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Insula dell’Ara Coeli – Roma segreta

Insula dell’Ara Coeli – Roma segreta

L’Insula romana dell’Ara Coeli ci riporta indietro fino alla Roma imperiale

Potremmo definirla come un condominio ante litteram, uno dei pochissimi ad essere arrivati fino a noi: oltre a questa sono stati trovati i resti di altre insulae a San Paolo alla Regola e vicino Palazzo Valentini, ma questa è l’unica ad essersi conservata così bene). Questi caseggiati, enormi e costruiti in altezza, si sviluppano dal II secolo per rispondere a una emergenza abitativa tra le classi più povere (le domus, per le classi più agiate, si sviluppavano in lunghezza e avevano al massimo un secondo piano relativamente basso).
Insula dell'Ara Coeli Dicevamo, quindi, che le abitazioni come l’Insula dell’Ara Coeli si sviluppavano su più piani ed erano sempre soggette a incendi (e vista la quantità di persone che vi abitavano, era più che una tragedia). Nel corso del tempo, allora, gli imperatori provano a risolvere il problema con delle ordinanze al riguardo: prima ci provano con un corridoio a separare due insule vicine, ma ovviamente non ebbe successo; successivamente, provano ad imporre “due muri attaccati”, quindi ciascuna insula col suo muro perimetrale (indovinate un po’? Un buco nell’acqua). Infine, con Augusto iniziano a mettere un limite al numero di piani che potevano essere costruiti (lui lo mise a 5 piani. Traiano poi la mette a 4 piani). Sembra che questo edificio dovesse sottostare al limite dei quattro piani, ma forse ne aveva cinque: quindi o si trattava di un abuso edilizio oppure quest’insula aveva una dispensa speciale perché appoggiata alla roccia del Campidoglio. L’ingresso originale, da cui partiva una scala che portava ai piani superiori, oggi è (purtroppo) murato. Il piano terra oggi è più basso rispetto al piano strada attuale: all’epoca era più basso, molto più basso, e al piano terra si trovavano le tabernae che non erano collegate al piano nobile (l’accesso era direttamente al piano strada).
Insula dell'Ara Coeli Le prime due stanze hanno una rientranza che serviva per ancorare l’insula al colle del Campidoglio. L’edificio era costruito tutto in laterizio, tranne che in alcuni punti dove sono stati usati degli elementi in tufo; sembra vi fossero degli affreschi, che erano comunque di fattura molto semplice visto che si trattava di un edificio per le classi meno agiate. Entriamo al piano nobile, dove è possibile visitare tre ambienti, che probabilmente facevano parte di una unica casa (gli altri tre ambienti dello stesso piano erano di un altro appartamento).In ogni vano, decisamente piccolo, stavano 4 persone. All’interno della stanza da cui accediamo per la visita sono visibili i resti del primo rialzo della pavimentazione, risalente al V o al VI secolo; ritornati nella stanza iniziale, si prende una scala per salire a quello che era il terzo piano (se si conta anche il piano “ammezzato”). Nel corso dei secoli l’Insula dell’Ara Coeli è stata coperta con diversi edifici, tra cui una chiesa dedicata a San Biagio (oggi si vede ancora il campanile, di cui si riconosce la forma medievale) sostituita poi da un’altra chiesa dedicata a Santa Rita da
Insula dell'Ara CoeliCascia. L’insula venne poi ritrovata in epoca fascista e fu in quel periodo che viene all’ultimo piano viene messo un cavo di ferro per ancorare la facciata al resto dell’edificio (c’era il rischio che la facciata crollasse). Il cavo, però, nel tempo ha mostrato di avere l’effetto contrario, in quanto la facciata si sta portando dietro tutto il resto dell’edificio! Proprio per questo è stata ridotta la capacità di ingresso da 25 a 12 persone. La visita si conclude su quello che in passato era un balcone, all’ombra della splendida chiesa dell’Ara Coeli e del Vittoriano: devo ammettere che vedere il secondo da lì fa tutto un altro effetto (si risente molto della sua imponenza). Mi ha fatto quasi sorridere vedere, dall’alto, il traffico di Piazza Venezia che, a quanto pare, già in epoca romana soffriva di inquinamento acustico: per quanto io la viva da diverso tempo tutti i giorni, per andare in ufficio, come trafficata non mi ero mai resa conto fino a che punto fosse incasinata e piena di macchine, autobus, turisti e caos”.

Se cercate delle visite guidate a Roma, io di solito mi affido ai ragazzi di Roma sotterranea. Vi suggerisco anche l’associazione Sinopie, che offre altre visite guidate molto interessanti. Se invece volete delle guide cartacee per andare da soli a scoprire una “Roma Segreta”, vi suggerisco questi due libri:

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