Anche questo agosto è giunto alla fine e io sono ormai rientrata dalle ferie, tornando anche fisicamente in ufficio. Oggi torna anche il nostro appuntamento con la letteratura di viaggio.
Oggi parliamo del libro “Patagonia. Paesaggio dell’immaginario”, scritto da Chris Moss
Lo devo ammettere: la Patagonia vorrei visitarla da anni, tantissimi anni. Quindi questo libro è stato un regalo decisamente azzeccato.
La Patagonia rappresenta, nella mente di tante persone (e per certi versi anche nella realtà), l’estremità “più estrema” o del mondo. Un piccolo ripasso di storia/geografia: la Patagonia si trova tra Argentina e Cile. Situata all’estremità del continente americano, era popolata da tribù nomadi e Ferdinando Magellano vi approdò nel 1520. Terra di spedizioni, conquiste ed esplorazioni in tanti hanno scritto parlando proprio della Patagonia (Bruce Chatwin spicca su tutti): è facile trovare romanzi, resoconti e diari, che raccontano questa terra. In tanti sono stati colpiti dal fascino della Patagonia e dei paesaggi che offre ai visitatori che arrivano fin qua. Il libro fa quello che potremmo definire un excursus sulla storia del paese e delle sue tribù, nei secoli scomparse o comunque decisamente ridimensionate (per usare un eufemismo), di pari passo con storie e leggende che le hanno caratterizzate.
Leggerlo o non leggerlo? Si, decisamente si! Certo è che non parliamo di un libro su cui basarsi per decidere e organizzare il proprio itinerario di viaggio, ma risulta comunque utile e interessante da leggere (anche per chi non ha in mente un viaggio in Patagonia). Credo sia interessante leggere questo libro per conoscere meglio la Patagonia, la sua storia, i suoi cambiamenti che l’hanno portata fino a “ciò che è oggi”. Se ne volete sapere di più, quindi, vi suggerisco vivamente di leggere “Patagonia. Paesaggio dell’immaginario” scritto da Chris Moss.
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