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Il Castello di Gradara – gita nelle Marche

Il Castello di Gradara  – gita nelle Marche

Gradara è un altro di quei borghi marchigiani che, da anni, volevo visitare. Ne sono rimasta incuriosita seguendo una serie su youtube e, alla prima occasione, mi ci sono letteralmente fiondata! Da Cattolica è possibile arrivare fino al castello grazie ad un trenino che fa la spola tra le due città: parte dal porto e il biglietto a/r costa 8,00€ quello intero e 7,00€ il ridotto.
Ingresso al castello ed il borgo Passa diverse volte al giorno (09,00 – 10,00 – 11,00 – 12,00 – 15,00 – 16,00 – 17,00 – 18,00) e dal primo fine settimana di giugno c’è anche il servizio serale (20,00 – 21,00 – 22,00 – 23,00). Se arrivate in macchina, vi segnalo un parcheggio a pagamento abbastanza grande vicino l’edifico del comune (è il parcheggio più vicino all’ingresso per andare al castello, difficilmente potrete sbagliarvi.
Il piccolo borgo, cinto dalle mura difensive del castello, mi ha colpita subito: il tempo, per tutto ciò che rientra nel perimetro difensivo, sembra scorrere lento e pacifico. Secondo la leggenda, il castello di Gradara avrebbe fatto da cornice all’amore tra Paolo e Francesca, moglie di suo fratello Gianciotto:
Il borgo dal camminamento a parlare di questa coppia di amanti fu Dante che, nel V canto della Divina Commedia, ascolta le parole di Francesca che gli spiega di come fu ingannata, e di quanto fosse malvagio il marito: secondo il racconto di Francesca a Dante, il marito di lei aveva ordinato ad un suo servo di seguire i due giovani e di riferirgli cosa facessero. Fu durante la lettura del libro che raccontava l’amore tra Lancillotto e Ginevra che i due giovani profondamente innamorati si scambiarono il “bacio galeotto”. Il servo corse ad avvisare Gianciotto che per rabbia uccise i due amanti. Il matrimonio tra Francesca e Gianciotto Malatesta fu deciso dalle relative famiglie solo per arrivare ad una stabilità politica tra le due più potenti famiglie della Romagna. Comunque, ad oggi, non si sa se veramente sia accaduto tale delitto (non ci sono, a quanto pare “prove ufficiali” al riguardo).
Interni del castello Il biglietto per la visita lo si acquista presso l’ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica di Gradara (Via delle Mura 4) ed è possibile scegliere tra il biglietto solo per il castello (Euro 6) e il biglietto per castello e camminamento (Euro 7): noi abbiamo scelto, ovviamente, il secondo e siamo partiti proprio con una passeggiata lungo il camminamento (l’accesso è proprio all’interno dell’ufficio IAT). Il percorso lungo le mura ci porta, ad un certo punto del giro, a scendere per continuare la passeggiata attraverso il borgo stesso, fino ad arrivare al piccolo ponticello che ci da accesso al castello vero e proprio (e dove dovrete mostrare il biglietto per la visita al personale addetto al controllo). Non ci vuole molto per visitarlo, ci abbiamo messo circa un’ora, e sono rimasta piacevolmente stupita dal fatto che ho trovato molte spiegazioni in giro per le varie stanze e queste spiegazioni erano relativamente ben fatte (spesso mi sono imbattuta in cartelli esplicativi che spiegavano davvero poco).Interni del castello
Il giro lo iniziamo dalla stanza delle torture per poi salire ed andare a scoprire sale e camere (da letto e non) che ospitavano i signori del castello. Molto mi hanno colpita i piccoli particolari delle sale, dagli arazzi agli affreschi su camini e pareti. Ovviamente non ho resistito all’affacciarmi dalle finestre aperte a cui i visitatori possono avvicinarsi: le campagne marchigiane sanno come regalare scorci da fotografare, vi consiglio di buttare un’occhio anche ai panorami durante il vostro giro. Essendo arrivati a Gradara abbastanza presto, praticamente all’apertura al pubblico del castello, non abbiamo trovato molti visitatori, cosa che per noi è stata decisamente piacevole perché ci ha permesso di godere del castello senza intoppi, urli e schiamazzi vari: vi consiglio, quindi, di arrivare presto, così da poter godere al meglio di tutto questo splendore!
CriptaConcludiamo il giro con una visita alla cappella del castello. Concludo il racconto con una postilla sul fatto che si dica che questo è il castello “degli amanti danteschi”: girovagando su internet per trovare indicazioni ed informazioni utili riguardo il castello ho letto che alcuni dicono che il “castello di Paolo e Francesca” fosse la Rocca di Castelnuovo nei pressi di Meldola.

“Amor, ch’ al cor gentil ratto s’apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e il modo ancor m’offende…  Amor, ch’al nullo amato amar perdona, mi prese costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona…
Noi leggevamo un giorno per diletto di Lancillotto come amor lo strinse; soli eravamo e sansa alcun sospetto. Per più fiate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo del disiato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi basciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse; quel giorno più non vi leggemmo avante.”

Interni del castello

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