Conoscete via Appia Antica a Roma? Immagino di si, con lo stradario. Ma sapete anche che ci potete trovare alcuni resti dell’antica Roma? (si, lo so che i romani la conoscono e che, probabilmente, ci saranno anche andati a fare una camminata).
Iniziamo il giro dalla Villa di Massenzio. Fa parte del circuito dei Musei in Comune e, all’interno del circuito, rientra nei musei con ingresso è gratuito. Il complesso della villa è formato da tre edifici: il palazzo, il circo di Massenzio ed il mausoleo dinastico. Peccato che vicino alle varie aree della villa non vi siano spiegazioni riguardo cosa i visitatori stanno guardando: vi consiglio, quindi, di leggere attentamente la targa esplicativa all’ingresso del sito per avere almeno un’infarinatura generale! La villa è aperta dal martedì alla domenica, durante l’inverno dalle 10 alle 16 e d’estate dalle 10 alle 18. (comunque no, non ho sbagliato… La Basilica di Massenzio si trova all’interno del foro romano, sul palatino. Per intenderci, la basilica “affaccia” su via dei fori imperiali. Non lasciatevi confondere dal nome “Massenzio”!). Se siete in visita a Roma e vi piace andare in bici, la City Pass Roma comprende un giro in bicicletta lungo via Appia antica (se la acquistate, poi fatemi sapere come vi trovate con un commento a questo post).
Proseguendo lungo via Appia, esattamente di fianco alla villa, si trova il Mausoleo di Cecilia Metella: questo è sicuramente il simbolo di via Appia Antica e, anche solo di nome, in tanti(ssimi) conoscono. Il biglietto intero costa 6 euro, quello ridotto 3, vale 7 giorni e permette di visitare anche le Terme di Caracalla e la Villa dei Quintili. Io ho preferito continuare la passeggiata e non entrare a visitarlo: ci tornerò un fine settimana in cui potrò visitare tutti e tre i luoghi compresi nel biglietto d’ingresso, le terme di Caracalla e la Villa dei Quintili sono luoghi che ho visto quando ero piccola e mi ricordo molto poco di entrambi (purtroppo).
Esattamente di fronte al mausoleo si trova la Chiesa di San Nicola a Capo di Bove. Non è possibile entrarvi, ma questo non impedisce di vederne l’interno (che vi mostro in foto): una chiesa sconsacrata, a navata unica e di piccola dimensione (forse particolare ovvio, lo so), di cui non resta nulla se non le pareti e l’abside. Questa piccola chiesetta è importante perché è uno dei rari esempi di gotico sacro della città di Roma. Sia la facciata che gli interni sono semplicissimi, le pareti sono lisce. Guardando la facciata, sulla sinistra, si vede anche ciò che resta di quello che, un tempo, era il campanile della chiesa.
Passeggiando lungo via Appia Antica senza alcuna deviazione lungo le vie laterali, l’ultimo luogo di interessa turistico è Capo Bove, un’antica proprietà terriera che, probabilmente, nel II secolo apparteneva ad Erode Attico (ed alla moglie Annia Regilla). L’ingresso è gratuito ed al suo interno si trovano un impianto termale (si trova a poche decine di metri dall’ingresso) ed una villa (che però, sinceramente, non ho capito come raggiungere). Molto interessante è la piccola mostra che mostra l’evoluzione abitativa (moderna) nei dintorni di via Appia Antica ed altri fatti interessanti della storia (dei resti dell’antica Roma arrivati fino a noi).
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Via Appia antica: storie dall’antica Roma

