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Cosa vedere a Matera

Cosa vedere a Matera

Matera, con i suoi Sassi (patrimonio UNESCO), mi ha stupita ancora più di quanto pensavo potesse fare. Sono rimasta poco più di due giorni, anche se mi sarei fermata molto di più, cercando di tirarne fuori l’esperienza migliore possibile. Ma cosa vedere a Matera?

Scopriamo insieme cosa non perdere durante un viaggio a Matera!

Dopo aver riportato quelle che sono le informazioni utili per il viaggio, in questo articolo parliamo di cosa vedere a Matera.

Sassi di Matera

Tutti abbiamo nella mente l’immagine dei sassi di Matera, che potremmo definire il centro storico della città!
Si distinguono il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso: il primo prende il nome, leggenda dice, dal fatto che si tratta del versante posto verso la città di Bari; il secondo, il caveoso, è la parte che si sviluppa prevalentemente con abitazioni quasi completamente scavate nella roccia (rimaste anche in gran parte intatte rispetto al passato).
A dividere le due valli sorge la rupe della la Civita, dove si trova la Cattedraledi Matera. Ai piedi della Civita,al margine superiore dei Sassi, si trova il Piano (ovvero il centro storico post-medievale). Il mio consiglio? Di perdervi tra i vicoli, salire e scendere infinite volte le scale che li caratterizzano, per respirare il più possibile dell’atmosfera particolare di questo centro storico diverso dalla maggior parte di quelli a cui siamo abituati.

Cattedrale

La costruzione della Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustachio, in stile romanico pugliese,
risale al XIII secolo. Si trova sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi. L’interno, a croce latina ed a tre navate, ha subìto diverse trasformazioni dal 1627 e nel 1776 cornici e stucchi evnnero ricoperti di un velo di oro. Il soffitto venne ricoperto nel 1719 da un controsoffitto ligneo su cui nel XIX secolo furono inserite tre tele dipinte dal calabrese Battista Santoro. L’esterno, invece, conserva quasi intatta la sua forma originaria e la facciata è dominata dal rosone a sedici raggi. La facciata principale è rivolta verso occidente sul belvedere del Sasso Barisano. I 12 archi pensili, le 12 piccole colonne e le 4 colonne sovrapposte rappresentano i 12 apostoli e i 4 evangelisti.

Attualmente (agosto 2020) l’ingresso è in Via del Riscatto, da dove si entra per il museo diocesano.
Biglietto: 1 euro;

San Pietro Caveoso

Affacciata sulla piazza omonima, che offre uno spettacolare sul canyon del Parco della Murgia Materana,
la sua origine è incerta. Si pensa che venne edificata nel 1218, subendo poi nel corso dei secoli i cambiamenti e le modifiche che le hanno dato il suo aspetto attuale.
La facciata ha un aspetto molto semplice, con elementi che richiamano il barocco. Sui tre portali vi sono delle nicchie che ospitano delle statue:  sul portale maggiore la Madonna, a sinistra San Pietro e a destra San Paolo. Il campanile risale al XVII secolo e nel 1752 (per la riapertura della chiesa al culto) al campanile fu aggiunta una cuspide simile a quella della Cattedrale, mentre all’interno venne collocato un controsoffitto in legno decorato da notevoli opere di pittura realizzate da artisti locali. L’interno è a tre navate con transetto. L’altare maggiore, nella navata centrale, è del Settecento e il polittico sopra di esso è del Cinquecento.

Chiese rupestri

Una mia collega mi ha suggerito, prima di partire, di andarle a visitare. Ed è stato uno dei migliori suggerimenti che ho ricevuto mentre organizzavo il viaggio.
Dentro la città ce ne sono diverse che è possibile visitare ed io ho scelto di scoprirne due. Chiesa di Santa Maria di Idris e Chiesa di San Giovanni in Monterrone. Queste due chiese sono unite tra loro internamente da un corriodio, quindi ho pagato solo un biglietto. Si trovano praticamente inserite nello sperone roccioso (pietra calcarea) che viene chiamato proprio Monterrone, che domina il sasso caveoso.
La costruzione della chiesa di Santa Maria di Idris risale al periodo tra il XIV ed il XV secolo. La facciata, realizzata in tufo nel XV secolo, fu rifatta nel ‘400, a seguito di un crollo. Accanto alla facciata è presente un piccolo campanile a vela.
Si accede alla Chiesa di San Giovanni in Monterrone passando per un cunicolo situato a sinistra della chiesa di Santa Maria de Idris. L’impianto originario della chiesa sembra risalire a un periodo compreso tra XII e XIII secolo.
Proprio la creazione di quello stretto corridoio che collega le due chiese è la causa della distruzione quasi totale di alcuni degli affreschi, solo in parte ancora visibili sul muro sinistro della navata e su alcune pietre del presbiterio.
Biglietto: 3,5 euro;

La Chiesa di Santa Lucia alle Malve rappresenta il primo insediamento monastico femminile dell’Ordine benedettino, risalente all’ VIII secolo, ed il più importante nella storia della città di Matera. La facciata esterna di quello che era il complesso monastico si sviluppa lungo la parete rocciosa e l’entrata della chiesa si trova sulla destra del complesso.
La chiesa si sviluppa in tre distinte navate che nel corso del tempo hanno subito diversi cambiamenti  dopo l’abbandono da parte della comunità monastica. L’interno è strutturato su tre navate e l’ingresso affaccia sulla navata di destra, oggi ancora aperto al culto (ancora oggi il 13 dicembre vi si tiene una messa solenne). La navata centrale e quella di sinistra furono trasformate in abitazioni e depositi fino agli anni ’50: questo tipo di trasformazione ha riguardato (purtroppo) quasi tutte le chiese rupestri presenti nei due rioni dei Sassi, man mano che venivano sostituite, liturgicamente, con edifici di culto eretti nel nuovo rione del Piano.

In nessuna delle tre chiese è stato possible fare foto.
NB: le chiese nel Parco della Murgia sono purtroppo chiuse per restauro.



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Casa-Grotta

Sparse per la città ve ne sono diverse, io ho visitato quella in vico solitario. Si tratta di una antica abitazione tipicamente arredata, che permette di capire quali erano gli usi e costumi degli abitanti delle antiche case nei sassi prima che gli abitanti dei sassi abbandonassero le loro case.
La casa era costituita da un unico ambiente, in parte scavato e in parte costruito, la cui divisione era creata attraverso la collocazione degli arredi: il focolare con la cucina, al centro il tavolo di piccole dimensioni, il letto composto da due cavalletti in ferro su cui poggiavano delle assi di legno e il materasso ripieno di foglie di granturco. Di fronte al letto, tra le pareti in roccia, vi era la stalla con la mangiatoia per il mulo e una cavità circolare usata come letamaio o deposito per la paglia.
Possono entrare massimo 10 persone a volta, i visitatori devono sostare nei punti segnalati attraverso adesivi sul pavimento e la spiegazione avviene attraverso una registrazione (non vi sono audioguide singole). Finito l’ascolto è possibile fare un giro dell’ambiente, per osservarne i dettagli, prima di uscire.
Biglietto: 3 euro.
Sito web: casagrotta.it

Palombaro Lungo

Si tratta di una delle cisterne sotterranee di Matera. Anticamente ne esistevano di private e di pubbliche, con un sistema di vasi comunicanti che permetteva di non perdere nemmeno un litro d’acqua. Proprio questo sistema di cisterne, che si estende sotto i rioni dei sassi, è stata tra le principali caratteristiche che hanno contribuito a far diventare i Sassi di Matera Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO nel 1993.
Il Palombaro lungo è la più grande cisterna idrica ipogea della città ed è situato sotto la pavimentazione di Piazza Vittorio Veneto, dove convergono le acque piovane e sorgive provenienti dalle colline di La Nera, Lapillo e Macamarda. La cisterna ha le pareti in tufo, rivestite con un particolare intonaco che le rende impermeabili.
Le pareti hanno una forma arrotondata, per smorzare la grande pressione interna dell’acqua: la cisterna  è alta 15 metri e può raggiungere una capacità di circa 5 milioni di litri d’acqua. In seguito alla pavimentazione di piazza Vittorio Veneto, l’approvigionamento dal Palombaro Lungo avveniva attraverso due fori tramite i quali venivano calati i secchi per prelevare l’acqua. Per questo motivo  sulla parte superiore della struttura sono presenti alcuni segni circolari, lasciati dai secchi. All’esterno si sviluppa il fossato, completamente scavato nella roccia e mai ultimato.
Biglietto: 3 euro;
Orari: dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 15:00 alle 18:00
Indirizzo: Piazza Vittorio Veneto;

MUSMA

Si tratta del museo della scultura contemporanea di Matera ed è allestito nelle stanze di Palazzo Pomarici (XVI secolo, di proprietà di una famiglia nobile materana). Il museo è strutturato su tre livelli del palazzo, per una superficie di 2.929 metri quadrati: per questo viene chiamato “Il Palazzo delle Cento Stanze“. L’esposizione è articolata non solo nelle aree edificate del palazzo ma anche negli ipogei, ampi vani rupestri: questo lo rende l’unico museo in grotta esistente al mondo.
Al suo interno sono esposte curca 400 opere tra sculture, ceramiche, multipli, gioielli, medaglie, disegni, incisioni, libri d’arte che illustra la storia della scultura italiana e internazionale dalla fine del 1800 a oggi.

Sito web: musma.it
Biglietto: 7 euro;
Orari: dal martedì alla domenica
dal 1° ottobre al 31 marzo: 10.00 – 18.00
dal 1° aprile al 30 settembre: 10.00 – 20.00

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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