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Roma segreta: centro storico

Roma segreta: centro storico
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Vi va di fare una nuova passeggiata alla scoperta di una Roma segreta e le sue storie insolite e poco conosciute? Allora vi riporto di nuovo a girare per il centro storico, dall’isola tiberina fino all’altezza dell’ara pacis, alla scoperta di una nuova Roma segreta. La conoscete la leggenda di Esculapio e del serpente che si buttò nel tevere all’altezza del’Isola Tiberina? Nel III secolo a.C. a Roma ci fu una tremenda pestilenza ed i romani decisero di inviare una delegazione in Grecia per andare a chiede aiuto ad Esculapio, il dio della medicina.
Il serpente dell'isola tiberinaLa leggenda racconta che un serpente si introdusse sulla nave ed i saggi interpretarono l’accaduto come segno divino, ripartendo alla volta di Roma con il serpente sulla nave. Si narra poi che, all’altezza dell’isola Tiberina, il serpente si gettò nel Tevere e nessuno lo ritrovò mai: questo venne interpretato come un segno e i romani costruirono un tempio ad Esculapio esattamente dove il serpente aveva indicato gettandosi in acqua. La leggenda narra, infine, che poco dopo l’erezione del tempio dedicato ad Esculapio (sull’Isola Tiberina) l’epidemia cessò: l’isola è, ancora oggi, dedicata alla cura dei malati, grazie all’ospedale Fatebenefratelli. Dove un tempo sorgeva l’antico tempio, oggi, si trova la Basilica di San Bartolomeo. Il ricordo del serpente è scolpito nella pietra dell’isola, all’altezza della poppa della nave.
Sant'Angelo in Pescheria Il ghetto di Roma è una zona della città che racconta tantissime storie e più se ne ascoltano più si scopre che ce ne sarebbero da ascoltare. Tra Medioevo ed inizio dell’800 la zona del Portico d’Ottavia ospitava quella che viene chiamata la Pescheria romana. In ricordo rimane, sulla facciata della chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, targa in marmo che stabilisce le misure del pesce. Oltre a stabilire quali dovevano essere le misure del pesce in vendita presso il mercato, questa targa serviva anche a comunicare che i conservatori (amministratori civili) avevano il diritto di prendere le teste dei pesci più lunghi di tredici centimetri. Viene specificato anche che nessuno poteva dire di non conoscere la regola, la quale andava rispettata senza ritrosie (non ci si poteva nemmeno appellare alla buona fede della persona che si aveva di fronte).
La targa "contro le taverne" Andiamo avanti e ci spostiamo al Pantheon e l’affollatissima piazza della rotonda. Ma, probabilmente, pochissimi hanno mai notato la targa contro le “ignobili taverne e la loro odiosa bruttezza”. Già ai tempi di Pio VII la piazza era affollatissima di ristoranti ed il papa fece apporre questa targa in cui si giustificava la loro demolizione con quella che viene definita “odiosa bruttezza”. Devo dire che in tanti anni non l’avevo mai notata ed ho dovuto prestare molta attenzione perché è praticamente “nascosta” dalla folla nonostante la sua posizione sopraelevata. Vi ricordate Santa Maria sopra Minerva, dove si trova l’elefantino del Bernini?
Targhe delle inondazioniOggi vi ci riporto perché proprio sulla facciata della chiesa si trovano le targhe delle inondazioni del Tevere. Queste targhe segnano il livello raggiunto dall’acqua del fiume. Ce ne sono molte, a varie altezze, perché la chiesa si trova vicino al Pantheon: questo si trova in uno dei punti più bassi della città, dove quindi l’acqua raggiungeva altezze molto elevate rispetta a tantissimi altri luoghi del resto della città. Ma come arrivava l’acqua fino qua, visto che comunque non ci troviamo vicino al fiume? Semplice: l’acqua risaliva la Cloaca Maxima, l’antico sistema delle fognature di Roma! Un tempo le inondazioni a Roma erano molto frequenti perché durante la stagione delle piogge il livello del Tevere si alzava molto (capita ancora oggi, quando ci sono abbondanti piogge) e l’assenza di argini molto alti come quelli odierni consentiva ovviamente all’acqua del fiume di uscire dal suo corso ed allagare, di conseguenza, la città.
Cupola a Sant'Ignazio di Loyola La conoscete la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio? Si trova, per darvi dei punti di riferimento, tra via del Corso e Piazza della Minerva e l’ho scoperta per caso leggendo della sua cupola piatta. In che senso “cupola piatta”? Nel senso che un abile gioco di prospettive vi permette di vedere la cupola solo da alcuni punti della navata centrale della chiesa, altrimenti la vedrete semplicemente come un disegno “piatto” sul soffitto (nel punto in cui si dovrebbe trovare una cupola “vera”). Vi consiglio di farci un salto perché il gioco di prospettiva è impressionante.
Idrometro marmoreo, Ripetta Per concludere il nostro giro, vi porto a scoprire l’antico porto di Ripetta. A Largo San Rocco, accanto l’Ara Pacis, sulla parete della chiesa di San Rocco si trova un Idrometro marmoreo del porto di Ripetta: erano 5 e servivano per segnare l’altezza dell’acqua del tevere. L’iscrizione più alta, relativa all’alluvione del 1598, segna 19,56 metri: la forza di quell’alluvione fu tale da rompere 3 arcate del ponte Emilio (oggi conosciuto come ponte rotto), rendendolo inutilizzabile in via definitiva. Il porto di ripetta venne usato fino al 1870, anno in cui vi fu una nuova esondazione del tevere.
Antico porto di Ripetta Infine vi segnalo che in piazza del porto di Ripetta si trovano due colonne dell’antico porto: in marmo, accanto ad una fontana, si notano poco e sono gli unici resti del Porto di Ripetta. La forma è simile a quella delle colonne che venivano realizzate nell’antichità e le iscrizioni che ancora si leggono fanno capire la loro funzione di idrometri: le incisioni riportano notizia delle principali esondazioni del Tevere. Piccola nota storica: il termine “Ripetta” significa “piccola riva” e venne dato questo nome a questo piccolo porto per distinguerlo dallo scalo principale in “Ripa grande”, sulla riva destra del fiume sotto il complesso monumentale di San Michele (questo porto serviva per le navi che arrivavano a Roma dal Mar Tirreno). Non è un giro brevissimo, va ammesso, ma ritengo che ciascuno di questi luoghi riesca a ricordarci al meglio la storia che attraversa Roma in tutto il suo splendore!
Antico porto di Ripetta

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