La città di Arles ci porta indietro fino ai tempi degli antichi romani e dell’antica Gallia d’epoca romana. In città ci sono numerose cose da scoprire: vediamo allora insieme cosa vedere ad Arles in una giornata di viaggio.
L’Anfiteatro Romano di Arles
L’anfiteatro romano di Arles, in Francia, è stato costruito nel 90 d.C.; questo anfiteatro era uno dei dei più grandi della Gallia (poteva ospitare oltre 20.000 spettatori). La struttura è formata da due ordini di 60 arcate, separate da colonne doriche al primo livello e corinzie al secondo;
la pianta dell’anfiteatro misura 136×109 metri. Gli spettatori potevano assistere agli scontri tra gladiatori. Questo accade fino al 404, quando sotto l’influenza del Cristianesimo i combattimenti furono vietati. Nel Medioevo l’anfiteatro cadde in disuso e al suo interno vennero costruite circa duecento abitazioni; lungo il perimetro vennero costruite quattro torri, che resero l’arena simile a una cittadella fortificata. Nel 1825, grazie allo scrittore Prosper Mérimée, si iniziò a svuotare l’anfiteatro dalle case con l’intenzione di farlo diventare un monumento storico nazionale. Nel 1830 l’arena era totalmente libera e il primo spettacolo fu una corsa di tori.
L’anfiteatro è patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1981, dichiarato tale insieme ad altri edifici romani e romanici di Arles. Oggi ospita degli spettacoli teatrali, dei concerti e delle corride.
Il Teatro Antico di Arles
Il teatro romano di Arles venne costruito alla fine del I secolo a.C., sotto l’imperatore Augusto, poco dopo la fondazione della colonia romana.
La costruzione, iniziata intorno al 40 a.C, venete completata intorno al 12 a.C.. divenne uno dei primi teatri in pietra del mondo romano. Il teatro si trova lungo il decumano della antica città romana ed è classificato come monumento storico dal 1840.
Conservato con meno cura rispetto all’Anfiteatro, il Teatro Romano è la seconda delle quattro meraviglie di Arles chesono state inserite nel Patrimonio UNESCO.
La struttura poteva ospitare fino a 10.000 spettatori e dell’antica struttura restano, oggi, le gradinate, due colonne della scena e i mosaici sul pavimento dell’orchestra. Ne rimane così poco perché, durante il Medioevo, venne usato com. ecava per il materiale. Oggi è tornato cadavere una funzione culturale: il teatro ospita oggi la programmazione teatrale e musicale estiva di Arles.
Il Foro e i Criptoportici di Arles
Place du Forum era il Foro della città di epoca romana (da qui, infatti, prende il nome).
Per un certo periodo ha avuto il nome Place des Hommes: qui, al mattino, i braccianti aspettavano i proprietari terrieri che venivano a prelevarli per lavorare alla giornata. Oggi è luogo di passaggio, dove troviamo diversi caffè, bar, ristoranti; la piazza è anche popolata di locali e turisti. Del vecchio foro romano restano solo due colonne inglobate nel palazzo a sinistra dell’Hotel Nord-Pinus.
Sotto la piazza si trovano due serie di gallerie, i criptoportici costruiti dai romani, di cui non si è mai capita la funzione esatta. Vi è solo la certezza che servissero a sostenere la pavimentazione della piazza sovrastante; probabilmente avevano anche il ruolo di granai o cellai. Si accede ai criptoportici dalla cappella dei Gesuiti o dal Municipio in Piazza della Repubblica, accanto alla Chiesa di St-Trophime.
Museo di Arles Antica
Per approfondire la storia di Arles durante l’impero Romano è possibile visitare il Museo di Arles antica, una tappa da non perdere per tutti gli appassionati di arte e archeologia. Il museo vanta una collezione di 30.000 pezzi originali, di cui 18.000 sono esposti al pubblico a rotazione. Qui si trovano esposti sarcofagi, statue, oggetti di vita quotidiana di epoca romana e magnifici mosaici perfettamente conservati. –
Le terme di Costantino
Chiamate anche “terme del Nord”, sono delle terme romane costruite nel IV secolo sulle rive del Rodano.
Vennero costruite quando l’imperatore Costantino risiedeva ad Arelate. Nel Medioevo erano conosciute col nome di “Palais de la Trouille”: vennero a torto considerate le rovine di un palazzo che avrebbe fatto erigere l’imperatore Costantino. I resti delle terme sono classificati monumento storico nella lista del 1840, mentre le mura romane e le cantine annesse lo sono diventate nel 1922. Tra il 1980 e il 1995 sono state ristrutturate, dopo che la città di Arles acquisì il monumento. Insieme alle Terme di Chassenon nella Charente e alle Terme di Cluny a Parigi, queste sono tra le terme meglio conservante in tutta la Francia. Nel XIX secolo sono stati in parte ripuliti i bagni termali.
I resti oggi visitabili corrispondono al calidarium, con pavimenti riscaldanti sospesi (ipocausto) con tre piscine (solia). Due sono rettangolari mentre la terza, con abside semicircolare con tre finestre, è coperta da una semi-cupola. Le altre parti di queste terme, situate più a sud, non sono state ancora portate alla luce.
Cos’altro vedere ad Arles
Ad Arles c’è anche molto altro da vedere, oltre a quanto già menzionato finora. Vediamo, quindi, cos’altro potete inserire nella vostra visita a questa piccola città non lontano da Marsiglia.
Les Alyscamps ad Arles
C’è stato un tempo in cui chiunque arrivasse ad Arles era prima condotto a Les Alycamps, i “Campi Elisi” dove sono sepolti i fondatori della Arles Gallo-Romana e gli abitanti che fino al medioevo hanno vissuto Arles e dintorni. Per molti secoli, gli Alyscamps sono stati considerati miracolosi, per questo nobili e ricchi di tutta la Francia si facevano seppellire qui. Fu Dante il primo a citarlo, nella Divina Commedia, collocando qui i dannati del Sesto Cerchio, i fondatori di sette eretiche che levavano le loro urla strazianti dai sarcofagi scoperchiati.
Abbazia di Montmajour
Fondata nel X secolo, l’abbazia di Montmajour si trova a pochi chilometri dal centro di Arles. Accanto c’è il bellissimo Chiostro su cui domina la Torre dell’Abate, da cui si gode un bel panorama sulla campagna e sulla Camargue. .
La Chiesa e il Chiostro di St-Trophime
Il magnifico portale scolpito della Chiesa di St-Trophime non è che un anticipo di quello che riserva questa chiesa dedicata al primo vescovo di Arles. Ispirato ad un modello di arco di trionfo diffuso in Provenza nel XII secolo, il portale è la più alta espressione dell’arte romanica provenzale.
Dell’interno, a tre navate, colpisce il contrasto tra romanico e gotico. Stupendo il sarcofago d’altare con la rappresentazione del passaggio del Mar Rosso e quello che ritrae l’Annunciazione nel transetto sinistro. A destra del portale si accede al Chiostro, anch’esso inserito dall’UNESCO nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Anche in questo caso, romanico e gotico convivono in serenità, formando l’insieme architettonico più bello della Provenza.
Link utili
Come guida per il mio viaggio ho utilizzato la guida cartacea della Francia meridionale edita da Lonely Planet. Se. state organizzando un viaggio alla scoperta della Provenza avete a disposizione numerose Guide della Provenza.

