Trastevere, per me, è stato per tanti anni “IL quartiere del sabato sera”. Crescendo, ho iniziato poi a variare il panorama del fine settimana, ma Trastevere è sempre stato l’inizio (una sorta di “primo amore”).
Trastevere non è solo movida
Ma anche storia, arte, chiese e scorci da scoprire. Ho capito negli anni quanto questo quartiere/rione abbia da raccontare, oltre tutti i locali sempre pieni di persone durante il weekend (e non solo).
Un po’ di storia del rione
Il rione XIII di Roma, Trastevere, è il più esteso di tutti: storicamente era una zona legata all’Isola Tiberina e affonda le sue radici secolari nella classe operaia.
Trastevere e il Vaticano erano le uniche due zone “fuori” da quella che era la Roma antica: saranno i ponti all’altezza dell’isola a collegarla. Inoltre, prima della costruzione delle mura aureliane Trastevere era alla mercé degli invasori: era sempre la prima zona ad essere invasa, proprio perché non era protetta. Dobbiamo però ricordarci che si trattava, comunque, di una zona portuale: questo significa che parliamo di una zona internazionale, cosa che portò alla nascita di una comunità “straniera” proprio nelal zona di Trastevere. Fino all’800, il quartiere rimane una zona popolare.
Passeggiando per il rione
Iniziamo da Piazza in Lucina, dove emergono quelle che sono case di epoca medievale (che erano di proprietà della famiglia Mattei). Il nome della piazza sembra derivare o dal mercato del pesce (quindi da “pesce” diventa “piscinula”) o dalle terme (la trasformazione, quindi, diventa “piscina-piscinula”).
Leggermente nascosta rispetto alla parte “principale” della piazza si trova la piccola chiesa di San Benedetto in Piscinula: sembra che intorno al 470 ci avesse soggiornato San Benedetto e che la chiessa venne costruita proprio sopra la casa dove dormì. Nella cella dove soggiornò, sembra che San Benedetto ebbe la visione della Madonna che gli disse di fondare il suo ordine. Piccola curiosità: la campana della chiesa è la più antica di Roma (risale al 1060).
Percorrendo via in Piscinula si arriva in vicolo dell’atleta: questo vicolo è stato chiamato così perché vi venne trovata una statua (l’apoxiomenos che si trova oggi ai Musei Vaticani). Inoltre, quando nel 1100 arrivano gli ebrei a trastevere sembra che la prima sinangoga venne costruita proprio in vicolo dell’atleta. Percorrendo poi via dei genovesi si arriva a San Giovanni dei Genovesi, che venne concessa da Sisto V ai genovesi. Poco distante si trova l’arco dei Tolomei: di epoca medievale, accanto si vede ancora quella che era la torre costruita con l’arco. Quest’ultima, costruita su base romana, oggi è più bassa di quando venne costruita. Alle spalle di via della VII coorte, dove si trovava la stazione della VII coorte dei vigili, in via di monte fiore si trovano alcuni resti di una torre di epoca romana.
Arrivando a Piazza Giuseppe Gioacchino Belli si nota subito la statua dedicata al Belli, costruita nel 1990. Di fronte si trova la casa di Dante, restaurata (anche male in alcuni punti, come la torre I cui merli sono dell’800 e non hanno niente a che vedere con l’originale).
Alcune curiosità e storie del rione
In via della luce si trova una piccola chiesa, dove venne portata un’icona della Madonna dopo alcuni miracoli in zona.
Uno di questi riguarda un cieco che, sembra, sia riuscito a vedere proprio l’immagine della Madonna. Storia vuole che, dopo aver sentito un rumore di calcinacci invocò la Vergine Maria; riuscendo a “vederla” il cieco urlò “luce, luce” : proprio per via della sua cecità questo venne visto come un miracolo. Per gli appassionati: passando per vicolo del buco, al numero 7 si trova la casa di Lucio Dalla (abitò qui dal 1980 al 1986). Una piccola curiosità: via di Santa Bonosa richiama una chiesa che non esiste più, perché venne distrutta per la costruzione di viale di trastevere.
Sapevate che a Trastevere si trova anche quella che viene considerata la casa più piccola di Roma? Si trova in via dell’arco di San Callisto (si, è quella nella foto a sinistra).
Molto interessante, in via del moro, l’insegna in ferro del caffè del moro: dipinta su ferro, l’insegna è una delle insegne più antiche di Roma.
Al di là di viale trastevere
Viale di Trastevere tagliò letteralmente in due il quartiere: questo ha fatot si che la vita del quartiere cambiasse molto, sia dal punto di vista del quartiere nel suo complesso sia tra le “due zone” in cui venne diviso. Una delle vie che in tanti conosciamo è via della Lungaretta, il cui tracciato riprendeva quello della via Aurelia.
In piazza Sidney Sonnino, sulla sinistra, si trova la Chiesa di San Crisogono di Aquileia, originaria del IV secolo. L’ospedale San Gallicano, che è un altro dei punti fermi del quartiere: costruito nel ‘700, l’ospedale era dedicato alla cura delle malattie dermatologiche. Osservandolo da fuori, si vede il ballatoio dal quale gli infermieri aprivano gli scuri delle finestre, così lo facevano da fuori senza far entrare aria nelle stanze dei malati.
In piazza di Santa Maria in Trastevere si trova la chiesa di Santa Maria in Trastevere: si tratta della prima chiesa dedicata a Maria. Nel 36 a.C. inizia a sgorgare olio dal terreno: per questo in fondo al presbiterio si trova una targa indica il punto dove si trovava la fons olei.
Una passeggiata a Trastevere non può prescindere dal passare anche per Piazza Trilussa. Si trova di fronte a Ponte Sisto e in passato si chiamava proprio “piazza di ponte Sisto”. La fontana che vediamo oggi non è quella originale: la prima fontana venne commissioanta da Paolo V Borghese agli architetti Van Santen (detto “il Vasanzio”) e Giovanni Fontana; va ricordato però che, in origine, era stata posizionata sulla sponda opposta del tevere. La fontana venne spostata nella sua posizione attuale solo nel 1898 quando venne ricostruita dove la vediamo oggi, a seguito di una sua demolizione fatta con poca attenzione (nel 1870 si era deciso di allargare il letto del fiume e costruire i muraglioni).
Link utili
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Ciao complimenti per il tuo blog 👏
Ti faccio una domanda se posso:
Sai come si diceva in latino
Rione Trastevere
Se lo sai mi puoi rispondere per mail
Grazie infinite
Andrea