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Cosa vedere a Genazzano: luoghi, eventi, gastronomia

Cosa vedere a Genazzano: luoghi, eventi, gastronomia

Genazzano è un borgo medievale situato a sud est della capitale, in piena campagna di Roma. Quando decisi di visitarlo, iniziai come sempre con il buttare giù un elenco delle cose da vedere a Genazzano.

Prepararsi anticipatamente un elenco, consente di ottimizzare il tempo durante la visita, evitando di perdersi o di seguire un percorso a caso, con il rischio di perdersi qualcosa di importante. Ma soprattutto, consente di apprezzare meglio tutto ciò che si vedrà.

Genazzano: il paese

Genazzano si erge maestoso su uno sperone roccioso di tufo e si snoda dall’alto verso in basso, dominato dall’imponente Castello Colonna, anche se, più che un castello, appare come una vera e propria fortezza.
Così mi è apparso il borgo quando, allo svoltare dell’ultima curva sulla Strada Regionale 155, mi si è parato davanti in tutta la sua bellezza. Dalla sommità del paese si snoda la via principale, tutta pavimentata con i sanpietrini e che conduce fino alla porta della cittadina, posizionata più in basso. Si tratta di Porta Romana, chiamata comunemente dai genazzanesi “la puorta”. Tra il Castello e la Porta, si snoda il borgo, dove passeggiare significa anche venire a contatto con la cordialità e l’ospitalità delle persone del posto, udire profumi di cucina tipica e appagare il proprio bisogno di relax nel pieno spirito del turismo lento.
Ma veniamo alla mia visita e alle cose da vedere a Genazzano.

Cosa vedere a Genazzano?

Se anche tu ami visitare luoghi meno battuti dal turismo di massa, troverai in Genazzano il borgo ideale. Questa cittadina infatti riserva delle autentiche soprese al visitatore, cose davvero inaspettate. Probabilmente vi sarà capitato di sentire del Santuario della Madonna del Buon Consiglio, oppure del Castello Colonna, ma sono pronta a scommettere che pochi di voi sanno della piccola chiesetta della Santa Croce (un gioiellino) o del Ninfeo Bramante.
Ecco, allora mettetevi comodi perché sto per raccontarvi tutte, ma proprio tutte, le cose da vedere a Genazzano in un giorno.

Il Santuario della Madonna del Buon Consiglio

Che siate devoti o meno alla Vergine Maria, non potevo fare a meno di iniziare con il Santuario della Madonna del Buon Consiglio. Si tratta della chiesa più grande di Genazzano, al cui interno è custodito un quadro miracoloso della Madonna col Bambino.

Santuario Madonna del Buon Consiglio
Santuario Madonna del Buon Consiglio

Se amate le storie, vi farà piacere sapere che ce ne è una davvero interessante anche dietro questo Santuario. Partiamo dal principio. Nell’XI secolo, dove attualmente sorge il santuario, vi era una piccola chiesa, già consacrata alla Madre del Buon Consiglio. Con il tempo, la chiesetta subì l’inesorabile effetto causato dagli anni che passano, fino a ridursi in uno stato di fatiscenza molto pronunciato. Fu allora che, nella seconda metà del XV secolo, la terziaria agostiniana Petruccia, decise di mettere a disposizione tutti i suoi beni per provvedere alla sua ricostruzione. Purtroppo, i lavori di restauro costarono più dei beni posseduti da Petruccia la quale, terminati i fondi, fu costretta a desistere dell’impresa. Non desistette però nella speranza e, qualche anno dopo, fu ripagata di tanta devozione, dall’apparizione misteriosa su una parete della chiesa di un quadro della Madonna, certamente precedentemente conservato nella Cattedrale di Scutari, in Albania.  Nello stesso giorno infatti, truppe ottomane stavano entrando nella cittadina albanese, motivo per il quale due angeli, pur di non far cadere l’immagine sacra nelle loro mani, trasportarono il quadro fino a Genazzano. Era il 25 Aprile 1467; il giorno di San Marco.
La storia dell’apparizione ben presto si sparse dapprima nei dintorni, poi in tutto il Lazio e successivamente nel resto d’Italia. Fu così che da quel giorno, numerosissimi pellegrini si recarono a Genazzano per vedere il quadro della Madonna del Buon Consiglio e a chiedere grazie e protezione.
Inutile ricordare che a quel tempo si scambiavano spesso le grazie e il perdono con il denaro, e grazie a questo meccanismo, Petruccia accumulò quanto bastava per portare a termine la costruzione di quello che oggi è il Santuario della Madonna del Buon Consiglio.

Miracoli e avvenimenti legati al quadro

Sembra che la Madonna del Buon Consiglio abbia fatto moltissime grazie ai pellegrini che vi si sono recati in adorazione nel corso dei secoli. Quello che è certo è che oggi viene considerato un santuario molto “potente” e testimone ne è il fatto che molti Papi (tra cui anche il sempre compianto Giovanni Paolo II) vi si sono recati ad adorare la Vergine.
Una storia che ci hanno raccontato (e che non sappiamo se sia vera o meno), è legata al colore della pelle del dipinto della Madonna. Pare infatti che questo assuma toni rosati più accesi in prossimità di avvenimenti mondiali molto gravi. I più “scientifici” invece associano questa mutazione di colore alla percentuale di umidità nell’aria. A noi piace credere alla prima storia.

Il Castello Colonna

Il Castello Colonna è il secondo luogo da non perdere a Genazzano, sicuramente la seconda attrattiva per importanza storica e architettonica. Se però vi aspettate il classico castello fatto di torri e merli, rimarrete delusi. Il Castello Colonna assomiglia molto di più a una fortezza, con le sue forme squadrate e l’assenza di ingressi al di fuori delle mura della città. Dagli archivi storici dell’epoca, sembra risalire al 1022 ma fu solo nel 1053 che i principi Colonna ne entrarono in possesso e così fu fino al 1979, anno in cui entrò a far parte

Castello Colonna
Castello Colonna – Genazzano

del patrimonio storico immobiliare del comune di Genazzano. In realtà, il castello vide come suoi padroni anche la famiglia Borgia (si proprio quella di cui faceva parte Lucrezia), ma fu per un periodo breve di soli 3 anni, a seguito di alterne vicende di potere presso la sede pontificia.
Il castello si può apprezzare esternamente e visitarne il chiostro e qualche sala. Purtroppo gli antichi affreschi che decoravano le sale sono completamente spariti. Rimane qualche decorazione sul soffitto di alcune di esse.
Molte parti del castello, ahinoi, non è stato possibile visitarle, perché chiuse al pubblico. Ma se si riesce ad entrare insieme a una guida, non perdetevi assolutamente la piccola cappella del castello, questa rimasta intatta in tutto il suo splendore. Consigliamo quindi di prenotare a visita guidata al castello chiamando la Pro Loco locale, sempre molto disponibile. Il numero di telefono è 06 9578516.
Ma a cosa serviva un castello a Genazzano? Per molti anni si credette che il castello fosse semplicemente la residenza estiva dei principi Colonna. In realtà la storia ci racconta che nacque come un importante baluardo difensivo, nonché punto di avvistamento, per il controllo militare e commerciale della vallata. Grazie al castello i Colonna potevano controllare ciò che succedeva nel loro feudo ed organizzare le strategie militari o commerciali più adatte alla situazione. Durante gli attacchi da altri eserciti infine, il castello accoglieva i cittadini di Genazzano che correvano a rifugiarvisi.

Il Ninfeo Bramante

La terza cosa più importante da vedere a Genazzano è senza dubbio il Ninfeo Bramante. Se non si sa che esiste, risulta essere impossibile trovarlo. Il ninfeo infatti sorge due o tre centinaia di metri all’esterno della porta cittadina.
Ci si avvia in una strada che conduce nelle campagne e, nascosto dietro una folta vegetazione, sorge il Ninfeo. Più che al Bramante, l’opera viene attribuita a un allievo della scuola dell’artista al quale fu commissionata dai principi Colonna. Perché? Questo rimane un mistero, anche perché sembra che alla fine non sia stato mai utilizzato. Ma il suo valore artistico e architettonico non è in discussione. Quello che emerge dalle fonti storiche è che nei progetti dei Colonna, il ninfeo doveva diventare una sorta di foro molto elegante, dove fare incontri commerciali e politici, ospitando gli interlocutori in un luogo meraviglioso di cui vantarsi. Oggi, come detto anche sulla pagina dedicata al Ninfeo di questo B&B di Genazzano  si potrebbe definire un vanity asset.
Il motivo per il quale non fu mai terminato è parzialmente sconosciuto. Gli storici tendono ad attribuirlo al fatto che la struttura si dimostrò sin da subito non sicura. Non si capisce se i danni strutturali emersi, siano stati dovuti a una cattiva progettazione o al terreno sottoposto ad erosione a causa della vicinanza di un corso d’acqua presente davanti al sito stesso. In ogni caso fidatevi se vi dico che il Ninfeo merita una visita perché la bellezza dello stile bramantesco è riuscita a rimanere intatta attraverso i secoli che sono passati.

La Chiesa della Santa Croce

La chiesa della Santa Croce è una tappa obbligata se decidete di arrivare sin qui. Secondo me è una delle cose da non perdere a Genazzano. Stiamo parlando di una piccola chiesa sconsacrata, il cui ingresso si raggiunge dopo una ripida scalinata realizzata con blocchi di tufo.

Chiesa della Santa Croce
Chiesa della Santa Croce

Entrando, si nota subito un ambiente molto piccolo ma luminoso, impreziosito dalla serie di affreschi (realizzati in 3 cicli temporali diversi) in ottimo stato di conservazione che ricoprono tutte le pareti. Purtroppo c’è anche qualche zona nella quale parti di affresco sono andate perdute a causa dell’incuria, ma si tratta fortunatamente della minima parte. Prima di inoltrarci nella storia di questa chiesuola, ci piace riportarvi un fatto molto curioso, ovvero le firme apposte “graffiando” con un qualcosa di duro e affilato, in alcuni punti degli affreschi. Non si tratta della firma dell’artista, ma di quelle dei visitatori ai quali, allora come oggi, sembrava far piacere lasciare una traccia del proprio passaggio scrivendo il proprio nome da qualche parte. Questo però ci ha permesso di dare una data alle opere. In una di queste infatti si legge l’incisione “Hic fuit Michael Bonsemplans de Guielominii cum cardinale de Campiano anno domini MCCCXLVII”. Evidente quindi che nel 1347, parte di quegli affreschi erano già stati dipinti. La chiesa fu edificata nel X secolo, quindi parliamo di qualcosa di davvero antico ed era di proprietà dei Monaci Benedettini di Subiaco che, sorpresa delle sorprese, erano i più importanti feudatari del Lazio. Molti dei dipinti risalgono a quando ai vertici della Chiesa Cattolica c’era Oddone Colonna, il Papa di Genazzano che prese il nome di Martino V (a lui si deve la ricomposizione dello Scisma d’Occidente: Roma fu ripristinata quale sede naturale della cattedra apostolica e Avignone chiuse la sua esperienza di centro della Cristianità). Fu Papa Martino V stesso a commissionare il secondo ciclo di affreschi in vista del Giubileo da lui proclamato del 1423. Il terzo ciclo invece risale agli anni 40 del 1400. Oggi la chiesa ospita anche un piccolo sacrario dedicato ai caduti delle guerre.
Ma insomma, se cercate una chicca vera a Genazzano, la chiesa della Santa Croce è perfetta per dare alla vostra visita quel gusto in più che solo i viaggi slow sanno regalare (e chi viaggia in questo modo sa di cosa parlo). Consigliamo di chiamare la Pro Loco per sapere le date e gli orari di apertura della chiesa in quanto attualmente è chiusa al pubblico.

Altre cose da vedere a Genazzano

Durante la vostra visita a Genazzano potrete scoprire altri luoghi, forse meno rilevanti rispetto a quelli citati, ma che comunque troverete lungo l’unica strada che conduce “da in cima fino a tera” (da sopra a sotto)

Chiesa di San Paolo
Chiesa di San Paolo

il paese. Citiamo innanzi tutto la casa natìa di Brancaleone (Giovanni de Carlonibus) e quella di Papa Martino V. Poi le chiese di San Nicola, San Paolo, San Giovanni e di San Pio.
Da non perdere una passeggiata nel tranquillo Parco degli Elcini, collegato al castello Colonna da un ponte sospeso in cemento molto lungo. Nel parco si possono vedere i resti dell’antico acquedotto Claudio, fatto costruire dalla famiglia Colonna per portare l’acqua nel castello.

Mangiare a Genazzano

Ora che vi ho fatto percorrere tutta questa distanza alla scoperta delle cose più belle da vedere a Genazzano, potrebbe esservi venuta un po’ di fame. Forse è la stessa che è venuta a noi durante la visita, grazie alla quale abbiamo potuto assaporare qualche buon prodotto tipico del luogo.

Le ciambelle di Genazzano e le barachìe

Durante la passeggiata infatti, la nostra attenzione è stata catturata da un odore buono, un odore che preveniva da un piccolo forno affacciato sul corso.

Ciambelle di Genazzano
Ciambelle di Genazzano

È li che abbiamo scoperto le ciambelle all’anice di Genazzano. Si tratta di ciambelle salate, dalla crosta croccante che viene impastata con anice e semi di finocchio. Sapete quelle cose che non smettereste mai di mangiare? Ecco, la ciambella di Genazzano fa esattamente questo effetto.
Qualcuno di noi ha invece optato per il dolce e anche qui Genazzano, ha il suo prodotto tipico: la barachìa. È un dolce semplice, con un cuore di marmellata di prugne avvolto in una pastafrolla profumata. Per questo dolce, da quanto ci è stato detto, è stato avviato l’iter per farlo diventare prodotto Slow Food. Lo meriterebbe di sicuro.

A pranzo: dove mangiare a Genazzano

Inevitabilmente è arrivata anche l’ora del pranzo e la scelta del posto dove mangiare a Genazzano, non era stata pianificata. Così abbiamo sfruttato la cordialità degli abitanti del borgo in cerca di suggerimenti utili. Grazie al fatto di aver raggiunto Genazzano in macchina, non ci è stato difficile raggiungere il locale che più ha stuzzicato la nostra curiosità, un agriturismo (La Sonnina) in piena campagna che fa coltivazioni bio e ha

Maialino nero dei Monti Prenestini
Maialino nero dei Monti Prenestini

un allevamento proprio. Durante il pranzo ci ha colpito una cosa in particolare: ok, la pasta fatta in casa ce l’aspettavamo (sarebbe stato grave il contrario), idem le verdure, con tutto quel ben di Dio coltivato in azienda. Parliamo della carne di maialino nero dei Monti Prenestini.
E qui scatta la storia (sempre gradita). Il maiale nero dei Monti Prenestini è una razza particolare di suino. Nell’antichità il suo allevamento era molto diffuso ma poi la scelta degli allevatori si spostò sul classico maiale rosa, più grande e redditizio. Fu così che questa razza quasi si estinse, fino a quando il proprietario di questo agriturismo decise di ricominciare ad allevare questa particolare specie di suino. Il maialino nero dei Monti Prenestini infatti, cresce meno rispetto a quello rosa. Per essere macellato occorrono 2 anni anziché uno. Fa meno cuccioli e il tasso di mortalità tra di essi arriva fino al 50%. Inoltre deve essere allevato allo stato brado, facendolo pascolare liberamente nei campi e nei boschi. Capite bene quindi, quanto sia poco conveniente allevarlo ed è questo il motivo per il quale si era quasi estinto.

Eventi a Genazzano

È un vero peccato che quest’anno siano vietate le manifestazioni culturali e religiose perché ci sarebbe piaciuto poter partecipare almeno a uno dei due eventi più importanti di Genazzano: l’infiorata o il palio di Brancaleone.

L’infiorata di Genazzano

Genazzano fa parte delle città dell’infiorata. In questo borgo è infatti tradizione, nel giorno del Sacro Cuore
di Gesù (che dipendendo dalla data in cui cade la Pasqua, può essere festeggiato tra la fine di Maggio e inizio Giugno), realizzare un lungo tappeto di fiori dove far passare una processione storica. L’infiorata di Genazzano è una delle più antiche d’Italia e nel 2012 ha stabilito il record (guinness dei primati), con il tappeto floreale più grande. Solitamente, i fiori vengono colti una settimana prima e poi vengono messi a conservare all’interno delle cantine di tufo scavate lungo il borgo. Il giorno prima si separano i petali che poi vengono utilizzati nella notte per comporre il tappeto floreale. La mattina dopo, Genazzano si risveglia con le strade decorate da cima a fondo e sono migliaia le persone che ogni anno vi si recano ad ammirare l’opera. Quest’ultima rimane intatta fino al pomeriggio (quindi se si vuole vederla conviene andare di mattina).
A pomeriggio inoltrato, appunto, una lunga processione in costumi storici, rievocanti l’antico e il nuovo testamento, passa sopra il tappeto di fiori.

Il palio di Brancaleone

L’altro evento importante di Genazzano è il Palio di Brancaleone che rievoca la disfida di Barletta del 1503. Si tratta di un fatto storico realmente accaduto, durante il quale per una questione d’onore, si affrontarono 13 cavalieri francesi e 13 cavalieri italiani, tra cui appunto, Brancaleone (Giovanni de Carlonibus

Palio Brancaleone facebook
Palio di Brancaleone

all’anagrafe). Causa del contendere fu una discussione tra il comandante delle truppe spagnole, che aveva sconfitto in battaglia alcune divisioni francesi miste a mercenari italiani, e il comandante (prigioniero) francese. Quest’ultimo etichettava i soldati italiani come codardi, addossando a loro la causa della sconfitta, mentre il comandante spagnolo Mendoza, controbatteva dicendo che erano fieri e coraggiosi non meno dei francesi. Fu per questo che organizzarono questa disfida da cui gli italiani (anch’essi prigionieri), con un abile stratagemma militare, uscirono vincitori e riguadagnarono la libertà.
Si narra infatti che i combattenti dovessero battagliare dentro un recinto senza possibilità di uscirne (farlo significava perdere). I cavalieri vincitori sarebbero stati liberati.
I 13 cavalieri francesi caricarono i 13 italiani che nel frattempo si erano messi in posizione difensiva, salvo poi aprirsi all’ultimo momento per disarcionare e battere gli avversari d’oltralpe. Ecco, se capitaste a Genazzano in una domenica tra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno, potreste vedere 13 cavalieri italiani contro 13 cavalieri francesi, affrontarsi tra bandiere, gonfaloni, sbandieratori, arcieri, dame, nobili e musiche rinascimentali. Speriamo anche noi, la prossima volta di poter esserci e di potervi raccontare l’evento, insieme a tante altre nuove cose da vedere a Genazzano.

Le immagini relative agli eventi dell’infiorata e del Palio di Brancaleone sono tratte da facebok, per cui considerate di pubblico dominio. Nel caso ne rivendicaste la paternità, volendo negarne l’utilizzo su questa pagina, contattateci per richiederne la rimozione.

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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