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Roma: Parco archeologico delle tombe di Via Latina

Roma: Parco archeologico delle tombe di Via Latina
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Roma è una città che racconta la sua storia e maestosità ad ogni angolo e tanto è ancora nascosto da secoli di costruzioni realizzate le une sopra le altre. Oggi vi racconto qualcosa dalla mia visita (di un po’ di tempo fa) al parco archeologico di via Latina, un luogo che riesce a raccontare benissimo la storia di quel periodo a Roma. Iniziamo con una piccola nota storica riguardo via Latina: questa via venne costruita tra il 318 ed il 312 ac per collegare Roma a Capua perché era proprio lungo questa strada che i soldati percorrevano per spostarsi verso sud alla conquista di nuove colonie e venne basolata seguendo tracciati protostorici. Il percorso è praticamente identico a quello di via Appia e la differenza principale è che via Appia era più sulla costa rispetto alla Via Latina. Sappiamo anche che vi era già una sorta di marciapiedi.
Parco archeologico di via LatinaA metà dell’Ottocento, la zona era letteralmente sepolta da strati e stradi di terreno e “sbucavano” solo le parti superiori di alcune delle tombe qui costruite; nel 1857 Lorenzo Fortunati, insegnante amante dell’archeologia chiede il permesso di scavare qui per guadagnare dalla vendita degli oggetti e, accordatogli questo permesso, il Fortunati inizia gli scavi nel 1858: bisogna tenere conto del fatto che, all’epoca, non si conosceva molto oltre il tracciato della via latina e la parte esterna del sepolcro “Barberini” (così chiamato in onore degli antichi proprietari); una volta di fronte a questo sempolcro potete capire a che altezza arrivava la terra osservando il primo cornicione che risulta rotto sia a causa dell’interramento, degli scavi e ruberie varie (insieme all’incuria del tempo).
Grazie agli scavi il Fortunati trovò anche i resti di una basilica e, proprio per questo ritrovamento, intervenne il Vaticano che si appropria degli scavi: è per questo che, oggi, è possibile ammirare all’interno dei musei vaticani alcuni dei sarcofagi che, in realtà, si trovavano all’interno delle tombe di Via Latina.  Come il sepolcro Barberini ci fa già capire, nel parco si trova(va)no per lo più tombe a tempietto realizzate in laterizio. Nel 1996 vi furono alcuni restauri che rivelarono il fatto che i mattoni dal colore più chiaro erano, in origine, dipinti: questo fu possibile definirlo perché proprio durante quei lavori vennero trovate tracce di colori (in particolare di rosso blu e giallo).
Parco archeologico di via Latina La prima tomba in cui entriamo è la Tomba dei Valeri, vicino alla quale sono stati trovati i resti di una “Mansio” (oltre ai resti di un impianto termale): le mansio erano delle stazioni di posta dove veniva smistata la posta e dove i viaggiatori potevano fermarsi a dormire.
La mansio venne costruita dopo la tomba e venne usata fino all’epoca tardo antica, quando la tomba era già stata abbandonata. Torniamo alla tomba, di cui non sappiamo chi fossero i proprietari, ma solo che il nome deriva da una iscrizione trovata nella villa di fronte (ma non c’è connessione tra questa tomba e la villa). Sappiamo che la parte esterna dell’edificio venne costruita da Lorenzo Fortunati e che della struttura esterna originale venne trovata solo una colonna, che ancora oggi è visibile. Purtroppo (e come accade spesso in questi casi) quando la tomba venne ritrovata era già stata depredata e non è stato quindi possibile sapere esattamente
Parco archeologico di via Latina cosa ci fosse al suo interno oltre alla sepoltura dei proprietari. Per accedere alla tomba vera e propria, la parte dove vennero sepolti i corpi, si scende in un piccolo atrio che fungeva da unico punto luce tra due tombe: una era quella dei proprietari (quindi più grande) e la seconda, esattamente di fronte, leggermente più piccola dell’altra; sappiamo che marito e moglie vennero sepolti insieme qui grazie alle dimensioni del basamento: era delle dimensioni giuste per potervi poggiare un sarcofago bisamo (cioè grande abbastanza per tenere due persone). Il pavimento ed i muri erano in marmo bianco; la volta a botte era decorata in stucco e le immagini realizzate su di essa erano realizzate a stampo ed erano a tema divino e marino: le divinità rappresentate sono soprattutto femminili e, al centro della volta stessa, troviamo una immagine femminile che forse rappresenta la donna qui seppellita (si pensa, quindi, che sia morta prima lei e che il marito abbia realizzato la tomba per seppellire lei in attesa di essere seppellito anche lui in questo luogo).
Parco archeologico di via Latina La seconda sepoltura in cui possiamo entrare (anzi, scendere) è quella che viene chiamata Tomba dei Pancrazi: anche in questo caso i muri esterni che vediamo oggi sono “moderni”, ovvero costruiti in epoca moderna sui resti ritrovati della struttura originaria. Anche in questo caso si scende una scala per accedere alla parte di sepoltura: qui si trovano due camere mortuarie, una “secondaria” che precede la camera dove vennero sepolti i proprietari della tomba stessa. Nella prima sala, più piccola, possiamo vedere l’uso di una sorta di bancone per rialzare i sarcofagi e tenerli così lontano dall’umidità del terreno.
Parco archeologico di via Latina Il primo sarcofago che i visitatori si trovano davanti, entrando nella prima stanza, sappiamo che venne aggiunto quando la compagnia dei Pancrazi acquisto la tomba per seppellire i suoi membri defunti e sappiamo che il quel sarcofago è di un membro della compagnia perché vi è stato inciso “pancrazi hic” e per fare posto ai sarcofagi dei defunti della compagnia vennero tolti da questa stanzina quelli della famiglia che la fece costruire; gli affreschi che oggi possiamo ammirare sul soffitto della stanza vennero aggiunti successivamente alla costruzione. Il sarcofago che troviamo nella sala principale, anch’esso grande a sufficienza per due persone (marito e moglie, in questo caso) è molto grande, troppo per poter passare dalla porta: questo ci permette di capire che l’edificio venne costruito dopo che questo venne messo nella sua posizione definitiva e non prima! Il soffitto policromo della stanza, certamente degno di nota, è interamente ricoperto in stucco e pittura: vi sono dipinte scene mitologiche e, al centro, troviamo una figura maschile che molto probabilmente rappresenta l’uomo qui sepolto (segno che probabilmente è morto prima della moglie). Anche accanto a questa tomba sono stati trovati resti di altri edifici, nello specifico di un piccolo impianto termale. La visita al parco archeologico l’ho fatta grazie all’associazione Roma sotterranea: vi lascio il link al sito ufficiale, nel caso voleste sapere qualcosa di più riguardo il parco.

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