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La Paphos archeologica

La Paphos archeologica
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L’estate si avvia alla fine e io scrivo l’ultimo post sulla mia vacanza a Cipro (anche se, ad oggi, ci sono ancora ben 3 video che devo farvi vedere). Stavolta vi parlo della Paphos archeologica. In che senso, vi chiederete, visto che il post prima di questo parlava di due siti archeologici. Ma ve lo spiego subito 🙂

Una cosa che mi ha colpito molto di questa città, diciamo anche la cosa che mi ha colpito di più, è la quantità di resti archeologici che ci sono in questa città. Bagni turchi di epoca ottomana, anfiteatri del periodo ellenistico e tombe accessibili direttamente dalla strada. Tutto visibile senza alcun biglietto d’ingresso (o “offerta libera”): basta trovarsi a camminare per le strade e ci si imbatte in qualcuna di queste cose. Però, perchè c’è un però, non vi sono assolutamente descrizioni che ci dicono di cosa si tratta, se non in rari casi (ad esempio la colonna di San Paolo e il Monastero di Chrysorrogiatissa).
Si può provare a capire cosa si sta guardando usando una guida turistica (io e mia mamma avevamo la guida Lonely Planet su Cipro), ma non è per niente semplice.

Proprio per questo motivo ammetto di non sapervi dare un percorso preciso da seguire per vedere tutte queste cose, ma posso dirvi cosa potete trovare girando per le strade di questo paesino cipriota che, oltre a tutto questo mostra anche i segni della crisi che ha colpito i paesi della Grecia qualche me se fa (come ha detto una ragazza italiana che ho incontrato li, sembra un luna park in fallimento).

Iniziamo con i resti di un anfiteatro romano, dove non ho capito come entrare, quindi ho fatto le foto da dietro una specie di recinzione che lo separava dalla strada
Paphos:

Vicino a questo sito, troviamo dei bagni turchi di epoca ottomana: non si può entrare, ma si riesce comunque a sbirciare all’interno.
Paphos: antichi bagni termali

Continuiamo con la colonna di San Paolo e il Monastero di Chrysorrogiatissa. Si trovano vicini, uno di fronte l’altra. Si tratta del posto dove, secondo la storia, San Paolo venne fustigato prima di cominciare l’evangelizzazione della zona.
Paphos: colonna di Paolo e Monastero di Chrysorrogiatissa

Vi sono, tra la colonna ed il monastero, vari resti di colonne. Non siamo, però, potute entrare nell’edificio a causa di una funzione (la cosa che abbiamo subito notato stando sulla porta è stata, oltre agli interni, la voce di donna che teneva la funzione: non vi siamo abituate 🙂 ).
Paphos: interno del Monastero di Chrysorrogiatissa

Poi vi sono le (piccole) Catacombe di Salomone. Queste, anche se non proprio benissimo, sono segnalate con un (piccolo) cartello.
Paphos: catacombe di Salomone

Poi ci imbattiamo anche in alcune grotte. Abbiamo immaginato che fossero delle tombe, anche in base a quello che diceva la guida. Purtroppo, proprio per il fatto che le cose sono segnalate male (o per nulla) siamo dovute andare per esclusione 🙂

Paphos: alcune tombe
Paphos: alcune tombe

Si, il fatto che questi siti siano praticamente abbandonati a loro stessi mi ha colpita molto! La città di Paphos è, praticamente, un sito archeologico a cielo aperto che andrebbe curato! C’è, in questi resti, tanta (troppa) storia che andrebbe preservata, perchè la si possa raccontare a chi verrà…

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