Continua la mia scoperta di Roma attraverso delle passeggiate per i suoi rioni. Qualche settimana fa è stata la volta del Rione Regola, “al di là” del Tevere rispetto a Trastevere (ed a quest’ultimo collegato).
Il Rione Regola è il sesto rione della città
Diventa rione quando Sisto V lo dichiara rione insieme a Borgo. Nel suo stemma si trova un cervo e ponte Sisto lo mette in comunicazione con Trastevere, il Vaticano e lo fa diventare una delle zone più trafficate della città.
Il Rione Regola era il rione dove vivevano macellai e lavoratori di ossa/corna/parti degli animali (usate per costruire oggetti); ma hanno vissuto qui anche nobili e banchieri. Insieme al Rione Ponte, in passato, il Rione Regola ha goduto delle agevolazioni per vicinanza del Tevere; ma quando Roma diventa capitale ha sofferto dei cambiamenti. I regolanti, gli abitanti del rione, rivendicano la coda alla vaccinara come piatto tipico romano nato nel rione Regola.
La visita
La visita è iniziato da Piazza Cairoli, accanto a via Arenula (che era una delle vie più moderne del Rione). E qui non può mancare un po’ di toponomastica: “regola” e “arenala” sembrano essere termini che derivano da renella, ovvero “sabbia”.
Poco distante, in Via di S. Maria in Monticelli, si trova la chiesa di Santa Maria in Monticelli chiesa con campanile medievale. La piccola piazza antistante la chiesa dobbiamo immaginarla come una piazza con case private, che nel Medioevo venivano costruite in altezza (e non in larghezza)! Perché? Semplice: più era alta, maggiore era il potere della famiglia che la possedeva. Non passa inosservata la ciminiera: apparteneva ad una fabbrica di mattoni. Tappa immancabile delle passeggiate in questa zona è la chiesa di San Paolo alla Regola, che, così si dice, venne costruita sopra la casa di San Paolo.
A via delle zoccolette si trova il Conservatorio dei Ss. Clemente e Crescentino, conosciuto come Orfanotrofio delle Zoccolette, istituito “per le povere zitelle zoccolette”. Con “zoccolette” ci si riferiva a quelle che venivano identificate “prostitute di basso borgo”: qui si cercava di educare perché potessero fare un mestiere. All’epoca, sotto il papato di Clemente V, con “conservatorio” si indicavano degli istituti in cui si istruiva/recuperava: diverso da quello che chiamiamo oggi conservatorio. o a recuperare/istruire (no conservatorio inteso come istituto di istruzione per la musica).
Ancora un po’ di storia del Rione Regola
Ponte Sisto, oggi percorso da tantissimi romani e turisti, fu il secondo ponte (dopo ponte Sant’Angelo) a collegare le due sponde del Tevere. Nel perimetro del Rione Regola si trova anche il monte della pietà, istituto nato per combattere l’usura (centralizzando e legalizzando il prestito).
Continuiamo con la visita
Come non fare anche due passi lungo via dei pettinari, quando ci si trova in questa zona di Roma?
Impossibile! A Piazza della Trinità dei Pellegrini si trova la chiesa Santissima Trinità dei Pellegrini, dove si dava accoglienza e ospitalità ai convalescenti. Oggi vi troviamo ancora la fessura per l’elemosina.
Non lontano si trovano i resti delle case di di San Paolo alla Regola, che ho auto modo di visitare a gennaio 2020.
Percorrendo poi via di capo di ferro si trova una casa medievale che riutilizza, in modo visibile, strutture più antiche: più precisamente di epoca romana (si vedono le colonne nel muro esterno).
Piccola nota di colore: in vicolo delle grotte si trovava la casa di Aldo Fabrizi e la sorella Elena Fabrizi (conosciuta come la Sora Lella).
A piazza Capo di Ferro si trova Palazzo Spada, all’interno del quale si trova la famosissima la prospettiva Borromini: una galleria di 8 metri che, grazie alla prospettiva del grande maestro, sembra decisamente molto più lunga (sembra lunga almeno 30 metri).
A Palazzo Farnese, oggi sede dell’Ambasciata di Francia, troviamo la mano diSangallo, Michelangelo, Vignola. L’ambasciata paga un affitto simbolico di 1 euro l’anno, ma la manutenzione del palazzo è a carico dei francesi. La scelta ricadde su questo palazzo (anche) per il suo doppio cortile: permetteva di godersi Roma rimanendo al sicuro (anticamente la città era molto pericolosi)
Ultimi “scorci” e storie del rione
Concludiamo con alcune ultime storie del rione. Conoscete la chiesa di Santa Caterina della Rota, in via di S. Girolamo della Carità? Ecco, sembra che il “caterina” che si trova nel suo nome, deriva da “catene”, quelle che legavano i carcerati che venivano ospitati qui!
Anche Via Giulia è molto famosa e si trova nel Rione Regola. Fu voluta nel 1506 da Papa Giulio II, e commissionata a Donato Bramante. Vi erano tre motivi perché venne costruita:
creare un’arteria di scorrimento che si andasse ad inserire in un nuovo sistema stradale, sovrapposto al dedalo di vicoli della Roma medievale;
edificare un grande viale circondato da sontuosi edifici per testimoniare la rinnovata grandezza della chiesa;
fondare un nuovo centro amministrativo e bancario vicino al Vaticano, sede dei papi, lontano dal tradizionale centro cittadino del Campidoglio, dominato dalle famiglie baronali romane avversarie della chiesa
Per concludere: sapevate che sotto il grande parcheggio sotterraneo costruito proprio in Via Giulia sono stati ritrovati i resti delle scuderie di Augusto?

