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Museo piana delle orme – musei del Lazio

Museo piana delle orme – musei del Lazio

Il Museo di Piana delle Orme è un parco-museo in provincia di Latina, dove sono conservati ed esposti circa 50.000 reperti. I reperti sono organizzati in padiglioni tematici. Tutto è contestualizzato col territorio, in quanto i reperti sono organizzati temporalmente, dalla bonifica dell’Agro Pontino allo Sbarco di Anzio durante la Seconda guerra mondiale. Ho scoperta il museo grazie a una pubblicità, ho poi sfruttato il ponte dl 25 aprile per visitarlo. Per la visita completa ci ho messo circa 4 ore e ne sono uscita affascinata. Andiamo con ordine, però, prima di trarre le conclusioni su cosa penso del museo.

Museo Piana delle Orme: storia e caratteristiche

Come riporta anche il sito del museo stesso, Piana delle Orme è un parco tematico realizzato all’interno
dell’omonima azienda agrituristica. Il parco ospita una delle collezioni più grandi e varie al mondo. Il complesso è dedicato al ‘900, coprendo circa 50 anni di storia d’Italia. Parliamo di un’esposizione che si estende per circa 30.000 metri quadrati. Il museo nasce nel 1997 dalla collezione di Mariano De Pasquale (1938-2006) imprenditore, fondatore e proprietario di un’azienda di floricultura. Attraverso questa esposizione possiamo scoprire la vita delle campagne e comprendere come è cambiato in particolare l’Agro Pontino. Senza dimenticare il periodo bellico e i mezzi comparsi per la prima volta in quel periodo.

Museo Piana delle Orme: organizzazione dell’area

I reperti sono organizzati in 16 padiglioni da 1.500 metri quadri ognuno e  disposti su due file. Quanto esposto racconta il passato dell’agro pontino, dalla bonifica al periodo di guerra,
 “coprendo” diverse aree: troviamo esposti giocattoli, strumenti di lavoro, oggetti di vita quotidiana, trattori e idrovore utilizzate per la bonifica e dopo la bonifica, tram, auto, moto, armi e mezzi militari (es. aerei, carri armati, elicotteri, jeep, etc) e altro ancora. Ogni padiglione affronta un singolo tema, proponendo ricostruzioni didattiche ricche di animazioni ed effetti sonori. Troviamo allestimenti scenografici senza barriere tra quanto esposto e i visitatori.
Passata la biglietteria vediamo già le due file di padiglioni: quella di sinistra dedicata all’agricoltura e alla vita quotidiana in tempo di pace e quella di destra dedicata a temi bellici relativi alla seconda guerra mondiale (Anzio fu teatro dello sbarco degli americani).

Museo Piana delle Orme: il percorso – periodo di pace

Partiamo dai padiglioni di sinistra, dedicati ai giochi, la bonifica dell’agro pontino e la vita nei campi della zona.
Giocattolo d’Epoca
Qui troviamo auto giocattolo, aerei, navi, giocattoli tecnologici e didattici, mezzi da lavoro, automi, bambole e relativi arredi, robot e astronavi, mezzi militari e soldatini, da fine ‘800 a fine ‘900.

Bonifica delle Paludi Pontine

L’itinerario racconta la zona delle Paludi Pontine: l’ambiente, gli abitanti e le attività svolte nell’area.
Mezzi Agricoli d’Epoca
Qui troviamo più di trecento esemplari, dalle  prime locomobili a vapore ai trattori con motori a petrolio. Sono esposte decine di trattrici e attrezzi che raccontano e rappresentano quelle che sono state le tappe più importanti della meccanizzazione agraria. Qui troviamo anche eerpici, seminatrici, imballatrici, trinciaforaggi e trebbiatrici.
Vita nei Campi
Questo padiglione ripercorre il percorso che ci ha portati a quello che definiamo il benessere alimentare, economico e sociale che viviamo oggi. Sono qui raccontate, quindi le tradizioni e la cultura contadina in parte oggi andate perse: il padiglione racconta, ad esempio, come in passato si facevano pane, vino, olio e altro ancora; inoltre, viene mostrato il funzionamento di una carbonaia e la modalità di trebbiatura del grano. Sono poi ricostruiti il salone di un barbiere e l’officina di un fabbro carraio. Infine viene descritto il periodo dell’emigrazione dal sud verso le industrie del Nord Italia.

Museo Piana delle Orme: periodo di guerra

In questa parte l’esposizione è dedicata appunto al periodo della guerra.
Deportazione e internamento
Qui troviamo ricostruita una stazione ferroviaria con vagoni e locomotive d’epoca: questa racconta la deportazione degli ebrei italiani verso i campi di sterminio nazisti.
Mezzi Bellici d’Epoca
Esposizione delle più diverse attrezzature militari utilizzate durante la Guerra di liberazione nazionale ad opera delle forze alleate, oltre a quelle dell’Asse nazi-fascista. Sono esposti decine di mezzi di trasporto, pezzi di artiglieria, mezzi anfibi, strutture mobili del genio militare, della Croce Rossa e altro ancora.
Da el Alamein a Messina e Salerno
Qui viene raccontata l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania nazista. In una stanza si sente la voce di Mussolini, mentre parla dal balcone di Piazza Venezia, che informa via radio gli italiani dell’entrata in guerra: subito dopo si sente un colpo di cannone, che fa tremare il pavimento, e serve per far capire ai visitatori quale era il clima dell’epoca. Il percorso, poi, racconta la mobilitazione dell’esercito e la partenza per il fronte.
Sbarco di Anzio
Questo padiglione racconta le operazioni di sbarco, la sanguinosa battaglia dei Rangers, gli sfollamenti e l’interno di un rifugio. Un breve filmato ne ripercorre la storia. Una sezione è dedicata al Curtiss P40L.
Battaglia di Cassino
Questo tratto del percorso rievoca i cruenti eventi legati al fronte di Cassino.
Uso Civile dei Residuati Bellici
Laboratorio di Storia delle Telecomunicazioni.

Museo Piana delle Orme: Polo Aereo-Navale

Si tratta di un’area all’aperto, che si trova dall’altro lato dell’area rispetto alla biglietteria.
Vi si arriva quando si finisce di visitare la prima parte di padiglioni e prima di scoprire quelli sul lato destro e “tornare indietro” verso l’uscita. Qui sono esposti mezzi aerei e navali storici appartenenti all’Aeronautica Militare e alla Guardia di Finanza. Tra questi troviamo anche il pattugliatore marittimo Antisom Lockheed PV-2 “Harpoon”, unico velivolo di tale tipo in Europa, e la vedetta veloce V.4001 “Drago”.

La visita al museo

Per la mia visita ho seguito il consiglio dato dalla signora della biglietteria: fatto il biglietto, ho visitato prima i padiglioni dedicati al periodo di pace arrivando fino alla zona aero-navale all’aperto;
poi, tornando indietro verso la biglietteria e l’uscita ho visitato i padiglioni dedicati al periodo di guerra. Tolto il tempo dedicato al pranzo, circa mezz’ora nel locale vicino alla biglietteria (eravamo gli unici a sederci in quel momento), ho impiegato circa 4 ore per visitare tutto: un bel po’ di tempo, che mi ha portata a concludere il giro poco prima che iniziassero a chiudere i primi padiglioni. Alla fine della visita, lo ammetto, il mio pensiero è stato: i 13 euro del biglietto sono stati decisamente ben spesi! L’esposizione è, a mio avviso, ben fatta e considerando anche la durata della visita penso che questo sia un museo con un buon (se non ottimo) rapporto qualità-prezzo. Ho trovato molto interessante tutto il museo/parco, l’esposizione molto bn pensata nel percorso e nella struttura in generale.

Informazioni utili

Indirizzo: Strada Migliara 43 1/2, 29, 04100 Latina;
Sito Ufficiale: pianadelleorme.it
Biglietto d’ingresso:
13 euro il biglietto intero;
Servizi: si può mangiare nel ber/ristorante all’ingresso. Lungo il percorso vi sono alcuni bagni (non li ho usati, non posso dare un giudizio su come sonno tenuti); ho visto anche delle macchinette automatiche per l’acquisto di bibite e merendine;
Parcheggio: è presente in loco un ampio parcheggio gratuito. Arrivando alle 12:30 circa non ho avuto problemi a trovare parcheggio;

Link utili

Su Amazon sono disponibili numerosi testi sui Musei del Lazio e i libri dedicati ai borghi più belli d’Italia. Per chi, come me, ha bisogno di un power band piccolo e compatto, io ho acquistato il Kuulaa Power Bank (4500mAh) e lo consiglio ad occhi chiusi: piccolo, leggero, carica velocemente.

2 Commenti

Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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2 Comments

  1. A Latina e provincia io andavo solo per lavoro la prossima volta che sono a Roma mi allungo per visitarla

    1. Assolutamente: la zona ha tantissimo da offrire!

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