Barcellona è una città piena di storia, che affonda le. sue radici addirittura nell’Impero Romano: ebbene si, cercando bene si trovano ancora resti e “ricordi” di quando Barcellona era ancora Barcino e qui c’erano gli antichi Romani! Ma dove andare per cercare e trovare questa parte di storia? Nel Barrio Gotico, ovviamente!
Barrio Gotico: cenni storici
Quando parliamo del Barrio Gotico, quindi, ci riferiamo al quartiere più antico di Barcellona. Una delle prime cose che si notano, prima di addentrarsi nel quartiere è che questo è “diviso” dalla città nuova da Plaça de Catalunya, mentre la Rambla lo separa dal Raval, ovvero il quartiere più povero della città.
Prima di continuare, una piccola curiosità: lo sapevate che La Rambla, che oggi va da Plaça de Catalunya a Barcelloneta, fino al XV secolo la via era una “strada” di acqua e sabbia?! Il barrio gotico – Barri Gotic in catalano – è definito come il quartiere gotico di Barcellona per la presenza nel quartiere di numerosi monumenti gotici; anche se – come dicevamo – sono anche ben visibili le tracce dell’antica Barcino romana. Ricco di passato, il barrio gotico è l’unica zona della città completamente conservata esattamente come nel Medioevo, con edifici, piazze e viuzze che meritano una bella passeggiata a piedi, per apprezzarne appieno lo splendore.
Tra la basilica del Pi e la Cattedrale di Barcellona (tra poche righe parleremo di entrambe) troviamo, per la precisione in Placa nova, quello che è uno degli ingressi all’antica città romana di Barcino.
Barrio Gotico: tour alla scoperta del quartiere
Iniziamo il giro nel cuore del quartiere, più precisamente da Placa de la Vila de Madrid.
Qui si trova quella che viene chiamata la “via sepolcrale romana” (esattamente, una necropoli romana). La necropoli – gestita dal Museo di Storia di Barcellona – si trova ad un livello più basso rispetto all’attuale piano di calpestio, anche se è perfettamente visibile dalla strada. Tra il I e il III secolo il diritto romano vietava le sepolture all’interno delle città. Le famiglie benestanti realizzarono monumenti funebri sulle strade di accesso alle città: l’antica Barcino non era da meno, ovviamente, e le aree funerarie si trovavano all’esterno della città, lungo i vialetti che andavano verso fuori. La necropoli di Plaza de la Villa a Madrid è considerata un percorso sepolcrale secondario, lontano dalle mura e con sepolture di schiavi e liberti della classe media o inferiore. Interessante notare come questa sia la necropoli di Barcellona, tra quelle del periodo, trovata nel miglior stato di conservazione. Piccola nota per gli amanti della cioccolata: vicino la piazza si trova Carer de petruciol, che potremmo definire come “la via della cioccolata”.
Edifici religiosi
In Plaça del Pi troviamo la Basilica di Santa Maria del Pi, costruita in stile gotico-catalano nel cuore del Quartiere Gotico. La Basilica si affaccia all’incrocio tra la via Cardenal Casanas e la Plaza del Pi e venne dichiarata bene di interesse culturale nel 1931. Secondo la tradizione, il nome della basilica deriva dal ritrovamento in questo luogo dell’immagine Vergine dentro un tronco di pino: sempre per lo stesso motivo venne piantato un albero di pino proprio davanti la porta della chiesa. C’è da dire che, però, secondo altri questo pino fu piantato per simboleggiare la purezza della Vergine. La chiesa, ricordiamo, è conosciuta anche come Santa Maria de los Reyes (Santa Maria dei Re): questo per ricordare che l’altare raffigura l’Adorazione dei Re Magi.
Proseguendo la passeggiata incontriamo la Cattedrale di Barcellona, il cui nome ufficiale catalano è Catedral de la
Santa Creu i Santa Eulalia (“Cattedrale della Santa Croce e di Santa Eulalia”), che prende il nome dalla patrona di Barcellona (Eulalia, appunto). Il nome comunemente usato, La Seu, si riferisce allo stato della chiesa come sede (seu in catalano) della diocesi. Lunga 93 metri e larga 40, la cattedrale ha un ingresso molto decorato e che ricorda le cattedrali francesi. L’interno è composto da una ampia navata illuminata da vetrate ddl XV secolo, fiancheggiata da altre navate dove troviamo 28 cappelle. Nelle cripte troviamo le tombe del conte Ramón Berenguer I e di sua moglie, mentre nella cripta sottostante la Cappella Maggiore contiene il sarcofago di Santa Eulalia. L’edificio è famoso per il suo chiostro risalente al ‘300, dove troviamo un cortile centrale circondato da un portico gotico. La particolarità del chiostro sono le tredici oche che vivono qui: ognuna rappresenta un anno di vita della martire Santa Eulalia, una giovane ragazza torturata a morte nel IV secolo dai romani per la sua religione e oggi patrona della città.
Lungo un lato della Cattedrale si trova Carrer del bisbe, dove troviamo quello che viene definito “uno dei luoghi più fotografati” del Barrio Gotico: il Pont del Bisbe.
Questo “ponte” venne aggiunto negli anni ’20 del Novecento, quando venne riqualificato il centro storico cittadino. Il progetto era dell’architetto Joan Rubió i Bellver, discepolo di Antoni Gaudí, della Diputació de Barcelona (ovvero il consiglio provinciale della città): venne presentato nel 1927, per la riqualificazione della zona del Monte Taber, ed era stata prevista la demolizione degli edifici in stile gotico o l’aggiunta di elementi per unificare architettonicamente il Barrio. Il progetto, ampiamente criticato, non venne mai eseguito. All’architetto venne giusto concesso di creare questo falso ponte gotico. Viene utilizzato prevalentemente dalle personalità della politica per passare da un edificio all’altro.
Poco distante c’è Plaça de Sant Felip Neri, una piazza piccola e molto carina e caratteristica.
Sulla piazza affaccia la chiesa de Sant Felip Neri, dove veniva anche Gaudí, costruitatra il 1748 e il 1752 come tempio di preghiera per la Congregazione dell’Oratorio. È una chiesa con una pianta controriformista, progettata da Pere Bertran: presenta un’unica navata, cappelle laterali e una facciata che, oltre a un’immagine del santo, mostra ancora i segni della guerra civile spagnola. Il 30 gennaio 1938 l’aviazione italiana, che sostenne la parte nazionale durante la Guerra Civile, lanciò numerose bombe sulla popolazione civile di Barcellona, una delle quali colpì il luogo dove oggi si trova la piazza. L’architetto municipale Adolf Florensa i Ferrer, responsabile del progetto di ricostruzione dell’area, decise di ricreare una piazza.
Piazze da non perdere
Proprio al centro del Barrio Gotico si trova la piazza medievale meglio conservata, Plaça del Rei, che ospita numerosi imponenti edifici tra cui spicca il trecentesco Palau Reial. Al suo interno si trova il Saló del Tinell, dove si dice che Ferdinando e Isabella accolsero Cristoforo Colombo di ritorno dall’America. A pochi metri dalla Plaça del Rei si trova Plaça de Ramon Berenguer el Gran, dove è possibile vedere una delle più grandi sezioni di mura romane dell’intera Barcellona. Da non perdere è Plaça de Sant jaume, il cuore amministrativo della città di Barcellona e una delle più antiche e importanti piazze della capitale catalana. Proprio qui si affacciano il Palau de la Generalitat de Catalunya e la Casa de la Ciutat, sede del Comune di Barcellona. Inoltre, la piazza rappresenta il centro del potere anche perché un tempo era anche il centro della Barcellona romana (Barcino).
Plaça real, molto vivace e centrale, è una delle piazze più frequentate del centro cittadino. La città commissionò nel 1848 la costruzione di questa piazza all’architetto Francesc Daniel Milona. Al centro della piazza si trova una fontana e due lampioni con due bracci rossi: sono gli unici due lavori che Gaudì fece per la città di Barcellona (nello specifico, risalgono ai primi anni della sua carriera). Plaça Reial ha un aspetto tipicamente mediterraneo grazie ai “palazzi” e alle palme circostanti.

