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San Saba – I rioni di Roma

San Saba – I rioni di Roma

Raccontare Roma passa anche per il racconto dei suoi rioni, la loro storia, i monumenti compresi nei loro confini, e delle loro bellezze.

Oggi vi racconto del rione San Saba

uno dei rioni più “giovani” di Roma, situato  tra il rione Testaccio, l’Aventino, Monti e altri luoghi di interesse. Ammetto che, personalmente, l’ho sempre poco considerato anche se spesso ho passeggiato lungo i suoi confini: un peccato averlo scoperto così tardi!

La storia del rione

San Saba è il XXI rione di Roma ed è uno dei più recenti (festeggia 100 anni il 21 agosto 2021, come Testaccio). Viene creato così “tardi” perché prima della creazione dei rioni era, di nuovo come Testaccio, una zona non urbanizzata. E prima? Semplicemente era compreso nel Rione Ripa.  Come ogni rione, anche San Saba ha il suo stemma: vi troviamo una mezzaluna con le punte in alto e un arco, entrambi simboli di Diana. La collina viene chiamata il piccolo aventino e la zona è caratterizzata da edilizia anni ’20 e ’30, in parte anche degli anni ’40. Continuando a fare riferimento a tempi recenti, il rione di San Saba è un rione antifascista.

Alla scoperta del rione San Saba

Iniziamo dalla Chiesa di San Saba che, per un certo periodo, fu anche monastero. L’area  della chiesa è recintata da mura costruite con blocchi recuperati parzialmente da mura Serviane. Nella lunetta del protiro (oggi, in periodo di Covid, uscita) si vedono i volti di due persone, una delle quali è proprio San Saba.
Simbolo di un drago, perche venne data anche al Collegio Germanico-Ungarico, che era gestito dai gesuiti. In origine vi erano 6 colonne in marmo, che però sono state tolte tolte da Papa Pio IV (della famiglia Braschi) per fini privati. Il loggiato superiore è del 1400 e il campanile, in origine, era forse più alto. Il pavimento interno originario era di un metro e mezzo  più basso di quello odierno. Scavando trovarono sepolture dei monaci (che riutilizzarono sarcofagi di epoca romana). Osservandone l’interno si nota che, oltre le 3 navate “canoniche” ve n’è anche una quarta (entrando, sulla sinistra): venne aggiunta successivamente e forse era  o un lato del chiostro o un portico sempre esterno. Le reliquie nell’altare, traslate quando sono state ritrovate durante scavi, potrebbero essere proprio le reliquie di San Saba.
Alle spalle della chiesa si trovano delle case popolari, costruite nel 1907. L’architetto che le ha progettate è Pirani, che le pensa in modo che somigliassero in qualche modo a quelle della borghesia (infatti si nota la differenza con Testaccio). Come venivano assegnate le case? In base al numero di figli delle famiglie: più figli avevano, più erano in alto nelle liste “d’attesa”. Osservando gli edifici si nota anche come più si scende dalla collina più le case diventano alte. Proseguendo la passeggiata si incrocia il teatro anfitrione, dove prima c’era la cines (primi teatri di posa). Proprio per la presenza di questi teatri di posa molti degli abitanti di San Saba lavorarono come comparse.  Ma andiamo avanti con la nostra passeggiata: arrivando fino a viale  Giotto, ci si trova di fronte ad un tratto delle mura aureliane, cinta muraria costruita tra il 270 e il 275 dall’imperatore Aureliano. Da non perdere? Sicuramente via di Villa Pepoli, strada chiusa dove si trovano residenze e sedi di ambasciate. Da non perdere è anche via Cilone, alla fine (e proseguimento della via precedente).



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Altri dettagli sui confini del rione

La Piramide di Caio Cestio  si trova appena fuori dal rione, il grande ufficio postale di via marmorata fa parte del rione (anche se, a prima vista, si potrebbe pensare che sia dentro Testaccio o l’Aventino). Le famose piazzale Numa Pompilio e viale Aventino si trovano all’incrocio tra vari rioni che, in questa zona di Roma, confinano tra di loro.

Conclusione del tour

Tornando da via di Villa Pepoli verso viale Giotto,
ci dirigiamo verso quella che era una “passeggiata archeologia” che affaccia sulle terme di Caracalla. L’area archeologica la si può costeggiare scendendo verso viale delle terme di Caracalla, con una fantastica vista sulle terme stesse.
per concludere il giro del rione tornando a viale aventino (all’angolo tra le due strade si affaccia anche il grande edificio della FAO).

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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