Rumiz è diventato, negli ultimi anni, uno dei miei autori preferiti. Nel libro di questo mese, “il Ciclope” porta il lettore su un’isola particolare, dall’attracco difficile e fuori dai tracciati turistici. Il suo faro è fondamentale per le rotte marittime tra Oriente e Occidente.
“Gli arcipelaghi dell’anima sono infinitamente più misteriosi e complicati di quelli reali”
Paolo Rumiz condivide tre settimane sull’isola insieme al farista, gli animali dell’isola e si attiene a quelle che sono le consuetudini della solitudine su un’isola/faro. Ovviamente non potrà che arrendersi agli elementi naturali che imperversano e comandano su queste isole. Impara a capire se sta per arrivare una tempesta, caapire e “prevedere” l’arrivo di una tempesta, mentre ascolta il vento e convivere con gli uccelli.Un viaggio che diventa avventura interiore.
Rumiz non rivela ai lettori di quale isola racconta e lo scrive, ammettendolo ai suoi lettori:
ci lascia immaginare, provare a capire da soli sulla base di alcuni indizi e tracce che l’autore ha disseminato nel testo (pare che questa isola magica sia l’Isola di Palagruza in Croazia). L’autore ci porta a scoprire ius luogo adatto e perfetto per riconnette col mondo e la natura. Lo racconta utilizzando anche le parole di esperti di questo mondo, esperti che ha incontrato, per portare alla luce ii tratti più particolari che raccontano al meglio le isole e i loro fari. Ci racconta del ciclope, dalla luce che guida i naviganti del mare raccontando la scoperta e il rapporto con la solitudine che necessariamente si deve affrontare in un luogo del genere.
Link utili
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