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Cosa fare e vedere a Philadelphia

Cosa fare e vedere a Philadelphia

Philadelphia è la città che mi ha colpita di meno, tra le tre città visitate ad agosto 2019, per il suo aspetto esteriore: la prima definizione che mi è venuta in mente è “una signora anni ’80”. Però rimane il fatto oggettivo che la città ha comunque molto da offrire a livello di musei ed attrazioni. Dopo avervi raccontato dell’indipendenza americana e di tre posti da non perdere, oggi voglio raccontare di musei, mosaici e cos’altro non perdere a Philadelphia dal punto di vista turistico.

Museo d’arte

Il Philadelphia Museum of Art in origine si chiamava Pennsylvania Museum and School of Industrial Art.
Museo d'arte Venne fondato nel 1876, in occasione dell’Esposizione universale che celebrava il primo centenario della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America, e venne inaugurato il 10 maggio 1877. Poiché la prima sede si trovava molto distante dal centro cittadino, il museo venne spostato in una nuova sede iniziata nel 1919. Questo museo è uno dei più grandi ed importanti degli Stati Uniti e vi sono conservate 225.000 opere d’arte in circa 200 gallerie: nelle varie sale vengono raccontati più di duemila anni di storia (purtroppo non vi
Museo d'arte sono esposti reperti od opere di arte egizia, romana e nemmeno delle civiltà precolombiane). Oltre alla costruzione principale, il museo comprende anche il Rodin Museum, che ospita la collezione più importante delle opere di Auguste Rodin al di fuori dei confini nazionali francesi. La visita è molto bella, interessante, e l’ho trovata molto istruttiva. Trattandosi di un museo molto grande, vi suggerisco di tenere in conto mezza giornata (diciamo almeno tre ore) per vederlo tutto! Vi suggerisco anche di portarvi un maglioncino leggero o comunque qualcosa per coprirvi: alcune sale le ho trovate a dir poco gelide (e non ero la sola, giuro!).
Biglietto d’ingresso: 25 dollari (23 il ridotto e 14 dollari per gli studenti);
Sito web ufficiale: http://www.philamuseum.org;

La scalinata di Rocky

Si tratta della scalinata che porta all’edificio principale del museo d’arte di Philadelphia ed è quella che Rocky Balboa percorre correndo durante i suoi allenamenti.
Museo d'arte Ovviamente, frotte di turisti vengono qui per percorrerla a loro volta correndo (“facendo finta di..”) e farsi un selfie in cima alla scalinata stessa (poi, ovviamente, vanno anche a visitare il museo. La troverete molto affollata e, poco distante, dalla sua base (sulla destra guardando scalinata e museo) potrete notare una lunga fila di persone: sono tutti in attesa di potersi scattare una foto accanto alla statua di Rocky.

Dream Garden Glass Mosaic

Non lontano dalla Independence hall si trova il Curtis Building che, al suo interno, ospita questo grande mosaico a dir poco stupefacente.
Nato come collaborazione tra Maxfield Parrish e il maestro del vetro Louis Comfort Tiffany (rimasta poi l’unica), è stato realizzato con 100.000 pezzi di vetro in più di 260 tonalità di colore e che non possono essere sostituite (in caso di rottura, danneggiamento o altri danni). In che senso si parla di collaborazione tra Parrish e Tiffany? Semplice: il primo è l’autore del paesaggio, il secondo ha progettato il mosaico!
L’opera è talmente complessa che, nel 1916, per installarla dove si trova ancora oggi ci sono voluti ben 6 mesi! Probabilmente si tratta del pezzo do Tiffany più grande al mondo ed è stato il più grande murale in vetro del paese fino al 2007 quando è stato superato dal Wing Lung Bank Mural ad Alhambra, in California.
Quando, negli anni ’90, si è provato a venderlo per 9 milioni di dollari, la città di Philadelphia lo ha designato come “oggetto storico della città” così da fermare la compravendita. Oggi è “di proprietà” di quattro istituzioni culturali cittadine. Non lontano dall’Independence hall, io l’ho trovato molto bello e particolare.

Reading terminal market

Questo mercato coperto venne aperto il 22 febbraio del 1893 ed è uno dei più antichi mercati pubblici
0F2A1321 d’America. Vi viene venduto di tutto, dalla carne locale alle verdure fresche, fino ai formaggi più particolari, gli utensili per cucinare e tanto altro ancora (sempre e soprattutto legato al cibo). Chi vuole può anche fermarsi a mangiare comprando da mangiare da uno degli stand a disposizione (sono più di 80) e fermandosi ad uno dei tavolini che vi si trovano. Inizialmente il mercato si trovava sotto il capannone del treno della Reading Railroad Company e fu gestito dalla Reading Railroad Company fino al 1976. Attualmente “continua ad occupare” gli spazi del piano terra e del seminterrato, che oggi fanno parte del Pennsylvania Convention Center.
Il mercato è aperto tutti i giorni della settimana, anche se i commercianti olandesi della Pennsylvania, generalmente, non lavorano dalla domenica al martedì. Gli stand sono davvero tanti e molti servono anche cibi etnici (ad esempio messicano e thai). Io ci sono passata due volte: la prima “per vederlo” visto che la guida lo consigliava come da non perdere (visto che è un pezzo di storia della città) e la seconda proprio per fare la spesa per la cena della sera.
Cercando informazioni riguardo il mercato ho scoperto che ha anche un account ufficiale su Instagram e, devo ammetterlo, mi sono anche divertita a seguirlo! Per tutte le informazioni più accurate potete visitare il sito ufficiale del mercato.

Italian market

L’Italian market occupa circa 10 isolati della Nine Street (zona sud di Philadelphia) e anche questo è uno dei mercati all’aperto più antichi e più grandi d’America.
Si tratta di un mercato prevalentemente all’aperto: comprende sia banchi e bancarelle lungo il marciapiede sia negozi e ristoranti le cui vetrine si affacciano sulle vie. Ero venuta qui, l’ultimo giorno che ho passato a Philadelphia, perché era segnalato come “assolutamente da vedere”: ho trovato interessante, sicuramente, vedere come questi negozi di quartiere siano ancora molto popolati, ma nel complesso ne sono rimasta un po’ delusa. Di “caratteristico italiano” sembrano essere rimasti solo il nome del mercato e il nome dei negozi e per certi versi ho avuto l’impressione fosse anche un po’ “lasciato andare”. Devo ammettere che arrivare fino qui è stato comunque interessante per scoprire una zona della città che ancora non avevo visto.

Penn’s landing

Se vi piace passeggiare affacciati sull’acqua, e vi trovate a Philadelphia d’estate, vi suggerisco di arrivare fino
Penn's landing a Penn’s Landing. Si tratta di una lunga passeggiata affacciata sul fiume cittadino, che d’estate è popolata di turisti e persone locali che vengono semplicemente a passeggiare o si fermano a prendere qualcosa da bere (o da mangiare) ad uno dei tanti stand che si trovano lungo i viali pedonali. D’estate vi si tengono anche spettacoli all’aperto e ammetto che ho molto apprezzato la vitalità del luogo.



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2 Comments

  1. Anche io ci sono stata lo scorso agosto, e anche se forse non è la città americana che preferisco, l’ho trovata molto carina. Non troppo grande, a misura d’uomo. Purtroppo non ho avuto molto tempo quindi l’Italian Market me lo sono perso, ma in compenso ho mangiato la Philly Cheesesteak al Reading Terminal Market!

    1. Vero, anche se non mi ha appassionata più di tanto, è comunque una città molto carina (io ho preferito Boston, devo ammetterlo).

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