Roma ha tanto da racontare, conservando la storia del suo passato nel sottosuolo della città odierna. I resti si trovano un po’ in tutta la città, anche se più andiamo verso il centro più (possiamo dire così) la densità aumenta. san Nicola in carcere, lungo via del teatro di Marcello, è uno di quei luoghi che ne custodisce una parte.
San Nicola in carcere: i resti di templi romani nei sotterranei
Questa chiesa è uno dei pochi edifici che non vennero abbattuti per costruire via del Teatro di marcello, e conserva nei suoi sotterranei i resti di tre templi di epoca romana. I resti sono visitabili liberamente durante gli orari di apertura dei sotterranei, pagando un biglietto d’ingresso, ma io ho scelto di farlo con una visita guidata.
San Nicola in carcere: panoramica storica
Iniziamo osservando il quartiere: quello che vediamo oggi, è un quartiere fortemene diverso dall’800! All’epoca ci saremmo trovati a passeggiare in strade più piccole e in una zona più densamente popolata. All’eepoca la zona si trovava all’interno dei “confini” del Rione Ripa.
Via teatro di Marcello venne costruita durante il fascismo: fa parte di quella rete di sventramenti voluti da Mussolini, per costruire un determinato tipo di strade (questa, via dei fori imperiali, via della conciliazione, tutte molto larghe e ampie). Questa era la “via del mare”, pensata per collegare Piazza Venezia con Ostia. Per portare a compimento questo piano, vennero distrutti tutti gli edifici che non erano dei momumenti (quindi, praticamente, case private). Proprio vicino alla Chesa di San Nicola in Carcere, poi, si trovava la piccola piazza montanara: qui si teneva un mercato, dove venivano comprati e venduti animali. Oggi, purtroppo, la piazza è andata persa.
Sulla destra della chiesa, anticamente, passavano le mura Serviane. Si trattava delle prime mura di Roma del VI secolo a.C., costruite per volere di Tarquinio Prisco, secondo la tradizione, e poi ampliate e dotate di un ampio fossato da Servio Tullio (successore di Tarquinio Prisco) dal quale presero il nome. I 3 templi vennero costruiti qui perché si trovavano lungo la via trionfale, lungo cui passavano le cerimonie dei trionfi che arrivavano poi al circo massimo.
San Nicola in carcere: introduzione alla scoperta dei resti
In epoca repubblicaana, qui, si trovavano diversi templi, alcuni dei quali venenro distrutti (o “spostati” nel senso di demoliti e ricostruiti in altri punti) per costruire il Teatro di Marcello. Ma non è andato tutto perso: degli scavi hanno riportato alla luce i resti di tre templi nei sotterranei della chiesa. Anche se questi non sono localizzati solo sotto: sulla parete sinistra della chiesa (sinistra guardando la facciata) possiamo vedere dellle colonne antiche inglobate nella parete della chiesa. Si tratta delle colonne del lato destro del tempio della Spes. Nella facciata della chiesa, poi, troviamo incastonata una colonna: faceva parte del pronao del tempio di Giunone Sospita. Il terzo tempio era il tempio di Giano: possiamo individuarne i (primi) resti sul lato destro della chiesa di oggi. Piccola nota storica: sapevate che nei templi pagani i “fedeli” non potevano entrare? All’interno del tempio avevano accesso solamente i sacerdoti.
Ma continuiamo il nostro racconto. Entrando all’interno della chiesa, si notano alcune iscrizioni che raccontano la storia della chiesa e ci riportano indietro fino all’XI e XII secolo. Dedicata a San Nicola, la chiesa viene costruita nello stesso periodo del duomo di Bari, grazie (anche) a Papa Urbano II e Papa Onorio II. Da dove viene il nome? Ci sono le reliquie del santo? In realtà fa prevalentemente riferimento al fatto che in quel periodo vennero ritrovate le reliquie del Santo. Sempre in questa chiesa vennero a rifugiarsi i monaci durante la persecuzione iconoclasta dell’VIII e IX secolo (gli iconoclasti avversavano il culto religioso e l’uso delle immagini sacre).
Da dove arriva, invece, l’aggiunta “in carcere” del nome? Dal fatto che, nella cripta, vi è un’iscrizione secondo la quale San Nicola sarebbe stato rinchiuso nel carcere Tulliano (il carcere mamertino). Ma il carcere mamertino si trovava al foro, quindi l’iscrizione è in realtà errata.
Papa Alessandro VI fa una ristrutturazione della chiesa, nel ‘500-‘600 viene ristrutturato l’abside; infine, un’altra ristrutturazione viene fatta anche da Pio IX. Concludiamo, prima di passare alla visita, dicendo che la Chiesa usa le fondamenta dei tre templi come sue: viene fatto senza distruggerli, perché in realtà i templi erano già ormai “andati persi”.
San Nicola in carcere: visita ai sotterranei
Per scendere ai sotterranei vi è una scala nei pressi dell’altare. Si passa dalla cripta, che venne affrescata da Onorio II.
Qui vennero ritrovate delle ossa di alcuni martiri, poi spostate sotto l’altare. Proseguendo la discesa, un’altra scala porta finalmente ai sotterranei: iniziamo la visita dalla parte Chee si trova praticamente sotto la navata sinistra della chiesa odierna.
La cella centrale del tempio di Giunone Sospita, nello specifico le sue fondamenta, è stata usata per far passare le fondamenta delle colonne della navata. Il livello di camminamento su strada, quello che era allora il piano di calpestio, era quasi come quello di oggi. Osservando questo tempio e il tempio della Spes possiamo notare come il secondo sia più corto del primo. Il percorso di visita è un po’ “obbligato” e porta fino ad una cappella tricora che, all’epoca diella costruzione dei templi, si trovava “dietro” il tempio della Spes ed era di epoca bizantina. Il percorso continua fin dentro la cella del tempio di giunone (II secolo). In realtà, però, arriviamo “dentro” quelle che erano le fondamenta del tempio; è interessante notare che, in realtà, in quel punto vi sono i restidi un tempio ancora precedente.
Il percorso di visita prosegue arrivando sotto la navata destra della chiesa odierna, dove troviamo quindi i resti del tempio di Giano. Le colonne del lato sinistro del tempio sono state inglobare nella parete destra della chiesa. Una cosa che sicuramente possiamo notare è come la cella del tempio sia la meglio conservata. Una piccola curiostà da osservare: le “celle” che si vedono da questo lato erano delle tabernae… Ovvero dei negozi!

