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Una visita al parco dei mostri di Bomarzo

Una visita al parco dei mostri di Bomarzo

Chi di voi conosce il parco dei mostri di Bomarzo? Per me è uno di quei posti dove ritornare ciclicamente: anche se ci sono stata già varie volte, mi diverto e mi appassiono sempre nel tornare a scoprire questi “mostri” di pietra.

“Voi che entrate qui, considerate ciò che vedete e poi ditemi se tante meraviglie sono fatte per l’inganno o per l’arte” (Iscrizione posta su una delle due sfingi all’ingresso del parco).

Il Parco dei Mostri (o Sacro Bosco di Bomarzo) si trova in provincia di Viterbo

Nello specifico, si trova nella zona della Tuscia viterbese ed è facilmente raggiungibile in macchina: da Roma ci vuole poco più di un’ora per arrivare e nell’ultimo tratto di strada c’è anche una buona segnaletica.
Seguendo le indicazioni si arriva proprio all’ampio parcheggio (non custodito) situato davanti la biglietteria: arrivando all’apertura, o poco dopo, non vi sono difficoltà a trovare parcheggio (di sabato mattina c’è quasi l’imbarazzo della scelta su dove lasciare la macchina).
Piccolo suggerimento prima di parlare della storia del parco: credo sia buona cosa prevedere di arrivare la mattina presto, all’apertura del parco. Questo perché, oltre a trovare posto facilmente e fare poca fila alla biglietteria, si potrà anche passeggiare per il parco abbastanza tranquillamente senza troppi altri visitatori che si accalcano insieme a noi di fronte ai “mostri”.

Parco dei Mostri: un po’ di storia

Il Parco dei Mostri, denominato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie di Bomarzo è un parco naturale ornato da numerose sculture in basalto risalenti al XVI secolo e ritraenti animali mitologici, divinità e mostri.

«A Bomarzo la finzione scenica è travolgente; l’osservatore non può contemplare perché vi è immerso, in un ingranaggio di sensazioni (…), capace di confondere le idee, di sopraffare emotivamente, di coinvolgere in un mondo onirico, assurdo, ludico ed edonistico (…)» (Bruno Zevi, Barocco Illuminismo, Roma, 1995)

Il principe Pier Francesco Orsini (detto Vicino Orsini) commissionò all’architetto Pirro Ligorio il  progetto di questo parco (Ligorio sovrintese anche alla realizzazione del parco stesso, nel 1547). Le architetture impossibili, come la casa inclinata, o alcune statue enigmatiche rappresenterebbero secondo alcuni le tappe di un itinerario di matrice alchemica. La realizzazione delle opere scultoree fu probabilmente affidata a Simone Moschino. Il principe Orsini chiamò il parco semplicemente “boschetto” e lo dedicò a sua moglie, Giulia Farnese (da non confondere con l’omonima concubina del papa Alessandro VI).
Le attrazioni del parco sono cariche di simbolismi, con continui riferimenti e rimandi alla mitologia ed al mondo del fantastico. Numerosi studiosi, nel tempo, cercarono di spiegare il complesso di simboli presenti nel parco, senza però riuscire a identificare uno “schema” sotteso a tutti questi simboli; su un pilastro compare una possibile iscrizione-chiave: «Sol per sfogare il core». Nel 1585, dopo la morte dell’ultimo principe Orsini, il parco fu abbandonato e nella seconda metà del Novecento fu restaurato dalla coppia Giancarlo e Tina Severi Bettini (i due sono sepolti nel tempesto all’interno del parco, dove probabilmente è sepolta anche Giulia Farnese). Dal vistò il parco nel 1948,  e definì il luogo un’invenzione storica unica.

Informazioni sulle sculture e percorso

Il Parco si estende su una superficie di circa 3 ettari, in una foresta di conifere e latifoglie.
Al suo interno trovano posto un gran numero di sculture di varia grandezza ritraenti personaggi e animali mitologici, edifici che riprendono il mondo classico ignorando volutamente le regole prospettiche o estetiche, allo scopo di confondere il visitatore. Le sculture furono realizzate in basalto e su molte si trovano misteriose iscrizioni, purtroppo sopravvissute solo in piccola parte. L’attuale disposizione delle attrazioni nel Parco, salvo alcuni casi documentati, non è quello originaria: risale alla seconda metà del XX secolo quando la famiglia Bettini rilevò il parco e lo rimise in uso. Oltre ai Mostri e agli elementi architettonici “principali”, ve ne sono anche molti altri più piccoli, spesso maggiormente degradati dal tempo e perciò anche meno identificabili. La direzione della visita all’interno del Parco dei Mostri di Bomarzo è segnalata e comincia, dopo la biglietteria, con una passeggiata fino al castelletto di ingresso: qui un portale ci immette direttamente sul vialetto da seguire per vedere tutte le statue presenti nel parco.
NB: alla biglietteria vi verrà data una mappa per capire qual è il percorso da fare. Orientatela “al contrario” rispetto al senso di apertura e non lasciatevi ingannare dal fatto che le sculture sembra essere lontanissime tra loro: le distanze tra l’una e l’altra non sono così grandi!

Informazioni utili

Indirizzo: Località Giardino, 01020 Bomarzo (VT);
Biglietto: 13 euro (adulti);
Sito web: www.sacrobosco.eu
Orari di apertura: Gli orari di ingresso al Parco dei Mostri sono stagionali. Può essere utile contattare telefonicamente o via mail il parco prima di mettersi in viaggio
Apertura al pubblico:
8:30 – 19:00 – dal 01.04 al 31.08
8:30 – 17:00 – dal 01.09 al 31.03

6 Commenti

Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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6 Comments

  1. Ma passeggiando in mezzo a questo sculture poco rassicuranti non ti sembra di essere nel bel mezzo di un film dell’orrore? Scherzi a parte questo articolo ci ha permesso di scoprire alcune curiosità su questo parco che conoscevamo solo grazie ai resoconti di alcuni amici!

    1. Ho sempre quella sensazione, ogni volta che ci vado 😀
      Scherzi a parte, lo trovo un luogo molto affascinante, e mi piace sempre tornarci (anche se non riesco ad andare ogni volta che vorrei).

  2. Lo andremo a visitare a Pasqua, prendiamo sicuramente in considerazione il tuo articolo.

  3. mi piace un sacco questo parco, ma non ci sono mai stata, voglio assolutamente andarci se mi capiterà di esserci vicino, sembra un altro pianeta

  4. A Bomarzo io sono stata tanti anni fa, ma all’epoca mi aveva deluso perché lo avevo trovato molto trascurato. Dalle tue foto invece mi sembra di intuire che la situazione sia molto migliorata. Allora ci devo tornare

    1. Probabile che la situazione sia migliorata. Occhio a non farti ingannare dalle distanze sulla cartina: i vari mostri sono molto più vicini di quanto sembrano! Secondo me le distanze sulla mappa sembrano maggiori rispetto alla realtà 🙂 Ma alla fine non ci sono grossi problemi, anzi! Una volta che la orienti nel modo corretto vai tranquilla e spedita.

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