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New York ed i mosaici della metropolitana

New York ed i mosaici della metropolitana

Fino a qualche tempo fa, lo ammetto, non avrei mai pensato che metropolitana ed arte potessero andare d’accordo. Dopo aver “scoperto” la metro di Napoli, ormai qualche anno fa, durante questo viaggio a New York sono andata a “scoprire” i mosaici che popolano la subway della Grande Mela. Ce ne sono davvero tantissimi, ma noi abbiamo scelto di prenotare un tour organizzato da “New York Subway art tour“, prenotando i nostri biglietti dal loro sito ufficiale (tramite tablet e l’esperienza è stata più che positiva). I biglietti costano 30 dollari e il tour c’è Martedì, mercoledì e giovedì alle ore 10:00 oppure il Lunedì, venerdì e sabato alle 14:00. L’appuntamento è alle 10 od alle 14 al McDonald all’incrocio tra la 51st Street e Broadway. Il biglietto della metro è compreso nel biglietto.
Ci incontriamo con Derryl ed iniziamo il nostro tour. Ci spiega che, dietro questi mosaici, c’è un vero e proprio progetto controllato da una commissione dedicata: gli artisti interessati devono inviare il loro progetto ad una commissione artistica dedicata (ok, ho dimenticato nel giro di mezzo secondo il nome anche alla centesima ripetizione) che poi deciderà quali progetti accettare. Il progetto si chiama “Arts for Transit”
Tour della metropolitana: Mosaicie l’intento è quello di “incoraggiare” l’uso del trasporto pubblico attraverso questi progetti di abbellimento delle stazioni ferroviarie e della metropolitana. Capita, nelle stazioni più grandi, di trovare più artisti, in punti diversi della stazione ovviamente.
Scendiamo alla stazione della 51st Street dove troviamo alcuni mosaici che riprendono la storia di Alice nel paese delle meraviglie
Mi dispiace non aver fatto foto migliori, anche se questi non sono stati tra quelli che più mi hanno colpita tra tutti i mosaici che abbiamo visto (Alice è sempre Alice)!
Prendiamo il primo treno del tour per spostarci alla stazione dopo, ovvero 42st Street – Times Square. Essendo la stazione molto grande, troviamo le opere di ben 3 artisti suddivisi tra la 42esima e Times Square ovviamente: Jane Dickinson, Roy Lichtenstein e Jack Beal.
Tour della metropolitana: MosaiciNonostante Lichtenstein “sia sempre Lichtenstein”, la sua opera non è stata quella che mi ha colpito maggiormente (sia nella singola stazione che in tutto il tour)! Mi hanno sicuramente colpita di più i due mosaici Jack Beal. Si intitolano “The Return of Spring” and “The Onset of Winter” (quello che vedete in foto): raccontano la storia del personaggio mitologico di Persefone che “esce dalla metro – dal buio” con l’arrivo della primavera e vi ritorna all’arrivo dell’inverno.
Altra linea della subway, altro treno, altro spostamento alla ricerca dei mosaici successivi. Derryl ci racconta tutto in maniera ottima, senza dimenticarsi alcun particolare riguardo ai mosaici che, di stazione in stazione, ci mostra.
Tour della metropolitana: Mosaici
Alla stazione della 28th Street (raggiungibile con la linea “broadway”) troviamo i mosaici di Mark Hadjipateras. Il progetto si chiama “City Dwellers” ed è del 2002: i mosaici riflettono il quartiere e la sua storia, tra tecnologia, giocattoli, e commercio. I personaggi sono strani ed insoliti e proprio questo aspetto è la forza del progetto (che non credo sia, comunque, tra i più belli ed interessanti).  Ci spostiamo ancora, verso i limiti dell’isola di Manhattan mentre inizia a farsi sentire un po’ di stanchezza e la metropolitana inizia ad essere anche un po’ più affollata (di turisti e non). Arriviamo alla stazione dell’8th street dove troviamo il “Broadway Diary” di Tim Snell a decorare le pareti, dopo
Tour della metropolitana: Mosaiciaver passato in rassegna i cappelli “appartenuti a personaggi famosi” del passato e del presente e di tutti i campi: dall’editoria alla letteratura, passando anche per il circo! Donne e uomini, americani e non, che a modo loro hanno avuto un ruolo importante (anche “molto” importante) nella storia.
Ci avviciniamo ancora di più all’east river, anche se da lì non ce ne rendiamo pienamente conto. Arriviamo a Prince Street dove troviamo il mosaico “carrying on” di Janet Zweig, in collaborazione con Edward Del Rosario. Questo è davvero molto particolare, più per il suo significato, direi, che per i suoi disegni.
Si tratta di ben 194 silhouettes tratte da foto di newyorkesi “veri” e vuole celebrare i cittadini di New York e la loro individualità (molto forte).
Tour della metropolitana: Mosaici
Queste silhouettes sono state realizzate selezionando, tra le più di 2000 foto, le 194 con le figure più leggibili, più suggestive e “meglio trasportabili” in questo progetto che è organizzato in una sorta di varie piccole narrazioni che compongono poi il racconto complessivo. Interessante è il modo in cui questo è stato costruito: sono state rimosse alcune delle piastrelle bianche della parete per sostituirle con
Per l’installazione, alcune delle piastrelle bianche della metropolitana sono state rimosse per sostituirle con delle piastrelle tagliate con la forma delle varie figure che compongono le tante scene che compongono questa storia!  Di questo mosaico, abbastanza “semplice”, ho apprezzato la storia che vuole raccontare (è decisamente una storia vera, chi vive in questa città è, appare, molto individualista).
Alla stazione successiva, ovvero Canal Street, troviamo il mosaico “Empress Voyage” di Bing Lee. Questo vuole ricordare l’arrivo della prima nave cinese a New York (che portava merce dalla Cina, da vendere a New York). Ci spostiamo nella zona di Brooklyn, arrivando alla stazione di DeKalb Avenue dove troviamo il mosaico “DeKalb Improvisation” di Stephen Johnson. Un mosaico di immagini astratte, in cui compaiono anche immagini “reali” (avete presente le carte francesi? La “regina”? Ecco, quella è una delle immagini non astratte che compaiono in questo mosaico.
Tour della metropolitana: Mosaici
Alla stazione 14th avenue – Union Square, a cui ha lavorato l’artista Mary Miss per diversi anni (sempre per lavori di abbellimento), troviamo un’opera di Jim Henderson che, attraverso alcune targhe sul muro, vuole ricordare le vittime dell’11 Settembre. Si trovano andando verso nord, al piano mezzanino tra Broadway e la 4th Avenue.
Ormai alcune targhe, che poi sono più tipo etichette, sono (semi) cancellate, rovinate dal tempo o quasi staccate dal muro: un peccato vista la valenza sentimentale che ha quest’opera per la città intera  (e un po’ anche per tutta l’America intera).
Spero mi perdoniate se vado un po’ in fretta, ma voglio arrivare subito all’opera che più mi è piaciuta tra tutte quelle che abbiamo visto. Si trova alla stazione successiva, la stazione 14th street – 8th avenue.
Tour della metropolitana: Mosaici
In realtà, in questo caso, non parliamo di un mosaico, ma di un’opera composta da diverse (molte) statue in ottone che popolano la stazione. Tom Otterness, l’artista, con la sua opera “Life Underground” vuole raccontare gli effetti del capitalismo sulle persone e la società in cui queste persone vivono.  Non c’è una storia secondo cui queste piccole statuette sono esposte, nel senso di una storia come quelle che troviamo nei libri di favole, anche se Derryl ce le spiega dando loro il senso logico che hanno. Perché questa è l’opera che più mi è piaciuta? Perché credo che, tema trattato a parte (in fondo non siamo qui a discutere di politica e di cosa sia giusto o meno), le statuette pensate e realizzate per quest’opera siano davvero carine, particolari, dalle espressioni simpatiche.
Arrivati a questo punto del nostro tour sono passate ormai ben due ore da quando abbiamo iniziato, i treni sono decisamente abbastanza affollati e la stanchezza inizia a farsi sentire (sono pari quasi a zero, ormai, le domande che riusciamo ad elaborare e fare).
Arriviamo alla 34 street – Penn Station, siamo quindi tornati verso il “centro” dell’isola di Manhattan (se è possibile dare una definizione di questo genere, ovviamente). Stavolta l’artista è Eric Fisch e con il suo “Garden of circus delight” ci racconta la storia di un uomo che, stanco della sua vita, sogna di scappare e di farlo diventando un artista del circo, senza lasciare mai, però,  la sua inseparabile valigetta ed il completo scuro “da lavoro”.
Tour della metropolitana: Mosaici
L’opera è stata installata nel 2001, il protagonista incontra  animali, clown, acrobati e sputafuoco, tornando, alla fine, alla realtà ed al suo lavoro. Uno specchio (molto) reale della vita reale per molte persone (Chi non ha pensato, almeno una volta, almeno per un attimo, di scappare dalla solita vita monotona di tutti i giorni?  Magari non fuggendo con un circo, però sicuramente sarà capitato a molti di noi).
Il nostro (lungo) giro si conclude alla stazione 42nd Street-Port Authority Bus Terminal dove troviamo l’opera “losing my marbles” di Lisa Dinhofer. Conclusa nel 2003, l’opera si trova al piano “mezzanino” della stazione.  Da qui, concludiamo il nostro giro ritornando alla stazioni di Times Square, senza uscire dalla metropolitana, poiché ci sono i tunnel di scambio, e ritorniamo così alla luce del giorno.
In realtà i mosaici da vedere sono davvero tantissimi ed è, secondo me, quasi impossibile riuscire a vederli tutti (soprattutto in un solo pomeriggio); il tour che ci ha fatto fare Derryl ci ha permesso di farci un’idea di come, in questa enorme metropoli, sia bastato poco (ma non troppo) per trasformare un ambiente come la metropolitana.
Vi lascio un breve video, di un mosaico che è visibile solo dal treno perché si trova in una stazione ormai chiusa al pubblico: è stato realizzato in modo tale che l’effetto fosse quello di una sorta di “lanterna magica” (sicuramente vedere il video ve lo farà capire meglio rispetto al leggere la mia descrizione!)

2 Commenti

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2 Comments

  1. Davvero un articolo interessante. Il progetto sembra davvero ottimo, cosí si cerca di abbellire la città e si incentiva la promozione di giovani artisti che normalmente hanno una estrema difficoltà ad emergere, soprattutto nel mondo della cultura e dell´arte.

  2. Noi lo abbiamo trovato interessante, oltre il fatto della promozione degli artisti, anche come abbellimento e miglioria delle stazioni stesse (che di loro sono decisamente brutte e tristi). Credo che abbiano fatto decisamente centro con questo progetto. [mi fa piacere che tu abbia trovato il post interessante]

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