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Visitare Auschwitz da Cracovia

Visitare Auschwitz da Cracovia

Visitare Auschwitz è una delle esperienze che molte persone scelgono di inserire durante un viaggio a Cracovia, ma è anche una visita diversa da tutte le altre. Non è un museo nel senso più leggero del termine, né una semplice escursione fuori città da incastrare tra una passeggiata nel centro storico e una cena in piazza. È un luogo di memoria, e proprio per questo richiede tempo, attenzione e un minimo di organizzazione. Non tanto perché sia complicato arrivarci, ma perché è importante scegliere bene l’orario, capire come funzionano i biglietti, considerare gli spostamenti da Cracovia e lasciare alla visita lo spazio che merita.

Auschwitz: dove si trova

Auschwitz non si trova a Cracovia, ma a Oświęcim, una città polacca a ovest di Cracovia. È una distinzione importante, perché spesso la visita viene organizzata come escursione in giornata da Cracovia, ma il museo non si trova in città.
Il complesso visitabile comprende Auschwitz I e Auschwitz II-Birkenau, due aree distinte che si trovano a qualche chilometro di distanza l’una dall’altra. Le visite guidate generali per visitatori individuali includono entrambe le parti e durano diverse ore, quindi è bene considerare quasi l’intera giornata come impegnata.
Quando si prenota la visita, quindi, non bisogna guardare solo l’orario di ingresso al museo. Se si parte da Cracovia in autonomia, è importante lasciare un margine sufficiente per arrivare a Oświęcim, raggiungere l’ingresso del museo, passare i controlli e presentarsi nel punto indicato per la visita guidata.

Auschwitz I e Auschwitz II-Birkenau: cosa comprende la visita

Quando si parla di “visitare Auschwitz”, in realtà ci si riferisce a due luoghi diversi: Auschwitz I
e Auschwitz II-Birkenau. La visita guidata comincia ad Auschwitz I, il campo principale, dove si trovano gli edifici in mattoni che ospitano gran parte delle esposizioni museali. È qui che si trova anche il famoso cancello con la scritta “Arbeit macht frei”, “Il lavoro rende liberi”, attraverso il quale si entra nell’area del campo.
Da qui la guida accompagna il gruppo attraverso i diversi blocchi e le esposizioni allestite al loro interno. Il percorso è molto strutturato e segue una successione piuttosto rigida di edifici e stanze. Tra le testimonianze conservate ed esposte si trovano enormi quantità di oggetti appartenuti alle persone deportate, tra cui scarpe e valigie con nomi e altri dati dei proprietari. Ci sono poi i capelli delle vittime e diversi oggetti e strumenti legati alla vita e al sistema di prigionia del campo, compresi quelli utilizzati per tatuare i numeri di identificazione sui prigionieri.
Terminata la visita di Auschwitz I, c’è una pausa di circa 20 minuti prima di proseguire verso Auschwitz II-Birkenau. I due siti si trovano a qualche chilometro di distanza e il trasferimento avviene con la navetta gratuita del museo. Una volta arrivati a Birkenau, la visita guidata riprende con la stessa guida e prosegue attraverso un’area molto più estesa, caratterizzata soprattutto da grandi spazi aperti, baracche, binari e dai resti delle strutture del campo. È qui che si trova anche l’immagine forse più riconoscibile di Birkenau: l’edificio d’ingresso attraversato dai binari ferroviari che proseguono all’interno del campo.
La visita guidata generale comprende quindi entrambi i campi. Al termine della visita di Birkenau si utilizza nuovamente la navetta gratuita per tornare ad Auschwitz I, da dove è poi possibile organizzare il rientro verso la stazione di Oświęcim.

Dove prenotare i biglietti per Auschwitz

Per visitare Auschwitz è consigliabile prenotare i biglietti in anticipo, soprattutto se si viaggia in alta stagione, nei weekend o in periodi molto richiesti. Il riferimento principale è il sito ufficiale del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, dove è possibile scegliere data, orario, lingua e tipologia di visita.
Durante la prenotazione bisogna fare attenzione ad alcuni dettagli:

  • la data della visita;
  • l’orario di ingresso;
  • la lingua della guida;
  • la tipologia di biglietto;
  • il nome e l’indirizzo email inseriti;
  • l’eventuale diritto a tariffe ridotte;

Per i visitatori individuali sono disponibili visite guidate in diverse lingue. Gli orari variano in base alla data e alla disponibilità, quindi conviene controllare con anticipo e non aspettare troppo se si trova una fascia oraria adatta. Nel mio caso, per esempio, ho scelto una visita guidata in inglese a metà mattina, perché gli orari in italiano disponibili erano più tardi e avrebbero reso la giornata più lunga. È una scelta personale, ma secondo me l’orario conta molto: Auschwitz non è una visita da fare di corsa o arrivando già stanchi.

A che ora prenotare la visita ad Auschwitz?

La scelta dell’orario è una delle parti più importanti dell’organizzazione,
soprattutto se si parte da Cracovia in autonomia. La tentazione può essere quella di prenotare il prima possibile al mattino, per evitare il caldo e avere il resto della giornata libero. In realtà, se si deve arrivare da Cracovia, un orario troppo presto può significare sveglia all’alba, treno o autobus molto presto e parecchio tempo di attesa una volta arrivati a Oświęcim. Dall’altra parte, prenotare troppo tardi può rendere la visita più pesante, soprattutto in estate. Auschwitz è una visita lunga, in parte all’aperto, e richiede attenzione anche dal punto di vista emotivo. Arrivarci nelle ore più calde o con la giornata già avanzata può non essere l’ideale. Per questo una visita a metà mattina può essere un buon compromesso. Permette di partire da Cracovia senza una levataccia e, allo stesso tempo, di non spostare la visita troppo avanti nella giornata.
Naturalmente la scelta migliore dipende dagli orari effettivi dei treni o degli autobus disponibili nel periodo del viaggio. Prima di prenotare, conviene fare una simulazione dei collegamenti, anche se gli orari definitivi potrebbero non essere ancora disponibili per date molto lontane.

Come arrivare ad Auschwitz da Cracovia

Auschwitz può essere raggiunto da Cracovia in diversi modi. La soluzione più adatta dipende dal tipo di viaggio che si sta organizzando, dal budget e da quanto si vuole essere autonomi.

In treno da Cracovia a Oświęcim

Una delle opzioni più semplici è il treno da Kraków Główny, la stazione centrale di Cracovia, a Oświęcim. Il viaggio può durare circa un’ora o più, a seconda del collegamento. Una volta arrivati in stazione, bisogna raggiungere Auschwitz I, da dove iniziano le visite guidate.
Per questo motivo, quando si controllano gli orari, non bisogna guardare solo l’arrivo del treno. Se la visita inizia, per esempio, alle 11:15, non è sufficiente arrivare a Oświęcim pochi minuti prima: bisogna considerare anche il tempo per il trasferimento dalla stazione al museo e l’anticipo richiesto per i controlli.
Dalla stazione di Oświęcim al museo ci sono diverse possibilità: autobus locale, taxi o, se si ha tempo e voglia, anche la camminata. La scelta dipende dall’orario di arrivo e da quanto margine si ha prima dell’ingresso. I bus che portano vicino all’ingresso sono due: il numero 3 e il numero 8; il biglietto si fa a bordo pagando con carta di credito alle macchinette apposite.  Se all’andata arrivate molto vicino all’orario di ingresso valutate il taxi: il tragitto è breve e permette di evitare perdite di tempo con fermate, coincidenze o indicazioni da capire sul momento. Al ritorno, invece, si può essere più flessibili.

In autobus o con tour organizzato

Un’alternativa al treno è l’autobus da Cracovia, oppure un tour organizzato con trasporto incluso. Questa soluzione può essere comoda per chi non vuole occuparsi dei collegamenti in autonomia, ma è meno flessibile. Nel caso di una visita organizzata in autonomia, invece, si ha più controllo su orario, lingua della visita e gestione della giornata. È però necessario controllare bene i tempi e non calcolare gli spostamenti al minuto.

La navetta tra Auschwitz I e Birkenau è inclusa?

Sì, per le visite guidate organizzate direttamente dalla gestione del museo la navetta è compresa;
immagino anche per i tour organizzati che fanno le visite organizzate da loro (meglio chiedere all’organizzazione, se andate con questi tour). La navetta gratuita serve a spostare i visitatori tra i due siti, che si trovano a qualche chilometro di distanza. È importante però non confondere questa navetta con il collegamento dalla stazione di Oświęcim al museo. La navetta gratuita riguarda solo lo spostamento interno tra Auschwitz I e Birkenau, non il tragitto da e per la stazione ferroviaria. Questa distinzione è utile da sapere prima della visita, perché evita di pensare che una volta arrivati in treno a Oświęcim ci sia automaticamente un bus del museo ad aspettare i visitatori.

Quanto dura la visita ad Auschwitz

La visita guidata generale per visitatori individuali dura circa 3 ore e 45 minuti. A questo tempo bisogna però aggiungere tutto il resto: il viaggio da Cracovia, il trasferimento dalla stazione o dalla fermata al museo, i controlli all’ingresso, l’eventuale attesa prima della visita e il rientro. Per questo, anche se la visita in sé non occupa l’intera giornata, è meglio non programmare troppe altre cose subito dopo. Auschwitz è una visita impegnativa, non solo per la durata, ma anche per il tipo di luogo e per quello che rappresenta.
Se si parte da Cracovia, è più realistico considerarla come l’attività principale della giornata.

Cosa portare e cosa controllare prima della visita

Prima di andare ad Auschwitz conviene controllare con attenzione le indicazioni ufficiali aggiornate, soprattutto per quanto riguarda orari, regole di accesso e dimensioni consentite per borse e zaini. In generale, è utile avere con sé:

  • il biglietto stampato;
  • un documento di identità. I biglietti sono nominativi e all’ingresso chiedono di vedere il documento;
  • acqua, soprattutto in estate;
  • scarpe comode;
  • abbigliamento adatto alla stagione;
  • uno zaino piccolo o una borsa essenziale, rispettando le regole del museo;

È meglio evitare di arrivare di corsa. Presentarsi con anticipo permette di affrontare i controlli e l’inizio della visita con più calma.

Consigli pratici per organizzare la visita

Se si vuole organizzare la visita in autonomia da Cracovia, consiglio prima di tutto di controllare la disponibilità sul sito ufficiale del Memoriale e prenotare il biglietto con anticipo. Per i visitatori individuali sono previste visite guidate in diverse lingue, ma gli orari e la disponibilità cambiano a seconda del periodo. Io ho scelto una visita in inglese perché l’orario disponibile si adattava meglio al mio programma della giornata.
Avevo valutato anche alcune visite in italiano proposte attraverso tour organizzati e piattaforme di prenotazione, ma ho preferito acquistare direttamente dal sito ufficiale. Tra le recensioni avevo trovato diverse segnalazioni relative a cambi di orario e attese sul posto. Lo stesso Memoriale ha invitato i visitatori a prestare attenzione alle offerte di operatori esterni, segnalando casi di tour venduti senza una prenotazione confermata e di orari modificati all’ultimo momento.
Se si arriva in treno, bisogna inoltre considerare che la stazione di Oświęcim non coincide con l’ingresso di Auschwitz I. È quindi importante lasciare un margine sufficiente tra l’arrivo del treno e l’orario della visita, considerando anche il trasferimento fino al museo e i controlli all’ingresso.

Visitare Auschwitz da Cracovia: ne vale la pena?

La visita ad Auschwitz è stata molto diversa da come me l’aspettavo, soprattutto per il ritmo con cui si svolge
la prima parte del percorso. Ad Auschwitz I i gruppi entrano negli edifici uno dopo l’altro e ho avuto spesso la sensazione di dover proseguire molto velocemente. In diversi momenti non ho avuto quasi il tempo di capire cosa stessi guardando prima di dover passare all’ambiente successivo.
In un’occasione mi sono soffermata appena un po’ più a lungo per cercare di capire meglio ciò che stavo osservando e, nel frattempo, il mio gruppo era già andato avanti. Per fortuna un’altra guida si è accorta della situazione e mi ha indicato dove proseguire. Questo rende bene l’idea del ritmo della visita ad Auschwitz I e di quanto sia difficile fermarsi anche solo qualche momento in più. La visita si svolge seguendo la guida e non è quindi possibile decidere autonomamente di fermarsi più a lungo davanti a una fotografia, a un documento, a un oggetto o all’interno di una sala. Proprio considerando ciò che Auschwitz rappresenta, avrei preferito un ritmo che permettesse di soffermarsi maggiormente su quello che viene mostrato.
A Birkenau il ritmo è meno serrato. Gli spazi sono più ampi e il percorso permette di osservare il luogo e ascoltare le spiegazioni con maggiore calma, senza lo stesso susseguirsi di gruppi all’interno degli edifici che caratterizza Auschwitz I.
Questo non cambia naturalmente il valore storico e memoriale di Auschwitz, ma è un aspetto che ha inciso molto sulla mia valutazione della visita. È qualcosa che avrei voluto conoscere prima di partire e che ritengo utile sapere quando si decide di visitare il sito.

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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