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Roma sotterranea: i Bunker di Villa Torlonia

Roma sotterranea: i Bunker di Villa Torlonia

A Roma si nascondono molti posti della storia passata della città, spesso poco conosciuti

Ad ottobre 2019 sono andata a visitare, grazie ad un tour guidato, i bunker di Villa Torlonia, dopo aver già visitato il bunker di Villa Ada e il bunker del Monte Soratte).
Perché si parla di bunker di Villa Torlonia al plurale? Perché all’interno della non venne costruito un unico e solo bunker, ma vennero realizzate (o almeno questa era l’idea) tre strutture: due bunker (costruiti tra il ’40 e il ’41) e un rifugio (iniziato dopo e non completato nel ’43). Breve excursus storico riguardo la villa: i Torlonia la acquistarono dalla famiglia Colonna e fu Alessandri “junior” a darla a Mussolini (che, se non erro, pagava 1 lira al mese alla famiglia affinché quest’ultima non perdesse la proprietà per effetto dell’usucapione). Mussolini se ne andò dalla villa nel 1943 e, quando ne rientrarono ufficialmente in possesso i Torlonia, rimase abbandonata
per circa trent’anni. Il primo bunker venne installato nel 1940 negli spazi che, in origine, ospitavano la cantina dei vini della famiglia Torlonia. Purtroppo aveva dei problemi: non era costruito con cemento armato, quindi in caso di bombardamento sarebbe stato poco utile, ed era troppo distante dalla residenza della famiglia (150 metri circa dal casino nobile). Questi bunker erano stati progettati per essere solo dei rifugi temporanei. L’ingresso al secondo bunker era dentro il casino nobile, perché Mussolini e la sua famiglia potessero accedervi senza dover uscire dal casino (e quindi senza dover fare lunghi percorsi allo scoperto). Per la nostra visita, quindi, entriamo dalla porta secondaria. Questa struttura venne iniziata quando i bombardamenti sull’Italia si fanno sempre più insistenti e della sua costruzione vennero incaricati i vigili del fuoco, che però non riescono a finirlo per inconsistenza del territorio. Una volta scesi, ci troviamo 6 metri e mezzo il piano di calpestio, sotto ben 6 metri e mezzo di cemento armato: siamo praticamente all’interno uno dei luoghi più sicuri di Roma. Mussolini, però, non fece in tempo ad utilizzarlo: prima perché si trovava a Belluno con Hitler e poi venne arrestato. Qui assistiamo poi alla ricostruzione sonora di un bombardamento, della durata di 3 minuti. Proseguendo la visita si arriva fino sotto al casino nobile, dove vi sono gli ambienti che (prima di diventare bunker/rifugi) erano degli ambienti di servizio della famiglia Torlonia prima e dei Mussolini successivamente.
Nella prima stanza si trovano delle copie di volantini distribuiti gettandoli da aerei. Si sa che al volantino sul primo bombardamento di Roma i cittadini non diedero peso per due motivi:
1) a Roma si trova il Vaticano;
2) la città possiede un elevato patrimonio artistico-culturale;
Gli ambienti del rifugio vero e proprio si trovano esattamente al centro del casino nobile, sotto il salone da ballo. Vista la sua posizione, che avrebbe attirato i bombardamenti, il bunker era, invece, leggermente spostato. Nel rifugio venne posizionata una scrivania perché vi si potesse lavorare e, in un angolo, vi si trovano due vasche della cucina dei Torlonia.

Se volete scoprire qualcosa in più su Roma e i suoi luoghi “segreti”, vi suggerisco il libro “Roma insolita e segreta“: io mi sono lasciata ispirare diverse volte per delle passeggiate per la mia città, trovando storie e luoghi molto interessanti.

Guide su Roma insolita e segreta:

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