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Giardino di Ninfa

Giardino di Ninfa

Il Giardino di Ninfa è uno dei posti che più mi hanno colpita, tra i tanti che ho avuto modo di visitare. È un luogo molto particolare, una giardino “costruito” tra quelli che sono i resti di una città (Ninfa, appunto), seguendo un progetto molto preciso e organizzato.
Non è facile riuscire a visitarlo, poiché è aperto solo per alcuni mesi dell’anno (quelli della fioritura) e i biglietti finiscono sempre in breve tempo (motivo per cui è bene prenderli con largo anticipo, dal sito ufficiale). Ma andiamo con ordine, iniziando dalla storia del giardino.

Giardino di Ninfa: un po’ di storia

Il nome “Ninfa” viene dal tempietto di epoca romana dedicato alle Ninfe Naiadi, tempietto che si trovava proprio in quest’area. Questa era l’area dove sorgeva la città di Ninfa,  distrutta nel XIV secolo.
Dal 1500 gli eredi della famiglia Caetani – la famiglia che possedeva il borgo – decisero di creare il giardino dentro le mura dell’antica città: così iniziarono a portare qui diverse varietà di alberi e piante, costruendo poi fontane, “giochi d’acqua” e vie d’acqua. Nell’Ottocento Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onoraro Caetani, e i suoi figli realizzarono un vero e proprio giardino in stile anglosassone.  Ada e i suoi figli bonificarono le paludi,  piantarono cipressi, lecci e faggi, e restaurarono alcune delle rovine (ad esempio il palazzo baronale).
La cura del giardino venne portata avanti dagli eredi della famiglia; l’ultima, Lelia, ha aggiunto diverse specie botaniche e ha istituito la Fondazione Roffredo Caetani (ancora oggi si occupa di tutelare il giardino di Ninfa e il castello di Sermoneta). In città (nel giardino) scorre il fiume Ninfa, che scorre per 30km verso la pianura pontina. Nel 1976 è stata creata, attorno alla città, un’oasi di 1800 ettari: lo scopo è quello di proteggere la fauna del luogo, che comprende 152 specie ornitologiche, tra cui alcuni rapaci come il Falco Pellegrino e il Barbagianni e diverse specie di trampolieri come l’Airone cenerino.

Giardino di Ninfa: la visita

Il Giardino di Ninfa è un tipico esempio di giardino all’inglese in cui si susseguono fioriture lungo tutto l’arco della primavera: Gelasio Caetani ha portato qui, ad inizio del ‘900 numerose specie, posizionandole in punti strategici tra i ruderi della scomparsa città di Ninfa.
L’ingresso al giardino è suddiviso in fasce orarie ed è possibile solo prendendo parte a visite guidate.  Nello specifico, quando si acquista il biglietto (dal sito ufficiale) si sceglie una fascia oraria: si viene inseriti nel gruppo di visita in base al nostro orario di arrivo in loco (che deve essere sempre nella fascia oraria scelta). Come funziona? Lasciata la macchina al parcheggio (molto ampio) si arriva ad una prima postazione, dove si mostra di aver acquistato i biglietti: qui si viene mandati alla biglietteria (vi dovrebbero dare un numero di ordine, ma a noi non lo hanno dato), dove vi assegneranno al gruppo con cui farete la visita. Del biglietto va mostrato il qr-code. Il biglietto, quindi, potete stamparlo in PDF o semplicemente stamparlo come immagine sul vostro cellulare. Il biglietto è disponibile anche in formato Apple Wallet.
La visita dura circa 50 minuti, si sta sempre in gruppo e vi suggerisco di provare a rimanere il più possibile vicino alla guida: non vengono usate radioline, microfoni o altri mezzi per amplificare la voce, quindi rimanendo lontani rischiate di non sentire la spiegazione.

Giardino di Ninfa: costi, link e ultime informazioni

Sito web: www.giardinodininfa.eu;
Costo del biglietto: 15.75 euro a persona. Vi suggerisco di acquistarlo online e non presentarvi direttamente lì! Anche se sin loco è presente la biglietteria, rischiate di arrivare e di trovare i biglietti tutti esauriti;
Parcheggio: c’è a disposizione un ampio parcheggio a disposizione, all’ingresso del giardino. Saranno gli addetti al parcheggio a darvi indicazioni su dove andare, e non avrete problemi a lasciare la macchina;

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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