Alla ricerca di qualcosa?

In Standard

“Come cavalli che dormono in piedi” di Paolo Rumiz – Letteratura di viaggio

“Come cavalli che dormono in piedi” di Paolo Rumiz – Letteratura di viaggio

I libri di storia ci raccontano che, per l’Italia, la Prima Guerra Mondiale iniziò nel 1915. Ma una parte di italiani, nello specifico friulani e tentini, entrò in guerra prima: Trentino e Friuli, al tempo, appartenevano all’impero austro-ungarico e vennero quindi arruolati nell’esercito dell’impero e poi mandati in Galizia a combattere contro la Russia. Rumiz, con questo libro, racconta il suo viaggio in treno tra i Carpazi e la Galizia. Perché questo viaggio? Per segure le tracce di suo nonno che non ha conosciuto (salvo attraverso delle foto) e, soprattutto, rendere omaggio a questi caduti italiani di cui però si parla poco o per nulla in Italia (proprio per via dei confini territoriali dell’epoca che tenevano questi territori all’interno dell’impero austroungarico).
L’autore va alla ricerca dei cimiteri in cui riposano circa 125 mila triestini e trentini (assieme a friulani, istriani e altri provenienti da territori che oggi hanno una appartenenza diversa). Rumiz riesce nel suo intento di trovarne le tombe anche grazie alla Croce Nera austriaca, che ha dato sepoltura a questi soldati, ne mantiene viva la memoria e censisce i cimiteri e li tiene puliti e sistemati.

Tra le tante vicende dimenticate dal tempo e dalla storia il libro racconta anche la storia del reggimento 97, il più famoso e denigrato dei reparti di fanteria del nord Adriatico, composto da soldati italiani, sloveni e croati da sempre raccontati come dei soldati assenteisti e vigliacchi, ma che nella realtà erano dei degni combattenti ai quali erano state conferite numerose medaglie per il loro valore.

Mi direte che è un argomento strano da trattare, la guerra, nell’ambito della lattera tura di viaggio. Certo, vi rispondo io. In questo caso, però, non si parla del conflitto in sé, ma di un viaggio dell’autore tra i territori che hanno visto cadere con onore persone che sono poi state dimenticate nei decenni successivi. Attraverso la storia e il valore di questi uomini, Rumiz ci racconta e porta a scoprire questi territori che nella loro storia, hanno visto anche periodi bui.

Se vi consiglio di leggere il libro? Assolutamente si, ovviamente! Lo stile dell’autore è sempre inconfondibile, racconta i luoghi in un modo che solo lui ha.

0 Commenti

Articoli correlati

Lascia un commento