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Matera: il Parco della Murgia Materana

Matera: il Parco della Murgia Materana

Durante il mio viaggio a Matera volevo conoscere quanto più possibile della città e del territorio circostante, per capirne al meglio la storia.

Ho deciso, quindi, di visitare anche il Parco della Murgia Materana


Il suo nome esteso è parco archeologico storico naturale delle Chiese rupestri del Materano ed è un’area naturale protetta della Basilicata istituita nel 1990. Ad oggi esso rappresenta uno dei paesaggi rupestri più belli d’Italia.
I primi insediamenti nella zona risalgono al periodo del Paleolitico e del Neolitico e troviamo resti degli insediamenti arrivati fino a noi, esempi di grandissimo valore, come “grotta dei pipistrelli” ed alcuni villaggi fortificati localizzati nelle contrade della Murgecchia, Murgia Timone e Tirlecchia.


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Per visitare il parco si può scegliere di seguire uno dei diversi percorsi disponibili: il più breve lo si percorre in circa 2 ore e 15 minuti, quello più lungo prende circa 4 ore e mezzo. Il punto di partenza migliore, per la zona di Murgia Timone (area panoramica di fronte ai Sassi di Matera), è il centro visite di Jazzo Gattini.
NB: ad agosto 2019 le chiese rupestri nell’area del parco erano in restauro, quindi non è stato possibile visitarle. Fate quindi attenzione e controllate prima di partire se sono state riaperte al pubblico.
Io la mia visita l’ho fatta accompagnata da Renato, di materavventura.it. Il suo contatto me lo ha dato un amico e si è rivelato essere uno dei contatti migliori che mi potessero dare! Mi è venuto a prendere in hotel, la visita è dirata circa 2 ore e mezza (ho pagato 65 euro per un tour privato) e mi ha raccontato della sua terra come solo chi vive veramente un posto riesce a fare. Scoprire questi posti ascoltando una persona che li vive e ha dedicato loro la sua vita ha un che di speciale: Matera ha una storia molto particolare, sia per il suo passato sia per come questo si è evoluto nel corso dei secoli (e del ‘900 in particolare).

Le chiese rupestri

Nel Parco della Murgia si trovano 150 chiese rupestri, che si distinguono per architettura ed iconografia, e tra le quali vengono ricordate quelle di San Leonardo, San Giacomo, Cappuccino vecchio e Santa Cesarea.
Risalgono prevalentemente al periodo dell’alto medioevo, durante il quale si sono incrociate la cultura greco bizantina e quella latina. Nate come luoghi di culto, c’è da dire che nel corso del tempo queste chiese sono state anche utilizzate con altri scopi (ad esempio abitazioni o  ricoveri per gli animali). Oggi rappresentano una testimonianza molto importante della presenza umana, in particolare di monaci benedettini, longobardi e bizantini.

Grotte, case e ricoveri per animali

Durante la mia passeggiata nel parco, Renato mi ha mostrato dei luoghi molto importanti in relazione alla
presenza (e sopravvivenza) umana. Nel parco sono visibili diversi ambienti, scavati nella roccia, che anticamente erano usati con vari scopi. Parliamo di grotte, case e ricoveri per animali. Devo ammettere che se non me li avesse fatti notare Renato, molto probabilmente da sola non sarei stata assolutamente capace di notarli!
Se decidete di visitare da soli il parco, cosa che risulta comunque possibile fare senza alcun tipo di problema, fate quindi attenzione per riuscire a vedere questi anfratti scavati nella roccia.

Flora e fauna del parco della Murgia Materana

Il parco della Murgia Materana è caratterizzato da una natura molto particolare. La flora del parco comprende 1.200 specie differenti (un sesto della flora nazionale e un terzo di quella regionale), tra le quali non vi sono però alberi! Mi spiegava Renato che questo è dovuto al tipo di terreno, che risulta essere non adatto per la crescita degli alberi.
In questo magnifico luogo, attraversato dal Fiume Bradano e dai torrenti Gravina e Jesce, vi sono circa un centinaio di specie rare e rarissime.  Anche dal punto di vista faunistico, il parco non è da meno:  vi si trovano volpi, lepri, istrici, cinghiali  e importanti specie di uccelli rapaci come il nibbio reale, il lanario, il capovaccaio e il falco grillaio (simbolo del Parco).

Abbigliamento

Io non mi ero portata abbigliamento tecnico per fare trekking, ma le mie solite scarpe da ginnastica e un paio di pantaloni lunghi leggeri (tipo quello da escursioni in montagna. La mia guida, che conosce il parco come le sue tasche, è venuto in jeans e scarpe da ginnastica. Questo per dire che non vi servono chissà quali grandi attrezzature, chissà quale particolare tipo di abbigliamento tecnico. Certo, le infradito sono ovviamente bandite e personalmente ho trovato comodo avere i pantaloni lunghi (quando uscivo dai sentieri battuti mi hanno “difesa” contro i rovi), ma non preoccupatevi di dover correre a comprare attrezzature particolari!

Da sapere

Numerose testimonianze del periodo preistorico si possono vedere visitando il  Museo Nazionale “Domenico Ridola” a Matera, mentre testimonianze del periodo greco (VIII-VII secolo a.C.) e romano (dal III a C.) si trovano nella zona di Montescaglioso.
All’interno del parco si trova anche un ponte tibetano (lo si può vedere dalla piazza di San Pietro Caveoso): lo si raggiunge dal parco e per visitarlo sembra si debba prenotare la visita.
Sito di riferimento: parcomurgia.it;

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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