Roma ha talmente tanto da raccontare, dei suoi secoli di storia, che non basta una vita per visitare, scoprire e conoscere tutto. Io, però, mi ci sto mettendo d’impegno per conoscerla il più (e meglio) possibile.
Oggi vi porto dal Pincio a Piazza del Popolo
partendo da piazza di Spagna, uno dei luoghi più iconici e (ri)conosciuti della città. L’idea di una scala/strada qui nasce all’incirca nel ‘500, mentre la piazza risale effettivamente alla prima metà del 700 attestandosi cosi come uno degli interventi più recenti nella zona.
Un po’ di storia
Iniziamo con un brevissimo accenno di toponomastica e divisione della città: la zona di questa passeggiata fa parte del rione Campo Marzio, il quarto rione di Roma.
Una delle strade più famose della zona è sicuramente Via del Babbuino, voluta da Papa Paolo III. Si completò così a compimento un progetto di Papa Clemente VII e venne finito il progetto del tridente (via del Babbuino, via del Corso, via di Ripetta). La zona dove oggi c’è Piazza di Spagna, in secoli passati era fuori città e, infatti, era una zona verde. con stavano viottoli sterrati, che arrivavano direttamente al monastero.
Un paio di curiosità: la piazza è anomala perché ha una forma a clessidra. Inoltre, la “vera” piazza di Spagna anticamente era quella davanti l’ambasciata spagnola, mentre quella dove si trova la fontana della barcaccia era chiamata “piazza di Francia”. Dal ‘600 la zona diventa di pregio perché passavano di qui i turisti, che entravano a Roma da piazza del popolo e alloggiavano proprio nei dintorni della piazza (è per questo che
nasce via Margutta). L’idea della scalinata, come la vediamo oggi, è stata “portata avanti” per diversi secoli perché non si riusciva a realizzarla. Perché? Il re di Francia, che voleva (era disponibile a) pagare per il progetto, voleva anche che a metà della scalinata (dove oggi c’è una sorta di “terrazza”) ci fosse una statua del re a cavallo. Ma il Papa, invece, non voleva: si dovettero mettere d’accordo e, alla fine, si accordarono per non inserire alcun simbolo, né papale né reale. Ma è proprio così? Non esattamente! Alla base della scalinata ci sono quattro palle ornamentali e, indovinate un po’? Sulle due al centro si trovano delle aquile, simbolo papale, mentre sulle due ai lati si trova un giglio (simbolo reale, dei re di Francia). Per la costruzione della scalinata, costruita poi tra il 1723 e il 1726, viene bandito un concorso pubblico vinto dall’architetto romano Francesco De Sanctis. La facciata della chiesa, affacciata sulla scalinata e la piazza, è del ‘500 ed è particolare rispetto ai modelli “soliti” di Roma. In che senso? Se ci fate caso, ha due campanili come i modelli delle architetture francesi (per le chiese).
Sapete perché la scalinata, costruita in travertino, è divisa in tre? Perché si fa riferimento alla Trinità. Le divisioni erano pensate come sedute. La zona fa parte del quarto rione di Roma, Campo Marzio.
La fontana della Barcaccia
La fontana è di Pietro Bernini, il padre di Gian Lorenzo, venne costruita nel ‘600 per volere di papa Urbano VIII Barberini. Perché la fontana ha questa forma particolare? Si dice che, alcuni secoli fa, dopo un’alluvione rimase lì una barca dopo che l’acqua si ritirò. Un altro motivo, forse più plausibile, riprende il fatto che l’acquedotto che porta l’acqua fino qui (l’acquedotto vergine) è ad una quota molto bassa e non si riusciva a costruire una fontana con un getto (non c’era sufficiente dislivello). Bernini, quindi, scava il pavimento e fa un modo che anche questa fontana abbia un getto.
Passeggiata verso il Pincio
All’ombra dell’obelisco osserviamo Via Sistina: voluta da Sisto V é praticamente la via più lunga di Roma! Lunga circa 4 km, arriva a santa croce in Gerusalemme (ogni tratto della via cambia nome).
L’Obelisco, realizzato in granito egizio, arriva dagli horti sallustiani. Sapevate che i geroglifici che vi sono stati realizzati sono, in realtà, una copia di geroglifici egizi? Ebbene si, e vi sono anche degli errori. Poco distante si trova Villa Medici, che oggi ospita l’Accademia di Francia: l’accademia ospita artisti e ricercatori affinché riescano a portare avanti i loro progetti di ricerca.
Alcuni metri più avanti si trova il vialetto/rampa che permette di entrare al Giardino del Pincio. Sapevate che questo è il parco pubblico più antico di Roma?! Una cosa che noi romani spesso diamo per scontata, pensando che sia sempre stato così, è il collegamento tra il Pincio e Villa Borghese: in realtà questo è un collegamento “moderno” che risale agli inizi del ‘900 quando Ernesto Nathan era il sindaco di Roma (1907-1913).
Si tratta di un giardino pensato e costruito “a metà” tra un giardino all’italiana e un giardino all’inglese (i giardini francesi erano tutti cosi). Una cosa che non sapevo ed ho scoperto grazie alla visita: proprio qui si trova una fontana che rappresenta Mosè che viene salvato dalle acque. Inizialmente al Pincio venivano soprattutto gli stranieri; perché? Semplicemente perché i romani non erano abituati ad avere un giardino/parco pubblico dove poter andare. Dopo aver goduto della vista dalla terrazza, iniziamo a scendere verso piazza del Popolo.
Oggi questa “discesa” è tagliata dalle strade, ma nel progetto iniziale doveva essere un unico giardino che dal Pincio arrivava a piazza del popolo! E ci dovevano essere anche delle rampe per salire in carrozza. Davanti al prospetto che praticamente sorregge (passatemi il termine sicuramente inesatto) la terrazza e che era stato pensato come “esposizione monumentale dell’acqua vergine“, c’era statua a cavallo di Vittorio Emanuele. Oggi la statua sta al museo dei granatieri a Santa Croce in Gerusalemme. Poco distante, proseguendo per la rampa che arriva alla piazza, si trova un altorilievo che rappresenta la fama che incorona le Arti e il Commercio.
Piazza del Popolo
In origine la piazza era più piccola ed aveva una forma a trapezio. Era un luogo importante perché era “l’ingresso a Roma” per chi veniva da fuori! Via del Corso era, anticamente, la via Flaminia (o almeno una sua parte).
Qui si trovano le famose due chiese gemelle, che separano le tre vie del tridente (via del Babbuino, via del corso, via di Ripetta). Vennero costruite al posto di due piramidi che, come la Piramide Cestia, erano due tombe. Sapete che, però, le due chiese in realtà non sono proprio identiche? Si, perché una ha cupola circolare l’altra la ha ellittica (ah, la prospettiva!). Ai 4 angoli della piazza si trovano quattro edifici identici. Sopra la caserma, guardando la porta della piazza sulla sinistra, il Valadier costruì una cupola per simmetria con la chiesa che si trova di fronte.
Una piccola curiosità per concludere: a Piazza del Popolo si trovava la ghigliottina usata per le pubbliche esecuzioni! Oggi è esposta al museo criminologico a via Giulia.

