— AGGIORNAMENTO NOVEMBRE 2024: Il museo ha cambiato nome, oggi è il GAMM Game Museum, e si è trasferito a Piazza della Repubblica —
Roma è una città che riesce a stupire sempre anche me che ci vivo da sempre… Qualche giorno fa sono andata a visitare il VIGAMUS, il museo del videogioco. Si tratta di un piccolo museo a via sabotino, in zona prati, che ripercorre la storia dei videogiochi dalla nascita fino ai giorni nostri.Roma è una città che riesce a stupire sempre anche me che ci vivo da sempre… Qualche giorno fa sono andata a visitare il VIGAMUS, il museo del videogioco. Si tratta di un piccolo museo a via sabotino, in zona prati, che ripercorre la storia dei videogiochi dalla nascita fino ai giorni nostri.

Il “punto a loro favore” più grande è l’idea di mettere delle sale interattive: qui i visitatori possono giocare a tanti videogiochi, da alcuni di quelli più datati ad alcuni molto più recenti (come assasin’s creed). Il museo Non è grandissimo, ci vuole poco più di un’ora per visitarlo. Ben fatte, secondo me, le spiegazioni lungo le pareti: sono sia in italiano che in inglese e raccontano molto bene la storia.
Le spiegazioni seguono l’ordine cronologico delle teche, dove sono esposte le consolle di gioco: queste vi riporteranno “davvero indietro nel tempo”, vi faranno rivivere i primi anni di videogiochi e vi lasceranno a bocca aperta… Io sono rimasta davvero sorpresa dall’evoluzione delle consolle e mi chiedo ancora come, con le primissime, si potesse giocare (e mi piacerebbe molto provarle). Un piccolo museo che, alla fine, è una grandissima scoperta!
Tra le tante cose che mi hanno colpita di questo museo è la loro grande attività nella divulgazione dei videogiochi e della loro storia: all’ingresso, oltre a tanti gadget per i giocatori seriali, troverete molti libri sul mondo del videogioco ed i volantini sui corsi che organizzano (si, fanno anche corsi). Vi consiglio, durante un viaggio a Roma, di passare di qua e visitare questo piccolo museo che, anche se non racconta del monto antico, sa il fatto suo e riesce ad emozionare genitori e figli (e poi realizzare videogiochi, e giocarci, è pur sempre un tipo di arte.. O no??)







