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Come scelgo cosa vedere (senza impazzire)

Come scelgo cosa vedere (senza impazzire)

Una delle domande che mi vengono fatte più spesso quando preparo un viaggio riguarda come scelgo cosa vedere.

La risposta breve è che non cerco di vedere tutto.

Può sembrare banale, ma è probabilmente la parte più difficile dell’organizzazione. Oggi abbiamo a disposizione una quantità enorme di informazioni: guide cartacee, blog, video, social network, forum e mappe. Nel giro di poche ore è facile ritrovarsi con una lista lunghissima di musei, monumenti, quartieri, punti panoramici ed escursioni che sembrano tutti interessanti.
Il problema è che il tempo a disposizione resta sempre lo stesso. Negli anni ho quindi sviluppato un metodo molto semplice che mi aiuta a passare da una lista infinita di possibilità a un itinerario realistico.

Il mio punto di partenza: Google Maps

Quando inizio a preparare un viaggio, la prima cosa che faccio è quasi sempre aprire Google Maps. Non parto dalle classifiche delle “10 cose da vedere” o dagli itinerari già pronti. Preferisco osservare la mappa e capire cosa offre davvero una destinazione. Guardo attrazioni, musei, edifici storici, parchi, punti panoramici e luoghi meno conosciuti. Apro le schede, leggo le descrizioni, guardo qualche fotografia e cerco di capire cosa si nasconde dietro un semplice segnaposto sulla mappa.
In questa fase non sto ancora costruendo l’itinerario. Sto semplicemente cercando di capire quali possibilità ho davanti. Una volta individuati i luoghi che attirano la mia attenzione, inizio a raccogliere informazioni più dettagliate per capire quali meritino davvero di entrare nel programma di viaggio.

Le guide mi aiutano ad approfondire

Una volta individuati alcuni luoghi che potrebbero interessarmi, inizio a raccogliere informazioni più dettagliate.
In questa fase utilizzo fonti diverse: guide cartacee, blog di viaggio, siti turistici e altri contenuti online. Trovo utile confrontare punti di vista differenti, sia per scoprire luoghi che non avevo considerato sia per approfondire quelli che hanno già attirato la mia attenzione. Le guide, in particolare, mi accompagnano praticamente in ogni viaggio. Non le leggo necessariamente dall’inizio alla fine, ma le sfoglio per capire meglio cosa merita un approfondimento e quali luoghi potrebbero essere più in linea con i miei interessi.
Anche le attrazioni più famose finiscono in questa fase di valutazione. Se un luogo viene consigliato ovunque, non lo escludo a priori. Anzi, cerco di capire perché sia così apprezzato e se possa essere interessante anche per me.

Alla fine, la domanda che mi pongo non è quanto un luogo sia famoso, ma se sia qualcosa che ho davvero voglia di vedere.

Cose utili da portare in viaggio

Per organizzare meglio le giornate del viaggio possono essere utili alcuni accessori semplici ma pratici, soprattutto se prevedi di stare fuori tutto il giorno.

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La prima selezione

Man mano che raccolgo informazioni, inizio a segnare i luoghi che mi incuriosiscono davvero.
Non cerco di creare una lista completa di tutto ciò che esiste. Sarebbe praticamente impossibile e, soprattutto, poco utile. In qualsiasi destinazione ci sono quasi sempre più cose interessanti di quelle che riuscirò a vedere durante il viaggio.
Preferisco quindi concentrarmi sui luoghi che attirano la mia attenzione. Può essere un museo dedicato a un tema che mi appassiona, un edificio storico particolare, un quartiere meno conosciuto o semplicemente un luogo che, leggendo la descrizione o guardando alcune fotografie, mi fa pensare: “questo vorrei proprio vederlo”.
Questa prima selezione è importante perché mi evita di costruire itinerari basati su attrazioni che in realtà non mi convincono. Se leggendo una descrizione resto indifferente o non riesco a capire perché dovrei dedicare parte del mio tempo a quel luogo, preferisco lasciarlo fuori fin da subito.

Non significa che quei luoghi siano poco interessanti o che non meritino una visita. Semplicemente, quando il tempo a disposizione è limitato, preferisco concentrarmi su ciò che mi incuriosisce di più e lasciare il resto per un eventuale viaggio futuro.

Dalle idee alle priorità

A questo punto arriva la parte più delicata: scegliere. Ci sono quasi sempre più cose interessanti del tempo che ho a disposizione e quindi devo stabilire delle priorità. Cerco di individuare i luoghi che vorrei vedere più di tutti gli altri. Sono quelli attorno ai quali costruisco l’itinerario e che diventano il punto di partenza per organizzare le giornate.

Una volta definite le priorità, tutto il resto trova posto intorno ad esse.

L’itinerario deve essere realistico

Quando passo alla pianificazione vera e propria, non considero soltanto ciò che mi piacerebbe vedere.
Valuto anche le distanze, i tempi di visita, gli orari di apertura e gli spostamenti necessari per raggiungere i vari luoghi. A volte una tappa interessante finisce per essere eliminata non perché non mi piaccia, ma perché richiederebbe troppo tempo rispetto al resto del programma. Altre volte, invece, rimane nella lista ma viene considerata una possibile alternativa nel caso una giornata proceda più velocemente del previsto.

Organizzare non significa programmare ogni minuto

Negli ultimi anni mi è capitato di preparare itinerari piuttosto dettagliati. Per il mio prossimo viaggio a Cracovia, ad esempio, ho già distribuito molte visite nei diversi giorni della vacanza. Questo però non significa che il programma sia rigido.
Se durante il viaggio mi accorgo che una zona merita più tempo del previsto o che preferisco anticipare una visita programmata per il giorno successivo, non ho problemi a modificare l’ordine delle tappe.
Avere un itinerario mi aiuta a partire preparata. Sapere che posso adattarlo mi permette invece di vivere il viaggio con maggiore tranquillità.

Conclusione

Con il tempo ho capito che organizzare un viaggio non significa trovare il maggior numero possibile di cose da vedere. Significa scegliere.
Scegliere cosa mi interessa davvero, quali luoghi hanno la priorità e come utilizzare al meglio il tempo a disposizione.

Non sempre è facile rinunciare a qualcosa, ma spesso è proprio questa selezione a rendere il viaggio più piacevole e meno frenetico

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Camilla

Sono Camilla, classe 1987, nata e cresciuta a Roma. Dai miei genitori ho preso la passione smodata per i viaggi: mi piace girare per il mondo, visitare posti nuovi, innamorarmi ogni volta di un qualcosa di quel paese e lasciarci un pezzo di cuore. Ho girato in lungo ed in largo l’Europa, conosco a menadito ogni piccolo angolo ed ogni storia di Londra. Nell’aprile del 2011, ho aperto il mio blog di viaggi.

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