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Viaggiare in moto – intervista a un motociclista

Viaggiare in moto – intervista a un motociclista
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Vi sarà capitato durante i vostri viaggi lungo e strade della nostra penisola di veder sfrecciare i bolidi su due ruote.

Moto enduro, chopper, tourer e addirittura sidecar. Da quando il film Easy Rider esaltò il senso di liberà legato alla motocicletta, nella mente di tutti il viaggio in moto ha sempre avuto il ruolo di vacanza diversa. Io non vado in moto e quando ho provato a fare qualche giro i risultati non sono stati esaltanti. Ma alcuni amici lo fanno da anni e difficilmente abbandonano il proprio destriero meccanico per i propri viaggi. Per queste ragioni sono andata a domandare ad un centauro incallito cosa è importante sapere per cominciare. Federico Cerri fa viaggi in moto da oltre trent’anni ed ha anche organizzato vari motoraduni.
Con quali criteri fai il bagaglio?
Dipende da dove si vuole andare e per quanti giorni. Normalmente si porta uno slip, una maglietta e un paio di calzini per ogni giorno di viaggio. Infatti, gran parte del tempo si indossa l’abbigliamento tecnico, quello con le protezioni. È intuibile che se ci si accinge ad un viaggio itinerante si porta meno roba. Poi si porta un set di abbigliamento da passeggiata perché non si può andare in giro a mangiare al ristorante o a visitare un museo con l’abbigliamento tecnico. Se si ha una moto attrezzata con borse rigide e bauletti, diventa più sicuro guidare. Altrimenti ci si deve arrangiare con altre soluzioni.
Come organizzi di solito un viaggio in moto?
Sintetizzando direi 1/3 per la meta, 1/3 per il viaggio e 1/3 per la compagnia. Quest’ultima, sembra banale, ma diventa importantissima per la qualità del viaggio. Se si viaggia in due, tutto sommato, si riesce a trovare un certo affiatamento. Ma quando si viaggia in due o più moto le variabili aumentano: quello più prudente, quello più avventuroso, quello che è sempre in ritardo, quello che vuole fare un sacco di pause. Tutto questo incide sulla godibilità del viaggio. Per il percorso da scegliere direi che, per indole degli appassionati in moto, si tende a fare le strade secondarie perché il piacere della guida è uno dei piaceri fondamentali. A me piace pianificare bene le tappe anche se, di tanto in tanto, posso improvvisare il percorso.
Quali sono gli imprevisti più frequenti?

Innanzitutto il meteo. A volte il tempo cambia improvvisamente. Basta svoltare una curva e ritrovarsi sotto un acquazzone (a luglio può essere piacevole, ma in primavera o autunno meno). Come anche ci possono essere delle escursioni termiche tra la mattina e il pomeriggio di parecchi gradi. Poi ci sono gli accidenti meccanici. Io, dopo anni, non rinuncio più alle assicurazioni per la riparazione/rimozione della moto. Infine, la peggiore delle ipotesi, si può cadere.
Cosa non ti piace fare quando viaggi in moto?

Visitare le grandi città. Viaggio in moto per sentirmi libero e le grandi città sono, per molti versi, scomode e limitanti.
Quale è stata la strada più bella che hai percorso con la tua moto?

Sono state molte. A me è piaciuta tantissimo la strada tra Bosa e Alghero, in Sardegna. Bel tracciato, splendidi panorami e degli odori pazzeschi.

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