Devo ammettere di avere avuto alcuni momenti di difficoltà nel capire se ero lungo il percorso giusto, ma le indicazioni sono frequenti e non ci sono quindi problemi di sorta (anche se non prendete la mappa all’inizio del percorso).
Visto che comunque il museo è affollato, anche se meno del solito, vi suggerisco di prendervela con calma e visitare le sale con tutta la tranquillità possibile. Prendetevi tutto il tempo a vostra disposizione: godetevi ogni sala, scultura ed affresco delle sale che attraverserete lungo il percorso per arrivare alla Cappella Sistina. Tenete a mente che  tutti vogliono, come voi, arrivare qui il prima possibile (molti scelgono il percorso di visita più breve): la troverete affollata, con molti visitatori che vi restano diversi minuti per poter apprezzare tutti i dettagli degli affreschi (chi non lo farebbe?!).  Cercate con calma e attenzione il vostro piccolo spazio in mezzo alla folla, quel posto che vi permetta di osservare gli affreschi in maniera esaustiva e spostatevi solo quando è necessario, per apprezzare meglio un dettaglio. Ricordate che che qui non si possono fare foto (e si, se ci provate vi vedono).

Dove: l’ingresso è in Viale Vaticano 6.
Informazioni utili: le trovate tutte (ovviamente) sul sito ufficiale dei Musei Vaticani.
Acquisto biglietti: su Tiquets trovate i biglietti “salta la fila” con visita guidata.

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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