Oggi voglio raccontarvi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, una delle istituzioni più ricche e importanti per lo studio della civiltà etrusca e delle culture pre-romane in Italia. Il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, noto anche come ETRU, è un museo statale italiano dedicato alle civiltà etrusca e falisca ospitato negli ambienti di villa Giulia e villa Poniatowski a Roma.
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: la storia
Il Museo Nazionale Etrusco ha sede nella splendida villa rinascimentale di Papa Giulio III,
una residenza suburbana costruita tra il 1551 e il 1553 su progetto di Jacopo Barozzi, detto il Vignola, con il contributo di Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati. Fondato nel 1889, il museo è nato con l’obiettivo di riunire le antichità pre-romane del Lazio, dell’Etruria meridionale e dell’Umbria, legate alle culture etrusca e falisca. Nel 2012, il museo ha esteso i propri spazi alla vicina Villa Poniatowski, una storica dépendance papale, grazie a lavori di ampliamento e riqualificazione resi possibili anche grazie al sostegno del Gioco del Lotto.
Nel maggio 2017, in seguito a un bando internazionale successivo alla Riforma Franceschini, è stato nominato direttore del museo l’archeologo umbro Valentino Nizzo, poi riconfermato nel 2021. Dal 22 dicembre 2023, la direzione ad interim è passata all’archeologo Vincenzo Bellelli, in attesa che, dal 16 maggio 2024, la nuova direttrice, l’archeologa Luana Toniolo, prenda ufficialmente il suo posto. Il museo è inoltre noto per essere la storica sede della finale del Premio Strega.
Origini e Costruzione della Villa
Villa Giulia fu costruita tra il 1551 e il 1553 per volere di Papa Giulio III, il cui vero nome era Giovanni Maria
Ciocchi del Monte. Il pontefice, amante dell’arte e del lusso, commissionò la costruzione come residenza suburbana, lontana dalla frenesia di Roma. La villa rappresenta uno degli esempi più importanti dell’architettura rinascimentale e divenne famosa per i suoi giardini terrazzati, le logge e il sofisticato ninfeo decorato con statue e giochi d’acqua. Al progetto lavorarono alcuni dei più celebri architetti e artisti dell’epoca, tra cui Jacopo Barozzi da Vignola, Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati.
Trasformazione in Museo Nazionale Etrusco
Dopo varie vicissitudini e cambi di proprietà nel corso dei secoli, Villa Giulia divenne sede del Museo Nazionale Etrusco nel 1889. Il governo italiano decise di utilizzare questo spazio per raccogliere e valorizzare le testimonianze delle civiltà etrusca e falisca, che avevano fiorito in Italia centrale prima dell’ascesa di Roma. Il museo, così organizzato, rappresentava un passo importante per preservare e studiare il patrimonio archeologico pre-romano.
Espansione alla Villa Poniatowski
Nel 2012, il Museo Etrusco ha ampliato i suoi spazi espositivi alla vicina Villa Poniatowski, un edificio storico acquistato dallo Stato italiano e restaurato con il contributo del Gioco del Lotto. Questa nuova sezione ha permesso di esporre ulteriori collezioni e reperti, migliorando l’offerta culturale e museale.
Riforma e Direzione Contemporanea
Con la Riforma Franceschini del 2014, che mirava a modernizzare la gestione dei musei italiani, il Museo Nazionale Etrusco è stato incluso tra i musei autonomi, con una propria amministrazione e direzione. A seguito di un bando internazionale, nel 2017 Valentino Nizzo è stato scelto come direttore. Nizzo, archeologo e specialista in civiltà etrusca, ha avviato iniziative per rendere il museo più accessibile e dinamico, con eventi, visite interattive e nuove mostre tematiche.
Le collezioni
L’opera più celebre conservata nel museo è il Sarcofago degli Sposi, un monumento funerario in terracotta
che raffigura una coppia di sposi a grandezza quasi naturale, ritratti in una posa conviviale, come se fossero partecipanti a un banchetto. Tra gli altri tesori esposti si trovano le Lamine di Pyrgi, una preziosa iscrizione in etrusco e fenicio; l’Apollo di Veio, una statua che testimonia la maestria scultorea etrusca; i resti del tempio etrusco di Alatri, con una ricostruzione che permette di ammirarne l’aspetto originale; e un suggestivo altorilievo del tempio di Pyrgi che ritrae scene epiche ispirate al mito dei Sette contro Tebe, tra cui l’episodio cruento di Tideo che divora il cervello di Melanippo.
Il museo ospita inoltre le collezioni Barberini, Castellani e Pesciotti, ricche di opere d’arte e manufatti storici, insieme alla famosa Cista Ficoroni, un cofanetto portagioielli in bronzo, e all’Olpe Chigi, un elegante vaso decorato. Oltre alle opere già menzionate, il museo conserva altri reperti straordinari che offrono una panoramica unica sull’arte, la religione e la vita quotidiana degli etruschi e delle popolazioni antiche dell’Italia centrale.
Altri pezzi di rilievo
Coperchio del Sarcofago del Sacerdote – Un altro sarcofago significativo che raffigura un sacerdote con un particolare copricapo, rappresentando un esempio importante dell’iconografia funeraria etrusca.
Le Oreficerie di Vulci e Cerveteri – La collezione include raffinati gioielli d’oro, come spille, anelli e collane. Questi oggetti di oreficeria provengono dalle necropoli di Vulci e Cerveteri, famose per la loro produzione artistica di lusso.
Le Statue di Mater Matuta – Statue che raffigurano Mater Matuta, divinità legata alla nascita e alla fertilità. Queste sculture riflettono il culto della divinità e l’importanza della religione etrusca nella vita quotidiana.
Il Cratere di Euphronios – Sebbene d’origine greca, questo cratere in ceramica a figure rosse (creato dal celebre ceramista Euphronios) testimonia i contatti culturali e commerciali tra gli Etruschi e i Greci. Le raffigurazioni rappresentano scene mitologiche e sono un esempio dell’interesse etrusco per l’arte greca.
Testa di Leucotea – Proveniente da Pyrgi, questa testa scultorea raffigura la dea marina Leucotea. Era parte di un ciclo decorativo legato ai miti greci e dimostra come gli Etruschi adattassero il mito greco alle loro divinità e credenze.
Vasi Bucchero – Una selezione di vasi in bucchero, un tipo di ceramica nera lucida caratteristica della produzione etrusca. Questo tipo di ceramica, elegante e particolare, è un simbolo della raffinatezza e delle abilità artigianali etrusche.
Oltre alle opere più celebri, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è noto anche per le sue collezioni di iscrizioni etrusche, che forniscono preziosi dettagli sulla lingua, l’organizzazione sociale e le pratiche religiose di questa antica civiltà
Informazioni utili
Sito web: https://www.museoetru.it
Indirizzo: Piazzale di Villa Giulia 9

