Continuano le mie passeggiate alla scoperta di Roma e dei suoi quartieri. Da quelli più famosi a quelli meno conosciuti, passando per quei quartieri che negli utlimi anni stanno salendo alle luic della ribalta. Oggi andiamo a scoprire insieme il quartiere di Centocelle!
Il quartiere Prenestino-Centocelle è il diciannovesimo quartiere di Roma
Viene indicato con “Q. XIX” e prende il nome dalla via Prenestina e dalla zona di Centocelle. Nel corso degli ultimi anni il quartiere è stato soggetto a diverse riqualificazioni, compresa quella relativa ai mezzi di trasporto (la metro C di Roma fa tre fermate in zona: Centocelle, mirti e gardenie).
Centocelle: un po’ di storia
Il nome Centocelle arriva, forse, dal nome attribuito agli archi dell’acquedotto Alessandrino (che passa anche nel quartiere); ma non sei sa con certezza,
purtroppo, da dove arrivi (quindi se dall’acquedotto o altri motivi, le ipotesi sono diverse). Analizzando la forma del quartiere si nota come sia quella di un grande rettangolo: i “confini” sono via Casilina, Via Labicana, via Prenestina, Viale della botanica (oggi via Palmiro Togliatti) e viale della Primavera. Via Casilina, inoltre, era anche una via importante perché era l’asse viario che collega Roma e Anzio.
NB: la Via Casilina segue quello che era l’antico tracciato di via Labicana.
Il quartiere ha festeggiato i suoi 100 anni nel 2021 ed ha una storia molto importante, che si lega anche alla resistenza (un altro quartiere importante da questo punto di vista è quello di San Lorenzo). Alla resistenza “collabora” anche il parroco della parrocchia di San Felice da Cantalice, la parrocchia di zona.
Parco archeologico di Centocelle
Una passeggiata alla scoperta del quartiere non può che cominciare dal parco archeologico, inaugurato nel 2006. Si tratta di un’area verde di 120 ettari, all’incirca la stessa superficie di Villa Borghese:
il grande pianoro “nacque” anche grazie ad eruzioni (dei vulcani laziali). Sotto il piano di calpestio di oggi, il parco nasconde un sottosuolo pieno di tufo (per via dell’elevata componente vulcanica), per la forte componente vulcanica: per gli antichi romani era zona molto fertile. Il parco ha un enorme valore archeologico: gli scavi archeologici fatti in questa zona hanno permesso di individuare tra le 20 e le 26 ville del 4 secolo, quindi di epoca repubblicana. I senatori romani costruirono qui le loro ville perché, obbligati ad investire in un certo tipo di ville, questa zona era adatta e, soprattutto, era una zona vicino Roma.
Per tornare ai tempi moderni, questa è la zona dell’aeroporto di Centocelle (la cui costruzione comportò la demolizione di una buona parte della zona): oggi, però, ne rimane solo una pista. Sempre in questa zona vennero ritrovati anche 3/4000 ordigni bellici dei bombardamenti degli anni ’40. Interessante la presenza di quello che viene chiamato il “Canalone Mussolini“, galleria lunga circa 4 km che doveva servire come collegamento tra Centocelle e la zona di Termini (e che oggi sbuca sotto la Banca d’Italia). Voluto da Mussolini per la rete metropolitana romana, che non venne mai completata, serviva per una variante della linea ferroviaria Roma-Fiuggi – che passa ancora oggi su via Casilina e arriva a Giardinetti. Era una sorta di “tagliata naturale”, lungo 4 chilometri, che però oggi è stato prima un luogo per coltivare funghi e, successivamente, diventò serra per coltivare marijuana.
Concludiamo con due parole sul Trenino di Centocelle: costruito nel ‘900 (1916), portò lavoro ai ferrovieri. Si trattava di un trenino che inizialmente copriva la linea per Frosinone, oggi percorre la tratta “Laziali (stazione termini) – Giardinetti”. Indicata come “ferrovia Roma-Giardinetti” (detta anche Roma-Centocelle) è una ferrovia; la linea è lunga 9,2 km e corrisponde all’unico tratto ancora attivo della ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone. Accanto alla stazione originaria del trenino si trova il cippo del IV miglio della Casilina.
Passeggiata per Centocelle: storia moderna del quartiere
Iniziamo ora la passeggiata per il quartiere, partendo da Piazza delle Camelie, punto nevralgico per il contrasto al nazifascismo: oggi vi è, difatti, anche ua lapide dedicata ai martiri di Centocelle.
Una cosa molto importante da ricordarci è che in riferimento a Centocelle si parla di “borgo”, non di borgata (!!), e il quartiere venne costruito prima delle borgate fasciste (mentre un esempio di queste ultime è il Quarticciolo). Per capire la differenza va tenuto a mente che con “borgata fascista” :si intende una zona (progettata e) costruita durante il periodo fascista.
Una caratteristica che si nota immediatamente, appena si entra a Centocelle vecchia, sono gli edifici bassi (di massimo due piani): questo si era reso necessario per la presenza dell’aeroporto (la vista sulla pista doveva essere libera). Sappiamo anche che la conformazione del territorio del quartiere permetteva di nascondere armi e di mettere in piedi delle connessioni radio clandestine. Per concludere la storia di Centocelle e il periodo fascista, ci sono ancora due aspetti da segnalare: questo fu l’unico quartiere liberato, anche se solo per due mesi (i fascisti tornarono per i rastrellamenti e “ricomincia” l’occupazione); la seconda cosa da segnalare è la presenza delle pietre d’inciampo (per chi volesse sapere qualcosa di più del progetto, che comprende varie città in vari paesi europei, vi rimando alla pagina ufficiale di Turismo Roma), che stanno li per ricordare coloro che vennero deportati nei campi di concentramento e di sterminio e che non sono più tornati a casa.
Alla scoperta del quartiere
Centocelle si è “trasformata” nel tempo, diventando quasi un piccolo “paese”, con il suo centro ed i suoi luoghi di ritrovo.
Uno dei luoghi principali di Centocelle è la Chiesa di San Felice da Cantalice: costruita nel 1934, la Chiesa è dedicata al santo di Rieti; le decorazioni interne sono state realizzate dai Frati Cappuccini del conventi di Via Veneto. La Chiesa ha fatto anche da sfondo ad una scena del film “Accattone” di Pasolini. Dando le spalle alla chiesa, ci troviamo di fronte via dei castani, che oggi è la via centrale – il “cuore” – di Centocelle e dello shopping in zona: quasi una sorta di “via del corso” del quartiere. E la cosa bella è che l’evoluzione del quartiere è avvenuta intorno alla storia antica che passa per la zona!
Lungo via dei Pioppi, arrivando poi fino a via Palmiro Togliatti, ci si trova a fiancheggiare parte dell’Acquedotto Alessandrino (ancora oggi in ottime condizioni e restaurato nella parte verso via Togliatti). Percorrendo le strade ai lati di via dei castani, come ad esempio via degli aceri, è facile rendersi conto di ocme le strade del quartiere siano organizzate quasi come quelle dell’antica Roma: cardi e decumani si incrociano dando un senso d’ordine a tutto il quartiere (e rendendo anche facile orientarsi). Da segnalare lungo via dei castani c’è la BAM (“biblioteca abusiva metropoliana”): spazio collettivo di condivisione.
In via dei Glicini, allontanandosi di nuovo da via dei Castani, troviamo la Scuola Cecconi: esempio di architettura razionalista, la costruzione è degli anni ’30 (come la chiesa di San Felice da Cantalice) e venne bombardata ed occupata dai tedeschi. Prima della sua costruzione i bambini del quartiere non avevano una vera e propria scuola, ma spazi locali deedicati all’insegnamento. Arrivando a Piazza dei Mirti la prima cosa che si nota, guardandosi bene intorno, è l’altezza degli edifici che circondano la piazza: questi sono molto più alti (e decisamente successivi, molti) rispetto ai primi palazzi che si incrociano entrando a Centocelle. Ci fermiamo a piazza dei mirti, rivalutata anche e soprattutto grazie alla metropolitana.
Piccola nota di colore: lungo via delle noci, strada parallela a via dei Castani, si trova la casa di Claudio Baglioni; anche Castellitto è di Centocelle.
La tappa successiva è piazza dei Gerani, sinodo fondamentale della zona: qui passano due tram, il 5 e il 19, che arrivano fino in centro! Un tempo in questa piazza si trovava il Teatro della Forma, voluto da Dacia Marini. Purtroppo ha chiuso, anche se solo per essere spostato in via del Carpineto.
Snodo fondamentale per via dei tram 5 e 19 che portano in centro.
Concludiamo la visita al Forte Prenestino, centro sociale autogestito che ha sede all’interno del Forte Prenestina (uno dei 15 forti di Roma, costruiti tra il 1877 e il 1891). Situato a destra della Via Prenestina, il forte sorvegliava tutta l’area compresa tra via Casilina e via Tiburtina. Il Forte fu impiegato fino agli anni ’70 come deposito di materiali d’artiglieria, mentre nel 1977 venne dato al Comune di Roma che avviò la pratica dell’esproprio mai perfezionata. Rimase aperto per un periodo molto breve, per poi essere chiuso: nel 1986 venne occupato dal centro sociale. Rimasto inalterato nel corso del tempo, lo stato di conservazione del forte è ottimo; oggi il Forte è vincolato ai sensi del Codice dei Beni Culturali. Per saperne qualcosa in più, vi rimando alla pagina dedicata sul sito “progetto forti”.

