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Isola Tiberina: una barca di pietra nel cuore di Roma

Isola Tiberina: una barca di pietra nel cuore di Roma

Passeggiare sull’Isola Tiberina è un po’ come salire su una nave ancorata nel tempo. Situata al centro del Tevere, questa piccola isola lunga poco più di 300 metri è l’unica isola urbana del fiume ed è avvolta da una leggenda che affonda le sue radici nella Roma arcaica.

Un’isola nel Tevere, una nave nella storia

Secondo la tradizione, l’isola si sarebbe formata dopo il 510 a.C., quando il popolo, in segno di disprezzo, gettò nel Tevere il corpo (e le messi confiscate) del re Tarquinio il Superbo, l’ultimo dei re di Roma. In seguito, per rafforzare la sua somiglianza con una nave, i Romani fecero costruire rivestimenti in travertino e scolpirono una prua e una poppa, rendendola una “barca di pietra” visibile ancora oggi.
Tra la vegetazione

Come arrivarci e cosa vedere: ponti, chiese e scorci

L’isola è collegata alla terraferma da due ponti storici: Particolareil ponte Cestio, che la unisce a Trastevere, e il ponte Fabricio, il ponte più antico di Roma ancora in uso, che la collega al Ghetto ebraico. Poco più in là, verso Porta Portese, si intravedono i resti del suggestivo ponte Emilio, oggi noto come ponte rotto, distrutto più volte dalle piene del Tevere ma ancora capace di affascinare chi lo osserva. Dal lato di Trastevere, appena superato il ponte Cestio, si trova la splendida Basilica di San Bartolomeo all’Isola, costruita nel X secolo sui resti del tempio dedicato ad Esculapio, dio della medicina. Una visita è quasi d’obbligo, sia per la bellezza architettonica, sia per la spiritualità che si respira al suo interno. Poco prima del ponte Fabricio si incontra invece la Chiesa di San Giovanni Calibita, più piccola e raccolta, ma altrettanto affascinante. È uno di quei luoghi in cui il silenzio dice più di mille parole.

Un ospedale nel verde e il potere della quiete

Sulla “prua” dell’isola, rivolta verso ponte Garibaldi, si erge l’ospedale Fatebenefratelli, una delle istituzioni sanitarie più antiche di Roma. Fondato nel Medioevo come xenodochio (cioè rifugio per pellegrini e poveri), oggi è circondato da un piccolo angolo verde che lo isola visivamente e acusticamente dal traffico urbano. Osservare la vegetazione e i grandi alberi che lo circondano è un’esperienza sorprendente: sembra quasi di essere fuori dal tempo, nel cuore della città.
Il ponte dalla sponda dell'Isola Tiberina

Sole, cinema e vita all’aperto: l’Isola Tiberina d’estate

Quando arriva la bella stagione, l’Isola Tiberina si trasforma in un vero salotto sul Tevere. Le banchine si popolano di romani e turisti che scendono a prendere il sole, leggere o semplicemente rilassarsi. Dimenticate Ostia o Fregene: qui il mare non c’è, ma l’atmosfera è ancora più magica. D’estate ospita L’Isola del Cinema, una rassegna cinematografica all’aperto tra le più amate della capitale, con proiezioni, incontri e serate sotto le stelle. Nei pressi del “ponte rotto” (o della “poppa” dell’isola, se seguiamo la metafora navale), si trovano anche diversi locali e pub all’aperto, ideali per una cena o un drink immersi in un contesto unico.

Consiglio d’autore: attraversare Roma camminando sulla storia

Un suggerimento personale: attraversare il Tevere passando per l’Isola Tiberina è uno dei modi più belli per vivere Roma da dentro. In pochi minuti si attraversa un luogo carico di storia e atmosfera, con una vista impagabile sulle due rive della città. Camminare su quest’isola significa camminare su secoli di leggende, architetture e simboli.

La sfida: trova il simbolo della medicina scolpito nella pietra

E ora, una sfida per i più curiosi! Lo sapevate che sull’isola è scolpito il Bastone di Asclepio, il celebre simbolo della medicina? Secondo il racconto di Tito Livio, nel 229 a.C. una pestilenza colpì Roma. I sacerdoti si recarono allora ad Epidauro, al santuario di Esculapio, per chiedere aiuto. Tornarono portando con sé un serpente sacro, incarnazione del dio, che una volta giunto in prossimità dell’isola si gettò nel fiume e si rifugiò tra la vegetazione. I romani, interpretando il gesto come un segno divino, consacrarono l’isola al dio della guarigione.
Ecco, il simbolo di questa storia è ancora lì. Riuscite a trovarlo? Cercatelo tra i dettagli architettonici e fatemi sapere!

Ponte rotto

la statua del Fatebenefratelli

Isola Tiberina: particolare

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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