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Roma: i sotterranei di San Paolo alla Regola

Roma: i sotterranei di San Paolo alla Regola

I sotterranei di San Paolo alla Regola sono stati una scoperta “inaspettata”

Negli ultimi mesi ho passato molto tempo nella mia città: uno dei primi pensieri è stato quello di usare quel (poco) tempo libero che avevo, tra il lavoro e gli esami, per riscoprire il lato a me meno conosciuto di Roma. Seguendo su Facebook alcune associazioni culturali e lo scorso dicembre (2019) ho per caso letto che una organizzava una visita ai sotterranei di San Paolo alla Regola: come non cogliere la palla al balzo?! Quindi ho prenotato il mio posto per la prima visita libera (gennaio 2020) e ho atteso con impazienza il giorno della
San Paolo alla Regola: insula visita. La zona è quella del Rione regola (da “rena”, sabbia) e nel I secolo D.C rientrava nella IX Regio (“circoscrizione”). Come tutto il resto della città, anche questa zona è molto cambiata nel tempo: vennero realizzati monumenti come il Teatro Marcello e i vari portici come il Portico d’Ottavia. Ponte Sisto e i ponti dell’Isola Tiberina, poi, collegavano la IX Regio alla zona di Trastevere. L’appuntamento per partecipare a questa visita guidata era davanti alla chiesa di San Paolo alla Regola che sembra meno antica, quasi borrominiana, rispetto alla sua vera epoca (la facciata è di fine Seicento, realizzata dal Sardi). L’abside della chiesa è stato dipinto con delle storie di San Paolo e la proprietà della chiesa passò per vari ordini fino ai francescani, che la risistemarono come la possiamo vedere oggi. 



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Un breve accenno alla storia di San Paolo: era un fervente ebreo che si convertì sulla via di Damasco e da persecutore diventò perseguitato (predicava la “nuova religione” tra gli ebrei). Si spostò a Roma, vivendo proprio nella zona dove oggi sorge la chiesa, e come cittadino romano ebbe la possibilità di difendersi. A quell’epoca il ghetto non esisteva e gli ebrei vivevano nella zona di Trastevere
San Paolo alla Regola: insula (come le popolazioni orientali e i poveri). I “sotterranei”, il cui accesso è poco distante dalla chiesa, sono i resti di un’insula romana e vennero scoperti tra il 1978 e il 1982 durante i lavori per la biblioteca dei ragazzi. Il livello più profondo è quello dei magazzini domizianei e si trova ben 13 metri sotto il livello stradale. La struttura è in laterizio e l’ingresso originario, oggi murato, dava direttamente dal Tevere: il fiume era “la via” da cui arrivavano le merci, che venivano scaricate dalle navi direttamente nei magazzini.
Si può notare, osservando bene, che gli accessi originali erano decisamente piccoli. Questo era stato fatto appositamente: le dimensioni ridotte impedivano il passaggio a più di una persona contemporaneamente o con carri, in modo che non si potessero rubare le merci che vi erano conservate. Si pensa che non vi fossero conservate merci deperibili, come ad esempio il grano, perché il pavimento non presenta le suspensurae (piccoli pilastri a base quadrata, utilizzati come sostegno del pavimento rialzato, pensato per far passare l’aria calda e riscaldare l’ambiente).
San Paolo alla Regola: insula Probabilmente vi erano conservate merci come olio e vino.
All’epoca di Settimio Severo vengono costruito gli edifici intorno ai magazzini e quelli che vengono identificati come i magazzini severiani (piano sopra a quelli domizianei). Nel 283 un incendio fece crollare crollare gli edifici e le macerie vennero accumulate al piano terra e questo portò all’innalzamento del piano strada. L’ultimo piano, quello più vicino all’odierno piano strada, ospitava una domus e questi ambienti vennero utilizzati anche nel Medioevo.
Perché venire a visitare i sotterranei di San paolo alla Regola? Per tornare indietro fino all’epoca romana e provare a scoprire qualcosa in più dell’antica Roma e della vita di quell’epoca che tanti resti ci ha lasciato.

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