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Borghi del Lazio: Anagni

Borghi del Lazio: Anagni

Anagni è uno di quei borghi del Lazio che, per anni, è rimasto nella lista dei luoghi da vedere senza che io riuscissi ad organizzare la mia visita.  Nota come la città dei Papi, Anagni è la città di origine di ben quattro pontefici ed è stata a lungo residenza papale. Nel centro storico cittadino vi sono diversi edifici legai a questo, in particolare Palazzo di Bonifacio VIII, sede di fatti memorabili del Medioevo europeo.

Anagni è conosciuta come “la città dei Papi”

Questo perché ha dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) e perhé per lungo tempo la città è stata residenza e sede papale. In particolare Anagni si lega alle vicende di papa Bonifacio VIII e all’episodio noto come lo “schiaffo di Anagni” (talvolta citato anche come l’a’ tumpulata di Anagni), episodio che ha avuuto luogo il 7 settembre 1303 ai danni di papa Bonifacio VIII. Si tratta in realtà non tanto di uno schiaffo materialmente dato, quanto piuttosto di un oltraggio morale.

Un po’ di storia

L’antica Anagnia, capitale degli Ernici, si trova su una collina collocata tra i monti Ernici e la Valle del Sacco. Leggenda vuole che Anagni sia una delle “città saturnie”, le cinque città laziali fondate dal dio Saturno (Anagni, Alatri, Arpino, Atina e Ferentino, quest’ultima detta anche Antino).
Nel 1160, durante le lotte tra papa Alessandro III e Federico Barbarossa, ad Anagni venne pronunciata la scomunica contro l’imperatore e contro l’antipapa Vittore IV.
Nel XIII secolo Anagni cadde sotto la signoria dei Caetani e in questo periodo visse una fase di straordinario splendore.
La città fu teatro delle lotte tra i Colonna, il re di Francia Filippo il Bello e papa Bonifacio VIII, fatto qui prigioniero (dello “schiaffo di Anagni” ne abbiamo parlato poco sopra). Una volta che i papi tornarono a Roma, Anagni subì un declino.  Arrivano ai tempi odierni, anni sessanta del XX secolo si verificò un boom economico; con il passaggio dell’autostrada si ebbe l’apertura di numerose industrie è la città si trasformò in un importante centro commerciale ed industriale.



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Cosa vedere ad Anagni

Il paese offre una buona fetta di storia da conoscere, oltre a diversi edifici, chiese e musei da scoprire. Vediamo quindi insieme cosa fare e vedere durante una gita alla scoperta di Anagni.

Il Palazzo dei Papi o Palazzo Bonifacio VIII

La storia “Schiaffo” si collega proprio al Palazzo di Bonifacio VIII, costruito in forme gotiche nei primi
decenni del XIII secolo. L’edificio è legato alla figura di papa Bonifacio VIII perché acquistato da suo nipote Pietro II Caetani. In origine era di proprietà di Gregorio IX, altro papa originario di Anagni, e successivamente passato ai suoi eredi. Proprio qui, in quella chiamata “Sala delle Scacchiere”, avvenne quello che storicamente viene meglio definito l’”Oltraggio” (o lo “schiaffo di Anagni”).  L’allestimento delle sale permette di ammirare gli affreschi duecenteschi: tra questi spicca quello che dà il nome alla “Sala dei Colombi”.
Ma cos’è questo “schiaffo di Anagni”? Saltando un po’ di premesse, Filippo il Bello doveva evitare la scomunica e decise di inviare in Italia Guglielmo de Nogaret. Quest’ultimo, grazie all’appoggio della famiglia romana dei Colonna (nemica acerrima dei Caetani, cui apparteneva Bonifacio VIII), arrivò ad Anagni con un esercito di un migliaio di uomini capeggiato da Giacomo Colonna, detto Sciarra. Secondo la tradizione, papa Bonifacio VIII si sarebbe rifugiato al secondo piano del palazzo della famiglia Caetani, nella Sala degli Scacchi (in seguito chiamata Sala della Schiaffo), assistito solo dal cardinale Nicolò Boccasini. Il primo a irrompere nella sala sarebbe stato proprio Sciarra Colonna, che avrebbe dato il famoso schiaffo a papa Bonifacio VIII. Oggi il palazzo ospita il museo omonimo, visibile in un’ora circa. Il museo è aperto tutti i giorni, dalle 9:30 alle 19:00 d’estate e fino alle 18:00 d’inverno (dal lunedì al venerdì chiude per la pausa pranzo, dalle 13:00 alle 15:00, mentre sabato e domenica fa orario continuato). Il biglietto intero costa 6 euro a persona e c’è la possibilità di effettuare delle visite guidate. Per tutti i dettagli vi rimando al sito ufficiale del museo. A mio avviso è utile e ben fatta, anche se a volte un po’ prolissa, l’audioguida che viene fornita per la visita.


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La Cattedrale di Santa Maria e Piazza Innocenzo III

La Cattedrale di Santa Maria,  situata peraltro nella suggestiva Piazza Innocenzo III, risale ai secoli XII e XIII ed è definita il “vanto artistico” di Anagni.
Questa piazza è considerata una  delle piazze più belle del Lazio, e qui si trovano, infatti, altri edifici di epoca basso-medievale. Le absidi del Duomo dominano con la loro imponenza l’ampia piazza, e rappresentano un capolavoro dell’architettura  romanico-gotica. L’esterno della Chiesa è caratterizzato dalla “Loggia di Bonifacio Benedicente”, aggiunta nel Trecento. Il campanile, ornato di bifore e trifore, costituisce un simbolo della città: si trova staccato e in posizione a pochi metri dalla facciata della cattadrale in stile romanico-campano (con influssi lombardi), tipico del Lazio meridionale. L’interno della chiesa, anche se più volte ritoccato e ristrutturato, ricorda l’antica veste della cattedrale con le sue volte gotiche, le colonne (che separano le tre navate longitudinali), il ciborio in stile romanico, e la cripta.
L’ingresso alla cattedrale non è sulla “prima piazza” dove si arriva e se ne trova l’edificio, bensì “sul retro”. Si devono salire delle scale, seguendo le indicazioni dedicate, e si arriverà su una piccola piazza dove troviamo la facciata e l’ingresso.
Accanto all’ingresso della cattedrale si trova l’ingresso al museo della cattedrale  di Anagni. Si visitano diversi ambienti, su due piani, e la cripta; quest’ultima ha un’illuminazione a tempo, per salvaguardare e conservare gli affreschi, quindi si deve tenere in considerazione la possibilità di dover aspettare pere poterla vedere illuminata.

Il Museo è aperto tutti i giorni:
Da novembre a marzo dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00; da aprile a ottobre dalle alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Sul sito è segnalata la necessità di prenotare in anticipo per poter visitare il museo. Vi rimando al sito ufficiale del museo per tutti i dettagli della visita.

Il palazzo del comune

Sempre di epoca medievale, il palazzo del comune ha anch’esso molta importanza. Costruito nel 1159-60 su progetto di Jacopo da Iseo (ma più tardi ristrutturato con linee che richiamano lo stile gotico, l’edificio presenta una serie di arcate che sorreggono quella che viene chiamata la “Sala della Ragione”: questo porticato permetteva anche di arrivare alla Piazza Comunale, dove si teneva il mercato cittadino.
Degna di nota anche la e “Loggetta del Banditore”, aggiunta nel XV secolo, e la presenza di alcuni stemmi nobiliari e comunali anagnini.

La Casa Barnekow

Merita infine particolare attenzione la Casa Barnekow, edificio considerato a lungo duecentesco, ma molto probabilmente rinascimentale.
La casa, che rappresenta un importante esempio dell’architettura civile anagnina, ed è caratterizzata da una scala esterna e da archi a tutto sesto, appartenuta a lungo alla famiglia Gigli (e nella quale, secondo una leggenda, soggiornò addirittura Dante Alighieri), prende il nome da quello del nobile pittore svedese e ufficiale degli Ussari Alberto Barkenow, il quale l’acquistò e vi dimorò nella seconda metà dell’Ottocento, facendone la culla dorata di una completa solitudine. Questa è situata in Via Vittorio Emanuele, ovvero, l’asse principale che taglia tutto il centro storico all’altezza della Chiesa di Sant’Andrea.



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Altro da scoprire ad Anagni

Nonostante le profonde ferite della storia, Anagni è sicuramente una meta che permette di scoprire e conoscere molti monumenti di epoca medievale, oltre che di assistere ad eventi e spettacoli degni di nota. Il centro storico, caratterizzato principalmente da scorci e architetture del ‘200 e del ‘700, è sicuramente pieno di scorci e palazzi storici da conoscere. Oltre a quelli di cui abbiamo parlato fino ad ora, troviamo anche Palazzo Trajetto, la “Casa pendente” (casa-torre nei pressi del Comune), la Chiesa di Sant’Andrea (conserva l’importante “Trittico del Santo Salvatore” – del XIII secolo), le chiese di Santa Balbina e Sant’Agostino (duecentesche ma successivamente rimaneggiate), e la Chiesa di San Pietro in Vineis (poco fuori dell’abitato e ricca di affreschi d’ispirazione francescana).

Link utili

Cominciamo dai libri e le guide. Esistono diversi libri sui borghi del Lazio, utili guida su quali borghi visitare e scoprire attraverso la loro storia e i luoghi d’interesse da non perdere. Per chi cerca un volume più completo su tutto il Lazio, anche in questo caso vi è ampia scelta di guide sul Lazio. Mi prendo anche uno spazio per una segnalazione tecnologica; ho avuto modo, ultimamente, di provare un mini power-bank preso in prestito dal mio compagno in una momento di necessità di ricarica (della GoPro): è stata una piccola grande scoperta! Leggero e facile da trasportare, veloce nella ricarica.Vi segnalo il mini power bank che ho provato, ma in giro ve ne sono diversi (che differiscono per alcune caratteristiche tecniche e il prezzo). Comunque si trovano davvero numerosi mini power-bank: vi è quasi l’imbarazzo della scelta in termini di potenza, prezzo, e altre caratteristiche come la grandezza e/o il “peso”.

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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