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Cosa fare a Ferrara

Cosa fare a Ferrara

Sicuramente le cose da fare a Ferrara sono molte più di quante si riesce ad immaginare quando non ci si è mai stati e non c’è bisogno nemmeno di tanti giorni di soggiorno: essendo una città relativamente piccola e facile da girare a piedi si arriva (quasi) ovunque senza bisogno di auto o mezzi di trasporto motorizzati o biciclette, godendosi il fascino emiliano e le giornate di foschia se si va in autunno inoltrato o d’inverno.
castello Ferrara è la città degli Este e, quindi, inizio suggerendovi una visita al castello Estense. Il biglietto d’ingresso costa 8 euro, a cui vanno eventualmente aggiunti 2 euro per visitare la Torre dei leoni; la videoguida costa altri 2 euro e la visita guidata, che dalle informazioni sul sito sembra dare diritto al biglietto ridotto, costa 4 euro. Nel complesso ci vogliono quasi due ore per visitarlo con calma e devo comunque ammetterne di esserne rimasta in parte delusa: la parte al “piano terra”, da cui si comincia la visita, è molto spoglio, con ricostruzioni molto spartane e le sale sono principalmente riempite di pannelli esplicativi della zona e del castello stesso (mi aspettavo, sinceramente, di trovare delle ricostruzioni leggermente più fastose e non semplicemente “cose da leggere).
Interni del castelloLe stanze delle prigioni sono tre o quattro e anche queste vuote, ma comunque possono avere un certo fascino. Salendo al piano superiore la visita è diventata, per me, più soddisfacente: si cominciano a vedere un po’ di arredi che creano un minimo di ricostruzione, insieme ad affreschi (ancora) incerottati a causa del terremoto in Emilia di qualche anno fa ed una maggiore atmosfera da antico castello. Per tutte le ulteriori informazioni, come eventuali variazioni dell’orario di apertura, giorni di chiusura o eventi speciali, vi consiglio di visitare il sito ufficiale del castello stesso.
La cattedrale di Ferrara Sul lato opposto della via, tra il castello ed il palazzo del municipio, si trova la Cattedrale di Ferrara. Edificio enorme, il cui lato lungo costeggia tutta piazza Trento e Trieste, anche se ci si rende meglio conto di quanto è grande solo una volta entrati all’interno: tra volte e cappelle, l’interno sembra quasi immenso. Non vi sono molti particolari che attirano la mia attenzione, fatto salvo per le reti tese per raccogliere eventuali pezzi che potrebbero cadere sempre a causa del forte terremoto che colpì l’Emilia nel 2012. Mi dispiace non essere riuscita a vederne la facciata, con la sua struttura a tre cuspidi che è una sorta di simbolo cittadino, ma purtroppo era coperta dalle impalcature dei lavori di ristrutturazione. L’ingresso è libero ed è aperta, nei giorni feriali dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15.30-18.30 mentre nei giorni festivi dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.30-19.00. Se cercate informazioni specifiche riguardo l’architettura della cattedrale, ne trovate sul sito Ferrara terra e acqua (il portale turistico ufficiale della provincia di Ferrara).
Via delle volte Immancabile è, a mio avviso, una passeggiata per il centro storico di Ferrara, patrimonio UNESCO dal 1995 in quanto “mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento, che conserva il suo centro storico intatto e che esprime canoni di pianificazione urbana che hanno avuto una profonda influenza per lo sviluppo dell’urbanistica nei secoli seguenti”. Consiglio di arrivare fino a Via delle Volte, resa particolare dalla prospettiva dovuta alle numerose volte che la caratterizzano per tutta la sua lunghezza. Lungo la via ci sono numerosi ristoranti e trattorie tipiche dove potete fermarvi a pranzare.
Palazzo dei diamanti Non lontano dall’orto botanico, che però non ho visitato per vari motivi come il tempo molto grigio e la foschia perenne che mi hanno tenuto compagnia per tutto il giorno passato in città, si trova il Palazzo dei diamanti: era la residenza di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I, e deve il suo nome alle 8000 bugne in marmo bianco e rosa, a forma di piramide o di “diamante”, che si trovano sui muri esterni. All’interno del palazzo si trova la Pinacoteca Nazionale (al piano nobile) e, al piano terra, lo Spazio espositivo dove vengono allestite le mostre organizzate da Ferrara Arte. Durante la mia permanenza in città l’esterno era in ristrutturazione e, quindi, non mi è stato possibile apprezzare al meglio la facciata esterna.
Parco Massari Per una sosta nel verde, per concludere la giornata in giro per la città, ho scelto il Parco massari, dall’altro lato della strada rispetto al palazzo dei diamanti. Copre una superficie di circa 4 ettari e venne progettato nel 1780 dall’architetto ferrarese Luigi Bertelli per il marchese Camillo Bevilacqua e, verso la metà del XIX secolo, i conti Massari divennero i proprietari del palazzo trasformandolo in un parco all’inglese. Al suo interno vi sono alcuni alberi secolari: due Cedri del Libano all’ingresso, alcuni tassi, un imponente ginkgo ed una farnia all’ingresso di Corso Ercole I d’Este. Dal 1936 il parco è di  proprietà del Comune di Ferrara, che ha deciso di renderlo un parco pubblico.

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