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Amsterdam si…Amsterdam ni… Amsterdam no: le mia opinione di Amsterdam

Amsterdam si…Amsterdam ni… Amsterdam no: le mia opinione di Amsterdam

Durante i cinque giorni passati ad Amsterdam ho notato alcune cose che mi hanno colpita positivamente ed alcune cose che mi hanno lasciata un po’ interdetta, quasi colpita negativamente. In questo post volevo parlarvi , quindi della mia opinione di Amsterdam

IAMsterdam

AMSTERDAM SI
Sappiamo tutti che ad Amsterdam c’è molta libertà per diverse cose: in primis per quanto riguarda il fumo (anche se alcune regole, ultimamente, sono molto cambiate) ed è in Olanda che è stato celebrato il primo matrimonio gay. In effetti per strada si vedono molte coppie omosessuali: la cosa mi ha colpita positivamente, ovviamente, proprio perché in questa città la gente non si nasconde per paura di ripercussioni. Mi ha colpito, a parte questo, un’altra cosa: vista la libertà che si respira da questo punto di vista, mi sarei aspettata di vedere indifferentemente coppie lesbiche e coppie gay (gay inteso come uomo-uomo) e invece ho visto molte coppie lesbiche e nessuna (e dico nessuna) coppia gay.

Una seconda caratteristica che mi ha colpita è stata la gentilezza che ho riscontrato chiedendo informazioni. Certo, anche in tante altre città si trova gentilezza quando si chiedono informazioni, a Londra mi è capitato che una coppia che rientrava a casa si fermasse a chiedermi se avevo bisogno di aiuto quando mi hanno vista carica di valigie e cartina alla mano mentre stavo cercando la casa in cui dovevo andare a vivere per i due mesi successivi… In Italia pure si trova, alle volte, qualcuno che gentilmente ti da informazioni. Ma ad Amsterdam era una gentilezza educata (a differenza di Londra dove sono sempre molto formali, forse anche troppo, e dell’Italia dove siamo sicuramente molto caciaroni, quasi a risultare maleducati per chi non è abituato): quando siamo arrivati vicino l’appartamento che avevamo prenotato per il nostro soggiorno, non trovavamo la strada ed abbiamo chiesto ad un ragazzo che non sapeva dove fosse la strada e si è offerto di cercarla su google maps dal suo cellulare (è la prima volta che mi capita.. Mi era capitato solo che mi dicessero “non lo so” e mi lasciassero come una polla a cercare il luogo o la via che mi serviva)!
La prima volta che abbiamo dovuto fare i biglietti per la metropolitana abbiamo avuto difficoltà a capire come funzionavano le macchinette automatiche (unico modo per fare i biglietti in metropolitana) e quindi abbiamo dovuto chiedere aiuto: l’addetta a cui ho chiesto ci ha molto gentilmente accompagnati da un altro addetto, che evidentemente si occupava di questi problemi, e mostrandoci come si usavano quelle maledette macchinette ci ha fatto i biglietti 🙂

AMSTERDAM NO
Gentili e liberi si, ma alle volte anche maleducati… Amsterdam è una città che sicuramente lascia le persone libere di essere “chi vogliono”, ti fa sentire decisamente molto libero. Però è anche vero che questa libertà porta, alle volte, a non guardarsi intorno. Durante i cinque giorni ad Amsterdam ci è capitato diverse volte che alcune persone che andavano di corsa per poter prendere il tram in tempo ci venissero addosso senza nemmeno girarsi per chiedere scusa.
Per carità, sicuramente capita a tutti di essere in ritardo… Però credo che in qualsiasi parte del mondo ci si trovi, anche nella città più libera e disinteressata del pianeta, ci voglia sempre un “scusi” o un piccolo (piccolissimo) gesto che faccia capire che ci si è accorti della botta e che “ci dispiace” (anche se poi non ce ne potrebbe importare niente);

L’ultimo giorno in città abbiamo lasciato l’appartamento a mezzogiorno ed avevamo con noi i bagagli. La nostra idea era quella di passare alla stazione centrale per lasciare i bagagli al deposito della stazione (per andare poi a visitare il museo storico di Amsterdam). Ecco, peccato che il deposito bagagli della stazione centrale di Amsterdam, per noi, sia da dimenticare!
Sorvolando sul fatto che era completamente strapieno (si, ho voluto essere ridondante apposta nello scrivere) e che non avevamo, quindi, la possibilità di lasciare (anche volendo) la valigia lì, siamo rimasti colpiti da un’altra cosa: chi lascia le valigie in questo deposito può pagare SOLO con carta di credito con pin (tipo le prepagate per intenderci)… Mi è capitato in diversi viaggi di non portare con me la mia prepagata, a meno che non ci sia un motivo particolare (ad esempio se l’ho usata per la prenotazione di un hotel e vi ho lasciato i soldi per il pagamento una volta arrivata). Anche se ci fossero stati vani liberi da poter usare, non avevamo a disposizione nessuna carta per poter pagare. Non si potrebbe pensare ad un altro metodo di pagamento da accompagnare alle carte di credito?

AMSTERDAM NI
Amsterdam è una città in cui tutto si paga ed anche caro. Perché è un “ni”? Perché le cose si pagano, ma indietro si hanno dei servizi che funzionano anche molto bene! Ad esempio il biglietto per una corsa singola in metro (o tram) costa 2,80 euro, ma i tram e i treni della metro passano spesso, sono puliti e permettono di spostarsi senza problemi per la città (averli a Roma? Un sogno!). Per non parlare dei musei: il biglietto più economico che abbiamo pagato è stato quello per la Oude Kerk (si, una chiesa), che ci è costato ben 5 euro. Però ci è stata data anche una piantina ed una spiegazione molto accurata in italiano (certo, sembra un po’ poco visto che fanno pagare l’ingresso per visitare una chiesa. Però lo sforzo di offrire qualcosa in cambio di un ingresso a pagamento c’è. E poi credo che li non vi siano sostentamenti da parte dello stato, anche se non vorrei dire cavolate, e quindi si mantengono “a modo loro”).

Ci sono, poi, altre due cose che mi hanno incuriosita e che finiscono tra le cose “ni”.
Comincio dalle biciclette senza freni. In che senso? Questo:
Amsterdam: bici senza freni
Non sono riuscita a capire come diavolo facciano a frenare, perché è sicuro che prima o poi gli capiti di dover frenare, e non ho mai visto nemmeno un incidente (anche se due in bicicletta stavano per prendersi e forse anche farsi male). Sarà un mistero che non riuscirò mai a svelare (o qualcuno di voi mi sa dire come fanno? Semplicemente con i piedi?).

In ultimo vi sono i motorini che girano lungo le piste ciclabili, a velocità ridotta e le persone che vi viaggiano senza casco.
In motorino senza casco
Dopo cinque giorni ho collegato il fatto che girino lungo le piste ciclabili e il fatto che non portino il casco: forse possono non portarlo se girano lungo le ciclabili a velocità molto bassa? Non mi sembra molto credibile come cosa, lo ammetto, però mi ha incuriosita… Qualcuno mi sa svelare l’arcano? 😀

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