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Nepi – Borghi del Lazio

Nepi – Borghi del Lazio

Il Lazio è una regione che offre tanto da scoprire e tanto da fare. I borghi da scoprire sono davvero innumerevoli e alcuni li ho visitati durante le ferie estive di questo 2021: tra questi c’è anche il borgo di Nepi.

Cosa fare e vedere a Nepi?

Nonostante il paese non sia molto grande, si tratta pur sempre di uno dei borghi più importanti dal punto di vista storico e turistico della Tuscia! Questo grazie al patrimonio artistico-architettonico ed anche al paesaggio che circonda il piccolo borgo. Senza dimenticarsi, ovviamente, della famosa acqua minerale. che proprio qui sgorga. Le cose da vedere a Nepi sono quindi numerose: andiamo con ordine e vediamole una per una.

Chiesa di San Tolomeo (o del Rosario)

Originaria del 950, venne dichiarata Monumento Nazionale. I lavori di costruzione iniziarono nel 1543, poi bloccati nel 1550, e il progetto era di Antonio da Sangallo il Giovane. L’interno, a singola navata con tre cappelle per lato, ospita altari lignei del 1600. Dal presbiterio, delimitato da 8 colonne, si può ammirare perfettamente la cupola della chiesa. Vi sono anche tre altari: in quello maggiore, riasalente al 1654, si trovano le reliquie dei Santi Martiri.

Chiesa di San Pietro Apostolo

Di origini trecentesche. Fu restaurata nel 1465 ed è un mirabile esempio di architettura del tardo barocco. Sia la chiesa sia gli ambienti annessi, furono edificati nel 1564 per opera della Venerabile Confraternita di San Giovanni Decollato, la quale tuttora ne è proprietaria e custode. Molte altre chiese sorgono nel centro storico del paese come la Chiesa di Santa Croce, Chiesa di San Silvestro Abate (Carmine), Chiesa e Convento di San Bernardo, Chiesa di San Rocco e la Chiesa dei Santi Vito e Modesto.

Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta

Il Duomo di Nepi, secondo una antica tradizione, è stato costruito sul luogo dove – anticamente – si trovava
un tempio pagano dedicato a Giove; inoltre, il foro di epoca romana era nelle adiacenze dell’edificio. A pianta basilicale, le cinque navate sono separate da pilastri e il pavimento è di epoca recente (1901).
L’interno è caratterizzato da affreschi della seconda metà del XIX secolo, opera di Domenico Torti e dal Di Mauro, che raffigurano episodi della vita di Maria Vergine. Osservando la volta si nota, invece,l’Incoronazione di Maria fra Santi (fra i quali ci sono anche San Pio V, che fu vescovo di Nepi, I Santi patroni Tolomeo e Romano e Santa Savinilla).

La Rocca dei Borgia e i Bastioni Farnesiani

Un altro luogo da non perdere è la Rocca dei Borgia, situata ai margini dell’abitato storico di Nepi: oggi in rovina (purtroppo), circondato da possenti mura l’edificio è attraversato dall’antica via Amerina.
Il castello ospitò personaggi di rilevo dell’epoca come Lucrezia Borgia e suo Fratello “Il Valentino”, e i papi Alessandro VI e Paolo III. Il centro più antico della fortificazione è una muraglia di origine etrusco-romana, dove si colloca anche una torre quadrangolare posizionata a guardia del lato est, che all’epoca era il meno protetto. La struttura della Rocca rimane la stessa fino a quando non arriva quiPier Luigi Farnese duca di Nepi, figlio di Papa Paolo III. Il suo scopo era aumentare la potenza difensiva di Nepi: per realizzare il suo progetto chiede aiuto ad Antonio da Sangallo “Il giovane”, nipote del “Vecchio” chiamato da Rodrigo Borgia. Sangallo realizza una lunga muraglia per proteggere i lati più esposti della rocca e ci aggiunge due baluardi angolari. Poco dopo la partenza del duca Farnese, Nepi perde il suo valore strategico e viene abbandonata, fino a perdere lo splendore conquistato nel Rinascimento.
Tra le strutture difensive di Nepi vanno ricordati anche i Bastioni Farnesiani, realizzati su un progetto di Antonio da Sangallo il Giovane nel 1540. Quest’ultimo iniziò anche l’attuale palazzo comunale nel 1542, terminato 200 anni dopo dall’architetto Michele Locatelli.

Le Torri Medievali

A Nepi vennero costruite diverse Torri medievali, anche se alcune vennero poi demolite durante il Rinascimento. Oggi sono rimaste solo le “case Torri”, a pianta quadrata e costruite con blocchi di tufo. Tra quelle più rilevanti ricordiamo “Tor di Valle”, all’inizio di via Garibaldi e la “Torre di Corte” ultima testimonianza del palazzo di Corte, situata a metà di via del Corso. Da segnalare sono anche le due torri inglobate in due chiese: una sul fianco della chiesa di San Pietro, l’altra a lato della Chiesa di San Silvestro.

Palazzo Celsi

Situato lungo via Garibaldi, si tratta di uno degli edifici costruiti in epoca rinascimentale a Nepi. Deve il suo nome ad  Ascanio Celsi, il nobile che lo fece costruire; si tratta di uno dei più pregevoli esempi di architettura sangallesca. L’interno è impreziosito da affreschi presenti nelle varie sale realizzati da artisti della seconda metà del XVI secolo. Di grande fascino è il salone principale.

Il palazzo del comune di Nepi

Il Palazzo Comunale di Nepi, iniziato nel 1542 da Antonio da Sangallo il Giovane e terminato nel 1744 da Michele Locatelli, si trova affacciato sull’omonima piazza.
Nel 1727 venne aggiunta la fontana della facciata, disegnata da Filippo Barigioni e scolpita da Francesco Pincellotti. Durante la prima metà del ‘700 venne modificata anche la torretta, alla quale vennero aggiunte altre due campane. Nel 1744 venne data all’edificio la forma che vediamo oggi. Nell’800 vennero fatti dei lavori di consolidamento, che andarono a modificarne anche la planimetria interna. Nel seminterrato (l’ingresso è sulla facciata posteriore) si trova il Museo civico della Città di Nepi. È composto da una collezione di diversi oggetti (soprattutto corredi funebri) provenienti da siti archeologici del territorio cittadino, di epoca falisca, romana e medievale. Interessante la sezione dedicata alle ceramiche e agli apparati decorativi, trovati durante gli interventi di restauro della Rocca Borgiana

Cascata dei Cavaterra

Molto vicina al borgo si trova la Cascata dei Cavaterra, non lontana dalla cascata del Picchio, tra
l’acquedotto in stile romano ma realizzato nel 1727 e la cascata del Picchio. Il nome lo deve ai lavori di rifacimento e fortificazione delle mura del borgo, volte da Antonio da Sangallo il Giovane. Non è possibile visitarla da vicino, poiché non esiste un sentiero che raggiunge la base ma in alcuni punti è possibile ammirarla e fotografarla. Si trova a pochi passi dalla Rocca dei Borgia che insieme ad altri edifici antichi situati nei pressi della cascata, crea uno degli scenari più belli di questa parte della Tuscia

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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