«Mi capiterà prima o poi di incontrare una principessa vagabonda?» si chiede Juan, viaggiatore avventuroso, nel suo primo libro.
Laura, dopo aver letto il libro di Juan decide di scrivergli e sei danno appuntamento nel Nord dell’Argentina: da lì iniziano un viaggio nel nord dell’Argentina, per attraversare il Sud America.
Finiranno per percorrere insieme 36.000 chilometri in autostop, alla scoperta dell’America latina, percorrendo le vie secondarie, quelle conosciute solo da chi in America Latina ci vive. Quello di Juan e Laura diventa un viaggio alla scoperta della “vera anima” del Sudamerica, di usi e costumi dei locali e le loro storie. Attraverseranno tante realtà diverse, ascolteranno le storie di chi li ha aiutati a proseguire il loro viaggio, di chi ha deciso di condividere con loro un pezzo di strada. Un percorso alla ricerca del mondo nascosto, quello meno conosciuto e più difficile (forse) da far venire a galla.
Il libro tira fuori e racconta emozioni, storie poco conosciute perché solitamente si viaggia lungo quelli che sono i percorsi più facili e conosciuti, i percorsi battuti. Per i due protagonisti vivere viaggiando diventa la chiave della (loro) felicità. Un racconto che incuriosisce molto, soprattutto per chi vorrebbe fare lo stesso (prima o poi) e ancora non aver avuto/vissuto la scintilla che spinge a lasciare la comfort zone e vivere viaggiando.
Spostarsi lungo quelle che definiamo “vie invisibili” significa percorrere tutte quelle strade meno conosciute e i percorsi che non troviamo segnati sulle mappe. Andare all’avventura, a scoprire quelli che sono sicuramente i percorsi più genuini e che meglio raccontano i luoghi che si visitano.

